< Albeggerà al tramonto di  Marco Trionfale (Marsilio)

Qui di seguito le recensioni di AlbeggeraAlTramonto raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un libro entusiasmante. Quando lo si inizia leggere, non possono non venire in mente Benni e Malvaldi, poi ci si appassiona alla vicenda e tutto acquista una sua originale autonomia. Spassosissime le disavventure in cui incorrono i nostri eroi, avvincente la trama, strutturata in modo articolato e sapiente. In un periodo in cui si ha tanto bisogno di leggerezza, la comicità delle situazioni, innestata su uno sfondo satirico estremamente graffiante, e la spiazzante interazione tra i personaggi catturano il lettore in modo inaspettato e lo conducono alla catarsi finale.
In un modo o nell’altro i vecchi che guidano la rivolta contro il potere raggiungono i loro obiettivi. Per capire lo spirito che lo anima valga per tutte la frase che l’ultranovantenne Valerio Belli in fuga ha lasciato scritta su un foglio rimasto sulla sua scrivania, "probabilmente a conclusione di un lungo componimento" in versi. "Per battersi e morire/ il vecchio è sempre pronto./ Il sol dell’avvenire/ albeggerà al tramonto." Finché si ha un progetto da attuare, non ci si può sentire vecchi.

Stefania Pastorboni

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La gang di Nerva,Baldi e l’obsoleto mi ha rapita.
Ho trovato questo libro intriso di leggerezza nonostante i temi affrontati.
La caparbietà, l’ironia e la forza di questi vecchietti che nonostante gli acciacchi si curano l’uno dell’altro e lottano ancora nonostante i dubbi e le paure mi ha letteramente conquistata.
Forse sarà per il mio avvicinarmi ai 50 o per la Romangna a pochi km da casa mia...non so, ma le 384 pagine sono volate.

Trezzi Sara

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Albeggerà al tramonto è un racconto di fantapolitica in cui le cui vicende rocambolesche ed improbabili dei protagonisti, narrate con ironia nostalgica, strappano non poche risate. Il finale offre spunti su cui riflettere. Nel complesso una storia di giustizia e libertà che fa sognare ed al tempo stesso divertire.

Elisabetta Sobrito

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Fabio Genovesi mi ha fatto scoprire il mare. Che novità, diranno alcuni. Invece il suo libro “Il calamaro gigante”, di un genere che si potrebbe definire ibrido tra romanzo e saggio, racconta una sorprendente storia che ha per protagonisti: il mare, i suoi abitanti e alcuni personaggi che nel mare hanno trovato la realizzazione dei loro sogni. Un tema che potrebbe essere scontato; invece, attraverso l’interpretazione innovativa del testo, consente una serie di riflessioni, anche morali, non sempre prevedibili che lasciano un piacevole senso di appagamento letterario.
L’autore ci conduce nelle profondità del mare che meriterebbe una maggiore attenzione, non solo perché nasconde meravigliosi segreti ma anche per la sua fragilità, invitandoci a vedere oltre “la sua buccia, la sua pelle salata e luccicante”.
Genovesi, con maestria narrativa ed una scrittura limpida e senza incertezze, mescola sapientemente, tra passato e futuro, storie di stampo autobiografico – come non sorridere al pensiero della nonna Giuseppina che parla con il marito morto - ad avventure di personaggi che nel mare hanno trovato la conferma dell’improbabile.
Il mare diventa, quindi, pretesto per raccontare la vita e la sete di conoscenza che ha animato uomini a compiere imprese leggendarie per il gusto della scoperta, persone che hanno trovato nell’incredibile e nell’impossibile non la giustificazione del fallimento bensì la volontà ancor più ferma di realizzare i propri desideri.
Il libro è allora l’occasione di scoprire, o riscoprire, personaggi leggendari.
Il capitano Bouyer che si imbattè nel mitologico Kraken, il calamaro gigante dal quale trarrà ispirazione Jules Verne, la cui esistenza verrà scoperta solo secoli dopo. Il sacerdote Francesco Negri che ebbe l’ardire di partire verso Capo Nord, in un pericoloso viaggio, per seguire le sue ambizioni di esplorazione naturalistica, incontrando anch’egli il terribile mostro tentacolare dei mari che per primo descrisse. Tra i personaggi anche donne con il medesimo ardore di sapere che, per di più, hanno dovuto superare il pregiudizio di appartenere al sesso debole. Marjorie Latimer che scoprì il Celecanto che si credeva estinto e Mary Anning, paleontologa.
Un bel libro da assaporare, per ricordare che nella vita niente è troppo improbabile per essere vero, soprattutto se si abolisce dal dizionario la parola “ormai” che ci invita, subdolamente, a non provare a cambiare, in meglio, il nostro quotidiano.


Ilaria Agosta.

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Fatti rocamboleschi vissuti da personaggi iconici nei confini di una cittadina di provincia immaginaria in salsa romagnola. L’intreccio è però in c’eri momenti un po’ confuso e difficile da seguire con descrizioni non troppo esaustive sui caratteri dei protagonisti

Lorenzo Basetti

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Albeggerà al Tramonto è un romanzo dolceamaro: ambientato sulla riviera romagnola in un futuro post-pandemico, dunque vicino a noi, segue le vicende di uno sgangherato gruppo di anziani che amano ritrovarsi nel loro bar di fiducia (preso in gestione da vacui radical chic) e ricordare i tempi andati, giocare a carte e tramare contro i poteri forti. Al grido di un sobrio "Fatinculè!", i nostri protagonisti cercano di ribellarsi a un’assurda legge che li obbliga a prestare servizio di volontariato e di sgominare oscuri complotti orditi nel loro tranquillo paesino. Da leggere assolutamente per sorridere con loro ma anche per pensare ai rapporti intergenerazionali e al futuro che stiamo costruendo.
Fun fact: l’autore, Marco Trionfale, non esiste. Si tratta di tra scrittori, ma soprattutto tre amici, che si sono incontrati per dare vita a questa interessante esperienza letteraria.

Mattia Fino

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Recensione di Albeggerà al tramonto

Mi ha interessato molto lo spunto originale del racconto: immaginare una rivolta quasi epica da parte di un gruppo di anziani( ottantenni o più) contro una legge ingiusta , voluta da politici corrotti, svolta in un piccolo paese.
Importanti temi, trattati con allegria e senso di dolcezza e nostalgia, sono presenti in questo romanzo : il rapporto, a volte conflittuale, tra le generazioni, la nostalgia di un impegno più puro e coinvolgente nella vita politica della comunità, esente da interessi personali, la profondità dell’amicizia che deriva da esperienze, lotte condivise in una vita intera trascorsa insieme. Secondo il mio parere sono stati descritti in modo approfondito i caratteri dei singoli personaggi che parteciperanno, ognuno a proprio modo, all’azione politica finale, compresi gli animali( come il cane Mastino) che condividono i sentimenti di paura, rabbia ed eccitazione provati dai loro padroni.
Trovo invece un po’ pesante e troppo lenta la descrizione dei loro gesti e pensieri, seguita come un diario,ogni giorno ed ogni ora! Ho trovato efficace la descrizione del rapimento del sindaco corrotto del paese, che ricordava i rapimenti delle Brigate Rosse anche se esenti da odio e violenza e con sentimenti ironici e goliardici.
Invece la preparazione alla rivolta finale l’ho trovata troppo lunga e farraginosa.

Rossella Meunier