< Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone di  Maurizio De Giovanni (Einaudi)

Qui di seguito le recensioni di AngeliPerIBastardiDiPizzofalcone raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Seguo Maurizio De Giovanni da molti anni e non perdo nessuno dei suoi libri. Apprezzo la sua ironia sottile.Le sue trame non sono mai scontate e i personaggi non scadono nell’effetto di romanzo d’appendice. Avevo già letto anche Angeli per i Bastardi di Pizzofalcone quando mi è stato proposto per il torneo letterario di Robinson. Mi ha commosso la delicatezza con cui viene narrata la vicenda del magistrato Buffardi e della sua bambina, che lui ha scoperto già grande.

Adriana Fidenti

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Primo libro della serie che leggo: breve, scorrevole, ricco di personaggi con storie personali molto interessanti e meritevoli di approfondimento; avrei forse puntato un po’ di più sul delitto, che sembra fare solo da sfondo alle vicende del commissariato di Pizzofalcone. Nel complesso, comunque, un libro molto piacevole e ricco di spunti di riflessione.

Francesca Comotti

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Premessa: non conoscevo la serie dei "Bastardi" e, a devo ammettere, meglio così perchè la lettura è stata condotta senza condizionamenti.
Mi è piaciuto lo stile di De Giovanni che scrive bene, senza andare a parare, forzatamente, su ricercate raffinatezze linguistiche e/o sintattiche.
Frasi brevi, ma efficaci: è un piacere leggere così. La lettura si trasforma, con facilità ed immediatezza, in immagine e, per me, la visualizzazione è il modo migliore in cui entro nella storia.
Quest’ultima, poi, regge: è solida, verosimile, ammissibile. Mi ha fatto venire voglia di andare avanti e capire perchè Nando fosse stato ucciso e da chi; anche le storie satellite, i corollari personali dei personaggi, hanno suscitato il mio interesse.
Questi, dunque, gli elementi che mi hanno convinto a preferirlo all’altro romanzo.

Annalisa Righini

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Il libro è scritto bene, la storia tiene alta l’attenzione e l’aspettativa. Mi piace molto che il protagonista non sia uno solo ma più personaggi.
Unica nota negativa: il libro fa parte di una serie e io non ho letto i precedenti; la storia e i personaggi sono comunque molto chiari ma sento di essermi persa un po’ dell’atmosfera che si crea leggendo i libri di una serie dall’inizio.

Marta Balocco

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Proseguono le vicissitudini dei cosiddetti Bastardi di Pizzofalcone fra felicità e tristezze, amori e gelosie, figli che crescono e pongono nuove sfide.
Questa volta la squadra è chiamata a indagare nella più immacolata officina meccanica mai vista dove il titolare viene trovato ucciso nell’ordine e nella solitudine più assoluta. Subito appare surreale il disordine provocato dal cadavere rinvenuto a terra in una pozza di sangue rispetto all’ordine assoluto e la pulizia degli attrezzi e di tutta l’officina soprattutto quando si rileva che l’arma del delitto, una grossa chiave inglese, è stata accuratamente ripulita da tutto eccetto il sangue nel punto dell’impatto con la testa del meccanico e riposta esattamente al posto che le compete nella rastrelliera degli attrezzi.
A complicare un quadro che già offre pochi appigli per l’indagine ci sono l’opinione pubblica e il coinvolgimento nella vita del meccanico di un’antica e nobile famiglia, nota a livello nazionale, che non vuole certo fango sul proprio nome.
De Giovanni tratteggia mirabilmente i contorni della società e della sua Napoli che popola con i personaggi ormai amatissimi dal pubblico in una vicenda avvincente ed intricata con molte diverse ramificazioni.

