< Dopo il traguardo di  Alex Schwazer (Feltrinelli)

Qui di seguito le recensioni di DopoIlTraguardo raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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La bella biografia di Alex Schwazer è un viaggio sulle montagne russe - dal punto di vista del vincitore e poi dello sconfitto che risorge nella rivincita morale - per comprendere e provare a non giudicare prima di aver conosciuto la sua storia. Sin dall’esordio, si capisce che l’etica dello sport sano è il motore che ha spinto alla stesura del libro improntato, sin dall’inizio, alla narrazione di uno stile di vita pulito coltivato sin da giovanissimo e in un contesto geografico da fucina di talenti in sport noti . La vita intera del campione è rivolta al piacere dello sforzo fisico e al benessere che la disciplina della marcia gli provoca. Quello che colpisce nel libro di Alex Schwazer è la sua coerenza fino alla fine, sia nell’affermazione della volontà di raggiungere il traguardo, ma soprattutto nell’osservare senza infingimenti il dopo, ovvero cosa accade quando quella linea di fine è stata tagliata e il mondo si colora di oro e compaiono le tentazioni del doping. La "tinta gialla" che assumono i capitoli finali non altera affatto il senso del libro, ma gli conferisce anzi un dinamismo che persiste fino alle ultime pagine. In una parola: avvincente, sebbene troppo lineare nella scrittura.

Alessandra Teresa Traversa

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DOPO IL TRAGUARDO.
Qui il protagonista acquista via via una carica umana sempre più intensa , riuscendo a mantenere tutta la forza e la fragilità che lo caratterizzano durante tutta la sua carriera sportiva. Una persona che riesce a parlare delle sue debolezze , delle sue scelte discutibili e nello stesso tempo spiegare la lotta quotidiana per il raggiungimento di traguardi impegnativi e straordinari. La storia di un uomo che riesce ad essere vincitore è perdente. Una storia che commuove il lettore.

Margherita Bettin

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Questo libro è stato decisamente una sorpresa. Non so quale tipo di lavoro editoriale sia stato fatto su questo testo, ma la struttura e la narrazione, pur con qualche ingenuità, superano le aspettative che avevo per un’autobiografia di una persona che nella vita fa ben altro che lo scrittore. La scrittura è chiara e piana ma ben articolata, variegata, dettagliata, senza fronzoli e con pochissima retorica. La storia della vita e della carriera di Alex Schwazer, e delle vicende sportive e processuali che lo hanno coinvolto, sono ben spiegate e ripercorse nel dettaglio. La verità che sceglie di raccontare è interessante anche per chi, come me, ha seguito la sua parabola professionale soltanto in parte e per sentito dire. Un buon libro, godibile.

Lucrezia Buganza

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Ogni autobiografia ha il limite dell’ego e qui di ego ne ho visto parecchio. Conoscevo in parte la vicenda del marciatore fragile e non ho trovato particolarmente interessanti le poche riflessioni inserite nel saggio. Molti eventi e molte azioni ma poca consapevolezza fanno di questo libro un mero elenco di avvenimenti che hanno portato all’epilogo di una carriera bruciata.

Laura Pianca

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Tutti conoscono lo scandalo che ha colpito Alex Schwrazer nel 2012 ma pochi sanno cosa si nasconde dietro la vita di un campione olimpico. Il libro ci racconta gli allenamenti e le gare fino ad arrivare alla medaglia del 2008, l’inizio della fine: pressione, solitudine depressione. Poi il grosso errore che tutti conosciamo e per il quale Alex Schwrazer è stato condannato senza appello dell’opinione pubblica: ma qualcuno ha mai provato a guardare le cose da una diversa prospettiva?
Un libro che ci permette di capire di più sulla vicenda e che forse ci permette di andare oltre le apparenze.

Stella Pietropaolo

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La storia di un grande campione attraverso gli esordi, i successi, le cadute, la forza e le fragilità.
Il marciatore Schwatzer, oro olimpico a Pechino, si mette a nudo in questo racconto, non tralasciando nessuna delle fasi che hanno caratterizzato la sua parabola, dalle sfide affrontate con determinazione e coraggio, al confronto con i propri fantasmi interiori, fino alla “discesa agli inferi” del doping narrata con onestà e rigore, senza mai indulgere all’autogiustificazionismo. Una carriera destinata da lì in poi al declino, anche a causa delle falsificazioni e degli errori giudiziari, che gettano una luce sinistra su ciò che accade dietro le quinte del mondo dello sport ad alti livelli.
Ma la vera sfida vinta da Alex è quella con se stesso e consiste nel superamento delle proprie debolezze e nella capacità di accettare con serenità persino le ingiustizie e i rovesci della sorte, ancorandosi saldamente agli affetti personali e al calore della famiglia.
Un libro per tutti gli appassionati di sport, ma che può essere letto anche come un “classico” romanzo di formazione.

Elisabetta Bellan

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Un libro molto piacevole, scritto bene e coinvolgente. Il ritmo è veloce, la trama appassionante.

ANTONELLA CHIARAMONTE

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“Con Dopo il traguardo” Alex Schwarzer ci ha offerto il suo diario. Ė scritto in modo decente, discorsivo, piacevole. Purtroppo, mi ė suonato come un poco autocommiserativo. Mi ha ricordato la famosa T-Shirt mostrata dopo un, peraltro, bellissimo gol di Balotelli con il City che semplicemente diceva “Why Always Me?” Alex si supera nel raccontarci come ė diventato un campione. Ci espone le ragioni per le quali ė stato ingiustamente perseguitato. Purtroppo non ci offre grandi riflessioni sul perché nonostante la sua rettitudine ha ceduto all’idea delle scorciatoie se non quelle riflessioni che, di nuovo, sono quelle di una vittima…di Sandro Da Milano, della Federazione, dei Russi che si dopano. Un diario, ma non un saggio.

Michele Mercuri, USA

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Il testo di Beatrice Luca è una piacevole lettura intorduttiva alla storia dell’arte contemporanea. L’autore in maniera chiara e precisa ci propone l’analisi sull’arte contemporanea fino a oggi, ogni avvenimento artisitco tiene sempre ben presente gli avvenimenti storici.

Deldec