< All’antica di  Duccio Demetrio (RaffaelloCortina)

Qui di seguito le recensioni di AllAntica raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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Testo storico-filosofico-autobiografico che tratta l’argomento l’antico (ma non troppo). Non sono un’appassionata di questo genere e ho fatto fatica a terminare la lettura, a volte un po’ ripetitiva

Sonia Mazzocato

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In questo libro originale l’autore esplora il sentimento dell’” antico”, cerca di tratteggiarlo, dargli voce, definirlo in una narrazione che a tratti si sviluppa quasi in tono autobiografico.
Ho molto apprezzato il catalogo di “suggestioni “artistiche e letterarie (belli i quadri che corredano il testo, interessanti le poesie e i testi citati) che Duccio Demetrio mette a disposizione del lettore e che rappresentano i punti di partenza per le divagazioni e le riflessioni dell’autore.
Anche io, per rispondere alla domanda che spesso l’autore fa durante la trattazione, mi sono sentita attratta o partecipe di questo sentimento dell’antico e mi sono quindi ritrovata in molti degli spunti di riflessione proposti.
Interrogarci e ricercare questo “altrove atemporale e atopico” (come lo definisce l’autore) ci offre la possibilità di recuperare una maniera di esistere fatta di valori importanti, di desiderio di vivere dando importanza ad ogni attimo, ci restituisce un senso dell’esistenza arricchito e ci chiama a conoscere meglio noi stessi.

Simona Toma

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Ci voleva del coraggio per scrivere oggi un libro “all’antica”. Ma Duccio Demetrio conferma la capacità di scrivere libri mai banali ed alla fine ci porta a riflettere sul senso del vivere e sui cambiamenti dell’esistenza, accompagnati da riferimenti di alta letteratura.
Perché come diceva Leopardi, “un uomo fatto all’antica è un uomo dabbene e da potersene fidare”.

Mirco

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All’antica Una maniera di esistere.
Cosa mi aspetto da una lettura? Emozione, riflessione, stimoli alla fantasia.
In molti passaggi mi sono emozionata, perché sono tornata alla mia infanzia e adolescenza. Così come racconta l’autore di sé. Tra i miei ricordi uno zio, uomo elegante nei modi, nel vestire, nel parlare. Pur di origini modeste si distingueva, emergeva. Aveva classe e fascino. Anche la classe è il fascino sono doti all’antica. Io penso di essere una donna all’antica. Orgogliosamente. Il regesto del libro, così ricco e stimolante alla ricerca, mi fa ricordare un altro libro (L’assemblea degli animali di Filelfo, autore misterioso). Le poesie fanno da corollario, per non parlare delle opere artistiche illustrate. Tra i citati James Hillman, uno dei miei Maestri, che mi ha spinta a scoprire e nutrire il raro e prezioso nascosto dentro ognuno di noi. Leggere un libro che ha il profumo di carta stampata, un quotidiano acquistato in edicola è all’antica? BEN VENGA

Maddalena Ronco

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Leggerlo è stata un avventura piacevole, leggera, profonda e a tratti romantica.
È un testo che consiglierei ad una amica.
Un libro che ti fa riflettere quanto basta, ti riporta nei ricordi che la mente aveva offuscato, è una carezza nostalgica all’anima di chi legge...intervallata solo da meravigliose opere d’arte.

Luana Lanza

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QUALE TESTO PREFERISCO ?

Mi ha portato a riscoprire la bellezza della filosofia e il piacere irresistibile del porsi domande, ma soprattutto, "All’Antica" di Duccio Demetrio ci pone davanti a un dilemma: non sappiamo fare domande al passato. Da qui la necessità di un saggio come questo, che nel titolo svela la sua missione. Sondare l’antico, che non è il vecchio o men che meno il superato dagli accidenti del tempo, ma al contrario uno stadio proprio dell’essere umano e delle cose che nella sua essenza è svincolato dallo scorrere del tempo. E la spiegazione di quanto sia importante per noi, per la nostra stessa evoluzione di persone e per l’eredità preziosa che porta con sé, attraverso capitoli la cui scrittura è affetta da un sentimento nobile, quello della nostalgia per un vissuto che è parte integrante della nostra vita, mi fa preferire il saggio di Demetrio al concorrente "Aging Girls", in ballottaggio fino all’ultimo minuto con il prescelto e al quale riconosco il merito di avermi spalancato un mondo che non conoscevo. Sebbene io sia donna e appartenga a una generazione che ha assistito e continua ad assistere a tanti mutamenti nella sfera affettiva, sociale e sessuale, non mi era ancora capitato di sfogliare un testo così completo e autorevole, pieno di contributi documentati che sfociano in una analisi approfondita e sostenuta da una molteplicità di voci e confronti.
Tuttavia, il valore aggiunto di Demetrio, che me lo fa preferire sta proprio nell’approccio romantico, rispetto ad "Aging Girls", dove esso manca del tutto, fors’anche per la pluralità di voci impegnate a discutere di argomenti così attuali e scottanti. Oltre ad avermi intrigato di più, poi, per i motivi che dicevo all’inizio, "All’Antica" si stacca totalmente da uno stile sì contemporaneo, ma anche più freddo sia nei contenuti sia nella forma, e aderente alle pratiche di scrittura più consuete dei saggi di un testo come "Aging Girls".
Riconosco solo un limite al lavoro di Demetrio: esso dona valore all’antico, che giocoforza ha visto i suoi albori e porre le basi del suo affermarsi, nel gusto personale di taluni e collettivo, in periodi della nostra Storia non proprio favorevoli alla vita delle donne.
Eppure, quando leggo frasi come questa, "In una illuminazione irripetibile, percepiamo di appartenere a una totalità senza confini e illimitata, oltre le ordinarie cronologie e sequenze in successione del tempo, che nel Romanticismo si sarebbe definita oceanica”, io capisco che è la tota

Lara Maria Ferrari

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Demetrio approfondisce con una ŕicca raccolta di poesie e quadri cosa si intende per antico:una maniera di esistere contro le insidie del carpe diem e a favore della coscienza del passato.
L’autore tesse con le parole un elogio all’antico che evoca il mai definitivamente spiegabile.

Laura Brandani

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Un saggio a tesi: il vivere all’antica come sintesi di tutte le virtù si contrappone al "presente che ci è intollerabile", greve di tutti gli "orrori" del vivere contemporaneo, quali essi siano.
Ho trovato però difficile capire in cosa si sostanzi questo "vivere all’antica" al quale si richiama ripetutamente l’autore (le dicotomie lentezza/fretta profondità/superficialità mi sembrano piuttosto fruste) e alla fine mi è sembrato di camminare con la testa rivolta all’indietro, accompagnato da un copioso gioco di dotte citazione, che poco mi aiuta a capire effettivamente il presente.
Molto belle le immagini dei qudri che accompagnano il saggio: una scoperta di opere ed autori poco noti.

Alessandro Giorda

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Il tono è troppo spesso aulico, a volte addirittura verboso, con un’eccessiva ‘retorica dell’ineffabile’
che ne compromette il superamento del turno.
Il giudizio complessivo è tuttavia positivo, non fosse altro per il gradevole e interessante apparato iconografico che correda il libro, e per i riferimenti poetici e letterari che arricchiscono il testo e rimandano ad intrressanti approfondimenti di lettura.

Giuseppe Velardi