< Alzheimer di  Rosa Puglisi (PickUp)

 

Molti non mi è piaciuto, mi ha stancata sin dal primo minuto di lettura

Alessandra Caliendo

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Manca recensione

NoRec

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Ho premiato IMolti in parte anche come plauso alla sua natura "universale", ma è stato difficile non scegliere Alzheimer: tocca elementi che ritroveranno tutti coloro che hanno la fortuna di poter ricevere e ricambiare l’affetto di una persona anziana. La nonna di Alzheimer è la nonna di tutti, la casa in cui si muove è la casa in cui tanti di noi hanno giocato, tra centrini, foto in cornice e gambe di tavoli vecchio stile. L’esperienza della malattia e dell’invecchiamento di una persona cara è rappresentata qui in un modo leggero, che aiuta a non perdere di vista l’umanità del malato, a rimanere consapevoli del valore di una storia e di una persona al di là della malattia, ma lasciando intuire allo stesso tempo lo strappo doloroso, lo sfasamento tra narrazione e realtà, la fatica del logorio quotidiano dato dalla perdita di riferimenti, che pesa sia sul malato che su chi lo accudisce. Mi ha fatto commuovere.

F.F.

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Ho apprezzato la semplicità di questo graphic novel e la presenza dei ricordi dell’autrice.

Marco Bichicchi

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Geniale e struggente. Ho adorato soprattutto i disegni che riproducono il funzionamento della memoria del malato di Alzheimer, con scarabocchi quando i ricordi si fanno più sfumati e disegni molto poetici quando i ricordi sono più definiti.

Maria Luisa Barbano

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la mia preferenza va ad Alzheimer di Rosa Puglisi per la leggerezza e  l’affetto  con cui narra la confusione temporale di una nonna divenuta  bambina. I suoi racconti sono mischiati e confusi, spezzoni di una vita passata, ricordi legati ad oggetti cari ci ricordano quanto sia importante preservare le piccole  storie delle nostre radici. Anche il tratto del disegno è semplice e leggero, nei toni del blu dell’azzurro ma diventa aspro e angosciante quando la nonna ha i tratti del volto cancellati dalla mancanza di memoria.

Paola Falcone

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Una sintesi di una scena dolente. La vita raccontata per immagini infantili. La protagonista accoglie tutto quello che accade con molta naturalezza. Quasi non si percepisce il dolore della malattia, la sua sofferenza e la vulnerabilità. Ognuna delle immagini del fumetto ci invita però a sentire noi stessi custodi della nostra memoria. Mi sento distaccata dalla morale con la quale termina il racconto.

@Silvana Pianadei

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Per una curiosa coincidenza (o forse no?) mi sono capitati due graphic novel molto simili: entrambi affrontano il tema del dolore e della perdita nell’ambito famigliare. Alzheimer mi ha colpito perché l’autrice ha saputo assemblare un collage, anche in senso tecnico, molto riuscito, che consente al lettore di orientarsi (e di perdersi) negli spazi fisici e nella frammentarietà della memoria.

Angelo Di Marzio

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Difficile raccontare la mente di chi soffre di Alzheimer. Una storia frettolosa e veloce un insieme di immagini diversificate tra foto, disegni, carta da parati, immagini ritagliate, segni distorti con accanto le nuvole dei dialoghi da fumetto con l’uso un po’ scontato delle pagine di un diario di scuola. Tutto scorre via,  non si ferma nulla, si “zompetta”di qua e di là e non resta nulla nel cuore e negli occhi  se non il “ciao Nonna”. Lo stile volutamente semplice e infantile. Ma cosa resta? Soprattutto a chi?

Francesca Anna De Spirito

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Ho apprezzato la leggerezza nel cercare di delineare i confini di un mondo di una persona che ha una memoria arricciata. Non si percepisce un senso di sofferenza, quasi non esiste dramma, ma l’autrice crea una delicata e giocosa empatia con la signora dal sorriso sereno della foto. E coinvolge anche me.

Alessandra Barone

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Scegliere di narrare la nonna adulta attraverso la nonna bambina dà inevitabilmente un sapore più genuino (ma non ingenuo) a questi micro-racconti. Vorticerosa recupera quello che è possibile dalla memoria ormai compromessa della nonna, attribuendo a ciascun ricordo la dignità che merita. Quelli che sembrano essere solo pezzi di vissuto sconclusionati, alla fine raccontano ciò che di più caro rimane fino al termine del viaggio della vita. C’è piccola poesia e amore in questa lettura, pur sapendo che la scatolina con tante piccole gemme preziose si è ormai rovesciata sul pavimento.

Frankie Burrini

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Alzheimer, un libro-ricordo, celebrativo di una nonna che vive tra normalità e malattia, dal linguaggio semplice, supportato da un fondo quadrettato e disegni quasi infantili misti a riferimenti che ricordano le decorazioni ceramiche di Delft, con tecniche miste tra pittura e collage.
Un blocco di appunti e ricordi solo apparentemente "a casaccio" come la memoria, protagonista, consente.
Gioia e dolore in ogni pagina, nella riproduzione del passato - gli oggetti della casa, le foto appese alle pareti, - e del presente, con piccole sorprese alla conclusione delle diverse, brevi storie.
Il tema principale è trattato con leggerezza e quasi positivamente: la perdita di memoria portatrice di nuove possibilità e modalità di esplorazione del mondo che ci circonda, sia per il malato che per chi gli sta accanto. In breve, sono la realtà e l’immaginazione insieme a comunicare l’emozione.

Giacomo Zipoli

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Alzheimer. Piacevole e efficace, rivela un intento didattico:  adatta alla spiegazione della malattia ad un pubblico giovane. Semplice, arriva dritto al punto, commovente.


Laura Fiori

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Anche questo è bello
Molto più diretto e alla mia portata
Mi ha dato delle emozioni importanti
Mi piace il concetto dei ricordi positivi da tramandare

Massimo Zatti

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Purtroppo ho vissuto in prima persona diverse morti di persone care con Alzheimer o demenza senile. Non vorrei che gli autori di questa Graphic si offendessero, l’idea è buona, però non mi è arrivata.
Spero invece che serva ad altre persone ad avvicinarsi a questa malattia, che personalmente mi terrorizza, e a smuovere coscienze per promuovere sostegni e ricerca.

Paolo Pedretti

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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