< Autopsia di una felicità mancata di  Annalisa Marinelli (Iacobelli)

Qui di seguito le recensioni di AutopsiaDiUnaFelicitaMancata raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un’autopsia che è metafora di ricerca: andare al centro, al nucleo della felicità mancata e dei suoi perché.

Silvia Tintisona

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Non mi aspettavo per niente che questa sarebbe stata la storia di un’anatomopatologa che deve eseguire un’autopsia sulla fine di una relazione e quindi di un amore. L’idea di base mi ha intrigato, soprattutto perchè è organizzata proprio come una perizia reale della dottoressa divisa, anche dal punto di vista grafico, con dossier, appunti e suddivisioni professionali. Lo stile è un po’ troppo pomposo secondo me, ma in linea con i personaggi di Giovanna e Arianna perché entrambe frequentano questo circolo di letterate e quindi sono abituate a parlare in maniera forbita e di temi filosofici e letterali, con metafore e termini aulici. Il fatto che la struttura sia un’indagine, mi è sembrato che andasse a cozzare con lo stile.

Silvia Pigozzo

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Interessante l’idea di stendere sul lettino per le autopsie una storia d’amore. A mio avviso, in alcuni tratti, la lettura non scorre fluida per la presenza di citazioni o descrizioni troppo dettagliate di aspetti psicologici. Una lettura comunque da consigliare.

Fausto Demozzi

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Libro che non acquisterei nè tantomeno consiglierei. Lento, pesante, con termini e concetti volutamente ‘troppo’.

Fabiola De Pompeis

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Idea interessante, quella di sottoporre una storia d’amore ormai finita a un esame autoptico, per identifica le cause che hanno condotto al decesso.
Un racconto reso su carta in modalità di diario, che la protagonista redige per il medico legale che ha incaricato di trovare le cause della morte. Sebbene la narrazione in alcuni momenti non scorra in maniera fluida, il romanzo riesce a tenere alta l’attenzione del lettore che - sino all’ultima pagina - spera di trovare una causa di morte che possa giustificare una separazione da una persona che ancora si ama.

Simona Latorrata

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Il libro 2 parte da un’idea molto originale : analizzare la fine di una storia d’amore con lo stesso procedimento dell’autopsia di un cadavere.
Da questo spunto si sviluppa la trama con varie digressioni su filosofia,arte e letteratura.
Il tutto con Stoccolma di sfondo che non può che essere di questa storia un personaggio principale.

AMEDEO Sperti

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Non sono riuscita a metterli sulla scrivania.
Mi spiace

Barbara colaneri

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Autopsia di una felicità mancata, una autopsia per "risalire al guasto originario" delle storie d’amore andate male.
Una trama fuori dal comune, una anatomopatologa, Arianna, alle prese di una autopsia d’amore commisionatale da una donna, Giovanna, in piena crisi esistenziale.
Un libro strutturato e ben studiato, i capitoli corrispondono a delle settimane di ascolto,
dove Giovanna apre i cassetti di emozioni e ricordi e ripercorre particolari momenti della sua vita guidata da Arianna in un modo del tutto nuovo e inconsueto.
Un libro che porta a riflettere sull’amore in modo diverso, a seguire una nuova strada, non convenzionale e sicuramente meno battuta.
Arianna è un personaggio molto interessante, la sua doppia indole la caratterizza fortemente,
abbiamo una dottoressa amante della letteratura pronta a partecipare ad una sfida molto strana
ma che la incuriosisce fin dal primo momento.
Più pagine si leggono e più si ha l’impulso di vedere non solo l’evoluzione dell’autopsia in atto
ma anche l’evoluzione del rapporto che si crea tra due donne estranee fino a poco tempo prima.

Veneranda Rendina