ELISA BENNI

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Palermo “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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La lettura ideale in un sonnacchioso pomeriggio sotto l’ombrellone, quando si è sopraffatti dalla noia e dalla calura estiva. Ci sono tutti gli ingredienti tipici del giallo alla De Giovanni: c’è il morto, stavolta si tratta del meccanico Nando Iaccarino, ucciso misteriosamente nella sua officina; ci sono i bastardi di Pizzofalcone, forse più presi dalle loro vicissitudini private e personali che dal prosieguo delle indagini, e c’è il colpevole, che il lettore di esperienza potrebbe già individuare con una certa sicurezza più o meno verso la metà del romanzo. E ci sono anche gli angeli, come dice il titolo: cosa c’entrino realmente con la narrazione, però, non mi è del tutto chiaro neppure adesso che ho finito il libro.

Neva Galioto

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Un altro episodio dei Bastardi  di Pizzofalcone.  Lo schema è sempre lo stesso: intorno ad un delitto da decifrare ruotano tutti i personaggi del commissariato di Pizzofalcone che cercano di ridare una nuova immagine a quello che era prima un porto delle nebbie e che era sempre sull’orlo di essere chiuso
Luigi Palma vicequestore , affezionato  alla favola degli angeli che aiutano gli uomini, ma soprattutto innamorato del suo angelo Ottavia Calabrese  vice-sopraintendente, esperta di informatica   ma purtroppo sposata con un figlio. Il loro rapporto è fatto di alti e bassi legato ai sensi di colpa di Ottavia ed alla gelosia di Palma.
L’ispettore Giuseppe Lojacono, il cinese, fuoriclasse del commissariato che con le sue intuizioni, con le sue indagini brillanti risolve prima di tutti i casi difficili . E’ divorziato  e  si è trasferito a Napoli  dalla Sicilia e dove vive con una figlia a cui è molto legato. Ha una storia di amore travagliata con il sostituto procuratore Piras, dotata di  attitudine al comando, chiamata in causa quando avviene un delitto nel quartiere di Pizzofalcone.  La storia tra i due  concluderà  in questo romanzo.
La vice commissaria Martini, figura slanciata e lineamenti perfetti, anche lei trasferita dal Piemonte, madre single  con una bambina  . Alex di Nardo, poliziotta  , angelo per Rosaria(dirigente  della scientifica) la sua compagna e Pisanelli vice-commissario in pensione ma che continua ad aiutare i bastardi con le sue amicizie nel mondo della malavita..   
Un meccanico(soprattutto di automobili d’epoca) ,60 anni, viene trovato morto nella sua officina in cui non ci sono segni di effrazione e tutto sulla  scena è immacolato , in ordine tranne una chiave inglese posata al sua posto ma macchiata di sangue, scoperta da Lojacono(è sempre lui il più acuto) ed il ritrovamento di una distinta di versamento di trentamila Euro.
Il meccanico  lavorava nella sua officina solo da tre anni  perché prima era impiegato presso una ricca famiglia di Posillipo   dove era factotum. Ha una figlia(Giulia), che è cresciuta  nella ricca famiglia e che ha potuto studiare entrando nel tempo negli affari di famiglia e fidanzandosi con il rampollo di famiglia, già divorziato e padre di un bambino  problematico . Le brillanti indagini del team di Palma  riescono a dipanare la matassa scoprendo che il meccanico è stato segretamente l’amante della madre del rampollo che in realtà è figlio del meccanico e quindi è fidanzato con la sorellastra. Quando  il padre  le rivela  la verità Giulia,  vedendo crollare la vita che si era costruita faticosamente, lo uccide.
Parallela alla storia del meccanico corre una vicenda di bambina maltrattata abilmente scoperta dagli agenti  Aragona e Romano  grazie ad un infermiera che assiste l’amico   Pisanelli ed una dottoressa nuova compagna di Romano.
Per Di Giovanni la trama del giallo è un scusa per descrivere la vita, i pensieri  gli affetti sofferti ed inquieti  della squadra di Pizzofalcone. In tutto il romanzo c’è un equilibrio tra lo svolgimento del giallo e la vita dei Bastardi  tanto che alla fine il lettore toltosi la curiosità di chi è l’assassino  continua a pensare alle storie dei bastardi non risolte ed aspetta un nuovo episodio della serie.

Mario Cottone