< Amare una volta di  Davide Mosca (Salani)

Qui di seguito le recensioni di AmareUnaVolta raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Leggere il libro di Davide Mosca vuol dire salire su un treno in corsa che non fa fermate, seguire la famiglia Costamagna nel suo viaggio tra ostacoli e burroni, tra perdita di tutte le ricchezze e decessi dei figli più cari.
Seguirli in questo cammino con la voce narrante di Gigia, la protagonista, dal carattere roccioso e mai vinto, che cerca di far ragionare gli altri componenti della famiglia, ormai abbandonati all’insuccesso.
La ragazza che “Uomo lo ero diventato a dodici, la mattina in cui per la prima volta mi avevano messo la bigoncia sulle spalle, e donna l’anno successivo, quando il sangue mi aveva marchiato. Prima ero stata solo una felice creatura, animale o pianta.” Tanti i nomi dei componenti di questa famiglia disastrata, confondendo tra vivi e morti, tra parlanti e silenti, tra forti con le parole e forti con le azioni, tra cui spiccano le donne di questo racconto avvincente, accanto a Gigia, la parente più indigesta, la Duchessa, che comanda con gesti e parole su tutti pur rimanendo immobile, che si sente al sopra di tutti anche dei generi , “lei che non si riteneva né donna né uomo, ma nobile, e quindi superiore alle categorie dei comuni mortali.” Sempre in movimento la mamma Margherita, seconda moglie del padre di Gigia, da cui erano nati Nuto, Lalla, Cesare e la protagonista
La prima moglie invece aveva dato alla luce Sandro e successivamente era morta al parto alla nascita di Beppe, il rivoluzionario, di cui non si poteva parlare, come aveva stabilito la Duchessa: “La Duchessa aveva fatto sparire le sue foto e io ero poco più di una bambina quando se n’era andato, ma ricordavo il suo viso scanzonato eppure nervoso, il viso di uno indeciso se restare per sempre ragazzino o imbracciare un fucile.”
Il fratello su cui puntavano tutti aveva però fatte scelte sconsiderate, secondo gli anziani della famiglia e cosi quando arriva un suo amico per parlare di lui e restituire il medaglione d’oro con il simbolo della famiglia, la Duchessa decide di non riceverlo e di non accettare la restituzione di quel medaglione maledetto, regalo di padre a Margherita prima del parto, rivelatosi poi mortale. Abbandonare il viaggio dei Costamagna sarebbe follia, non sai mai cosa potrebbe succedere alla prossima curva e così, caro lettore, buon viaggio con noi, con Gigia e con il bravissimo Davide Mosca.

ANTONELLA SCICCHITANO

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Amare una volta è un libro ambientato nel secondo Dopoguerra ed è la storia di un amore, di una famiglia decaduta, di un territorio, ma sopratutto di una ragazza piena di vita, indipendente e risoluta a vivere secondo il proprio spirito.
La storia scorre piacevolmente, forse però appesantita da una scrittura che alle volte risulta troppo evocativa, sopratutto nei dialoghi tra Ginia e Italo, rendendo il tutto poco verosimile.
Da notare comunque una buona caratterizzazione di tutti i personaggi secondari e sopratutto del territorio, le Langhe, sfondo magico di una bella bella storia d’amore (ma non solo).
















Beatrice Venturini

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Nel libro si assapora la voglia di rinascita e il desiderio di libertà prodotto e allo stesso tempo soppresso dalla guerra.
Forte di un intreccio tra storie femminili e storia del nostro passato, si raccontano sapientemente le vicende di una ragazza quasi maggiorenne che vive tra le macerie della seconda guerra mondiale e cerca a tutti i costi di sopravvivere ai meandri della sua famiglia e del suo tempo.


Crede nella libertà e la rincorre a tutti i costi tra le colline dei suoi luoghi, crede nell’amore e lo insegue fino alla fine.
Durante la lettura, sembra di respirare l’aria fresca, la natura, sembra di sentire l’odore della terra e vieni trasportato realmente accanto alla protagonista sentendo tutta la sua fatica, il suo fuoco e la lotta delle donne.

