< La sinistra e la sanità. Dalla Bindi a Speranza e in mezzo una pandemi di  Ivan Cavicchi (Castelvecchi)

Qui di seguito le recensioni di LaSinistraELaSanita raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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Impietosa ricognizione sugli errori della sinistra in materia di sanità dagli anni 70 ad oggi.
Ma anche appassionata invocazione di autocritica per la ridefinizione del ruolo riformatore che le compete, alla luce delle contraddizioni del sistema Sanità emerse dopo la pandemia.
Che sono ritenute però contraddizioni inevitabili da governare, non problemi da eliminare, magari privatizzando (Se non la Sinistra, chi altro?).

Anna Scarparolo

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Il covid e le sue conseguenze viste sotto un punto di vista politico ed economico. Un testo più specialistico, volutamente polemico, che ha delle caratteristiche di sicuro interesse, ma per la sua specificità non è propriamente una lettura semplice.

Claudia Coppola

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Premetto che non è il tipo di saggio che acquisterei, ma l’ho trovato molto utile per capire la situazione attuale della sanità italiana

Paola Carello

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il libro descrive una situazione particolare di vita reale, la scoperta casuale di essere affetta da una malattia rara e conseguenze . L’autrice è un medico e riesce a farci partecipare agli aspetti pratici e psicologici della malattia anche se per alcuni aspetti la narrazione rimane professionale. E’ stato scritto anche per diffondere le informazioni sulle malattie rare.

michele tagliavini

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Dopo due anni di covid questo saggio ha certamente un senso, ma personalmente non ne posso più dell’argomento.

Elisabetta Di Stefano

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Un pamphlet davvero ben scritto e molto chiaro che, partendo dalla situazione pandemica attuale, aiuta noi lettori a capire meglio la situazione sanitaria italiana e tutte le riforme e i soldi che sono stati stanziati per la nostra sanità. Necessaria una lettura del genere per capire meglio come funziona la nostra politica, in particolar modo per capire come mai la nostra sanità ha ancora tanto bisogno di essere migliorata.

Matilde Elisa Sala

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Totalmente settario, prolisso, tesi senza nessun tipo di contraddittorio se non con fantasmi della propria frustrazione. Non obiettivo, con l’unico scopo di colpevolizzare un gruppo politico chiaramente antagonista delle convinzioni dello scrittore, dimentica decenni di governi differenti, non riesce a dare forma a un pensiero logico razionale. Oltretutto scritto malissimo, sembra la versione grafica di sproloqui da talk show.

Anna De Chirico

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Il saggio di Ivan Cavicchi analizza le problematiche della sanità italiana, centrando il focus sull’incapacità riformatrice della sinistra negli ultimi 40 anni, in particolare sull’operato dei ministri Rosy Bindi e Roberto Speranza.
Dal mio punto di vista questa ottica, anche se chiaramente esplicitata nel titolo del saggio, non consente al lettore di avere una chiara informazione in merito all’evoluzione normativa e alle sue ricadute sul servizio sanitario nazionale.
Dal mio punto di vista non si può prescindere dal fatto che negli ultimi 40 anni si sono succeduti governi di centro sinistra e governi di centro destra, che hanno governato per più di 20 anni e che hanno preso decisioni molto diverse in ambito sanitario.
Un altro aspetto che non viene adeguatamente analizzato è il fatto che, nell’attuale quadro normativo, la maggior parte delle competenze in ambito sanitario è di pertinenza delle regioni, pertanto le decisioni di privatizzare molti servizi sanitari sono state decisioni delle diverse amministrazioni regionali.
È pur vero che la riforma dell’art. V della Costituzione, che ha trasferito la competenza in ambito sanitario alle regioni, è stata opera di un governo di centrosinistra, e questo dal punto di vista dell’autore è stato un grosso errore, ma non tutte le regioni hanno fatto ricorso alla privatizzazione di moltissimi servizi, come abbiamo visto fare ad esempio dalla regione Lombardia.
Le critiche rivolte ai ministri della sanità Bindi e Speranza possono essere anche condivisibili, come pure le proposte che vengono formulate, ma l’analisi è talmente avulsa dal quadro complessivo della situazione del sistema sanitario italianano e dai diversi decisori politici che si sono succeduti, che tutto risulta poco credibile e sostenibile nelle sue argomentazioni.


Annalisa Pilotto

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Forse l’argomento non mi ha entusiasmato, ma ho trovato il saggio più un esercizio di stile che un libro che con interessanti spunti di riflessione

Francesca Salvarezza