< 1181. La nascita del mito di  Xenos (TabulaFati)

Qui di seguito le recensioni di 1181LaNascitaDelMito raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Questo breve libro è una cronaca immaginaria di avvenimenti successivi alla morte di Achille sotto le mura di Troia nella guerra tra Achei e Troiani. I Mirmidoni si ritrovano soli, ripudiati dalla propria terra e senza una meta precisa, alla mercé dei capricci degli Dei che mandano castighi. Solo la caparbietà e l’animo retto di Menezio riesce a portare in salvo un piccolo manipolo di soldati e a creare la base per la nascita di un nuovo popolo ed un nuovo regno unendosi alle popolazioni indigene.
Il libro non mi ha coinvolto né è riuscito ad appassionarmi totalmente perché la trama è un po’ troppo scarna e gli avvenimenti schematici e descritti in cronaca. I personaggi definiti in modo molto superficiale risultano essere completamente succubi dei capricci degli Dei che intervengono in prima persona imponendo il loro volere.

Francesco Pintus

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Al ritorno dalla guerra di Troia e dopo la morte del loro condottiero Achille, i Mirmidoni sono costretti a cercarsi una nuova patria. Solo una parte di essi approderà sulla costa occidentale del medio Adriatico, dove su un colle verrà fondata Theate, nome dato per onorare la ninfa Teti, madre dell’eroe acheo.
Ha origine così Chieti, quattro secoli prima di Roma.
Le vicende scorrono veloci (fin troppo), con pochi dettagli, nessun aggancio storico e una sfilza di nomi di personaggi.
Il racconto, senza pretese, potrebbe essere utile per ricerche didattiche sull’origine, secondo leggenda, di una delle città più antiche della storia.

Antonio Posata

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la modalità narrativa incalzante rende la narrazione molto chiara e limpida, d’altra parte non mi ha permesso di entrare nel vivo della scena (proprio a causa dell’assenza di descrizioni di tipo psicologico).
Impossibile non cogliere la somiglianza con il viaggio di Enea, anche se, la stessa struttura narrativa con numerose tappe, non era la più adatta per la brevità della narrazione. In questo modo mi è sembrato quasi un elenco.
Potrei dire che è più simile ad un diario di bordo, una breve cronaca di fatti, piuttosto che un romanzo. Insomma, bel libro ma non il mio genere.

Alessia Zaccaria