< Alfredino laggiù di  Enrico Ianniello (Feltrinelli)

Qui di seguito le recensioni di AlfredinoLaggiu raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T11. / semifinale)

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Avvincente. Una storia nella storia.

Carolina Ciardini

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L’incipit del testo non è male. Lirico scorrevole leggibile.
Andrea e Teresa festeggiano il compleanno dei loro gemelli. Marco e Aurora. La lunga tavolata segnava una linea bianca tra gli ulivi ombrosi. I due ragazzini corrono sul prato con gli amici. Riempendo l’aria di urla leggere e improvvise. Poi l’incidente. La causa scatenante. Marco inciampa in una piccola recinzione e una decorazione di ferro battuto gli squarcia i pantaloni, ferendolo all’interno della coscia. Il padre lo soccorre. E il bambino gli sussurra “Stai qua con me”. Quanto basta per rituffarlo nella tristissima vicenda di Alfredino Rampi, caduto in un pozzo a sei anni, nel 1981. Poi la lunga giornata finisce. Andrea si mette a letto. Spegne la luce e lo troviamo imbragato mentre si accinge a scendere per salvare il bambino. Un pretesto che lo scrittore utilizza per innestare inserti autobiografici. A questo punto qualcosa mi ha disturbato. L’utilizzo di un registro linguistico che dovrebbe rasentare il comunicare giovane: “Per isolarmi, mi sparavo a tutto volume nelle cuffiette del cd portatile The Lamb Lies Down on Broadway, un bellissimo vecchio album dei Genesis”.
Oppure: “Ero seduto a terra, rannicchiato nel vagone strapieno di ragazzi, in mezzo a quel canneto di jeans”.
E ancora: Le “incendiarie parole dei libri, quei grilletti dell’immaginazione”. Troppe metafore per i miei gusti.

Fausto Politino

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Il libro si struttura in tre capitoli. Nel primo si narra la storia di un ragazzo e una ragazza studenti universitari che si innamorano. Insieme costituiranno una famiglia mettendo al mondo due figli. Sono davvero felici fino al giorno in cui durante la festa in campagna per il compleanno dei loro figli gemelli, uno dei figli si causa una grossa ferita alla gamba. Questo episodio evocherà nel padre i ricordi della tragedia del bambino di sei anni Alfredino Rampi che nel giugno del 1991 morì cadendo in un pozzo artesiano alla profondità di 30 metri. Il ricordo della vicenda di Alfredino diventerà gradualmente un’ossessione che si unisce ad un’inquietudine esistenziale di mezz’età. Quando a causa di un ictus celebrale il padre finisce in uno stadio neuro vegetativo, l’intera attività celebrale, narrata nel secondo capitolo, sarà impegnata in un’attività onirica in cui si immagina di calarsi nel pozzo, salvare il bambino caduto nel pozzo e in sua compagnia ripercorre tutta la sua vita di ricordi.
La narrazione è incalzante, la profonda caratterizzazione psicologia dei due protagonisti rende la storia avvincente nel primo e nel terzo capitolo. Il secondo è troppo lungo e a tratti noioso.

Paola Vittoria Pignataro

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L’argomento di questo testo si preannunciava interessante, tuttavia la scrittura troppo semplice e la brevità dei capitoli rischiano di annoiare il lettore.
Le premesse sono buone ma occorre un po’ di profondità.

Barbara Bria

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Alfredino è un romanzo strano, che comunque mi ha attratto per vedere come finisce. Credo che sia fuori gara, e mi chiedo cosa c’entri. Scrittura dannunziana, decadente, ma brillante, a tratti luminosa; trama ingenua, elementare.

Ubaldo Garibaldi

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Questo romanzo mi è piacito molto. La storia è ben architettata; in alcuni punti spiazza il lettore e lascia un po confusi, poi però chiarisce tutto e l’insieme è particolare e coinvolgente. Scrittura chiara ed efficace senza increspature, si percepisco in profondità le emozioni dei personaggi. Mi sono piaciuti molto Andrea e Teresa e tutti i personaggi del mondo di "laggiù".

Marta Di Mario

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Bel libro anche questo, è stata dura scegliere. Commovente, mi ha fatto ripiombare completamente dentro quella bruttissima storia, che penso nessuno di noi che a quei tempi eravamo ragazzini abbia veramente dimenticato.
Il libro prende molto, anche se mi sono un pò perso verso metà lettura, in quanto diventa un pò onirico.
In ogni caso, anche questo un libro da leggere.

Pietro Cappelletti