Il racconto e lo svolgimento della storia ti accompagnano con semplicità pur descrivendoti una quotidianità fatta di pochi colpi di scena o eventi troppo rilevanti.

Struttura buona per un racconto dal linguaggio schietto, semplice e conciliante.
Una narrazione quasi struggente, una storia di vita che fa sperare e sognare ma che ti tiene attaccato alla più dura realtà perché alla fine non è sempre il migliore a vincere.


Anna Lavinia

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Una bella storia con una protagonista, Ginia, giovanissima ma con una grande personalità.

Mauro Molinari

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Purtroppo, solitamente non leggo libri che hanno come argomento principale o sfondo guerre e sinceramente ho hanno molta fatica in questo periodo storico a leggere questi. Molta, molta fatica.
Di questo ho apprezzato almeno la crescita delle tre donne e la lotta per l’emancipazione.

Anna Arcagni

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E’stata Una piacevole lettura, anche se ho avuto l’impressione che il finale sia stato troppo frettoloso. Quasi come se ci fosse un seguito non ancora scritto.
I personaggi a mio parere potevano essere analizzati più approfonditamente.
Nel complesso comunque non mi è affatto dispiaciuto.

Anna Politelli

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Amare una volta - Davide Mosca

Mi ricorda una storia intima e familiare ma soprattutto che lascia cadere, man mano che va avanti, briciole di nostalgia.
La narrazione fa ritornare negli anni addietro, fa rivivere quell’ambiente di speranza.
Una storia d’amore tenera e attaccata ai ricordi raccontata in modo talmente semplice che la rende desiderabile e sciolta. Nonostante questa sensazione si possono ben comprendere anche le difficoltà e le tradizioni di quei tempi su tutti i fronti da quelli quotidiani a quelli legislativi.
Inoltre la prosa scorre liquida e naturale.
Le ultime pagine sono state un brivido che ha percorso tutta la storia in un attimo.
Tengo a ricordare "Non c’è bellezza senza malinconia".

Marika Campanella

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Un libro travolgente come Ginia,la protagonista, che attraverso la sua determinazione, amore per le sue Langhe,passione e dedizione per Italo, tiene il lettore con gli occhi fissi sulle pagine fino alla fine.

Barbara Capuzzi

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Circolo dei lettori
di Roma 2 “Passaparola”
coordinato da Giulia Alberico
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E’ finita da poco la guerra con la gioia della libertà riconquistata, ma nello stesso tempo la necessità   di   superare   la   paura   ancora   aleggiante,   l’impellenza   di   trovare   soluzioni   per quanto perso. In questo contesto storico, nel libro di Davide Mosca “Amare una volta”, si snodano, sullo sfondo dell’Alta Langa, le vicende della famiglia Costamagna già ricca e potente, ora affannata nel proteggere la piccola parte di terra che è rimasta loro. La guerra ha   portato   via   non   solo   l’agiatezza,   ma   anche   un   figlio,   Beppe,   tanto   amato,   ma considerato traditore, lui diventato partigiano, ucciso dai fascisti. Non c’è nulla che aiuti a risollevarsi più dell’amore, un amore fresco, intenso, passionale come quello tra Virginia Costamagna,   giovane   donna   spericolata,   indipendente   e   Italo,   ex   partigiano,   amico   di Beppe, comparso improvvisamente con la chitarra in mano alla cascina Pia. Ma nulla è facile tra i due giovani. Inizia così una corsa verso la felicità o quella che i due giovani credono possa essere felicità per loro. Una corsa tra le colline delle Langhe, tra luoghi che Virgi   conosce   molto   bene,   luoghi   che   possono   nascondere   la   loro   fuga   d’amore.   Italo suona, Virgi (o Ginia come la chiamano in famiglia) balla e si sente  libera, il bosco si trasforma,   è   Itaca,   l’isola   magica,   il   posto   del   cuore.   Pur   nella   fine   tragica   ,   la   forza dell’amore   diventa   il   perno   di   una   rinascita, avere   amato   intensamente   una   volta, permetterà   di   frenare   l’irrequietezza   e   la   voglia   di   ribellione   di   Ginia   con   la   nuova consapevolezza che il desiderio di una vita libera può diventare realtà.

Marcella Mottolese