< Balla per me di  Kylie Brant (Sem)

 

"Balla per me" di Kylie Brant. Titolo e autrice. Messa così sembra una cosa impersonale, qualcosa che non siete tenuti a ricordare e, in effetti, probabilmente non è necessario ricordarla. Il romanzo della Brant risponde fedelmente ai requisiti che un thriller deve avere. Mi immagino la sua postazione di lavoro, di fianco ad un Mac ultima generazione c’è un A4 con sopra una scaletta dei punti cardine della tipologia del romanzo da confezionare. Naturalmente lei li ha seguiti con una rigorosità tutta femminile, quasi meccanica. Stati uniti / rapimenti di ragazzine / serial killer / famiglie tormentate / comunità religiose sospette / detective / colpo di scena. Se tutto ciò vi appare nuovo fate, probabilmente, parte della tribù degli uomini rossi scoperta in anni recenti nella profonda Amazzonia, siete pronti a scagliare frecce contro l’uomo bianco invasore e ad affrontare con il brivido dell’entusiasmo il romanzo della Brant. Se vi sembra qualcosa di strasentito, benvenuti nel club, liberatevi del libro regalandolo a qualcuno che odiate o usatelo per il primo tavolino traballante che vi capita a tiro, anche se in formato ebook.

Sappiate che l’assassino è il maggiordomo, se non trovate alcun maggiordomo nel romanzo, ringraziatemi per l’unico brivido di sorpresa che vi offrirà la lettura.

mo**@tiscalinet.it

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L’appuntamento al buio di una fredda notte autunnale si tramuta fatalmente nel rapimento e nella segregazione della giovane protagonista, Whithey. L’astuzia e l’inganno, uniti alla sagacia investigativa e al fiuto della polizia locale, riusciranno a scioglierla dai lacci dell’insospettabile serial-killer. A cucire il racconto, il succedersi dei capitoli attraverso le voci dei protagonisti, ritmate dal ticchettio delle lancette d’orologio e dal tempo armonioso della musica e della danza.

Giudizio. Di questo thriller poliziesco ho apprezzato la narrativa cauta, l’introspezione psicologica, l’intreccio circolare che porta a trovare il colpevole proprio tra chi i colpevoli li persegue.

gabro*****@gmail.com

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La storia di un serial killer di giovani adolescenti, ambientazione tipica di città americane, e team di polizia e parenti alla ricerca del colpevole con dubbi e segreti alle spalle: l’intreccio scorre abbastanza agevolmente con una costruzione del racconto che si svolge via via tramite la presentazione ad inizio capitolo, dei nomi dei protagonisti del plot.

Nomi che poi vanno ad intrecciarsi nel corso della narrazione.

Alla fine si giunge ad una conclusione, resta però il dubbio che tutto il libro si poteva sviluppare con circa cento pagine meno.

stefanoa********@gmail.com

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Entrare nei luoghi preferiti dagli scrittori di gialli è sempre un piacere

Quantum di Patricia Cornwell è un giallo che si legge tutto d’un fiato, pensieri in prima persona che ci fanno capire come cambiano le situazioni anche per super professionisti tecnicamente infallibili. Per questo lo preferisco e non solo..

La Cornwell si addentra nel luogo dove tutti vorremmo entrare solo forse per curiosità; i segreti della Nasa.

Pesa la sua grande precisione dei dettagli che rende il libro affascinante e piacevole allo stesso tempo

Mentre la Brant "saccheggia" la grande provincia Americana fatta anch’essa di segreti che si propagano come un virus senza limiti.

Riesce a descrivere, come in un diario, le grandi paure della sua provincia così piena di luoghi comuni e atteggiamenti iperprotettivi.

massimo.********@gmail.com

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La lettura scorre veloce, un capitolo segue l’altro … sembra di girare le pagine del taccuino dell’agente speciale Mark. La scrittura è perfetta per comporre la sceneggiatura incalzante di un thriller da vedere.

Lo sfondo della scena è un’architettura plastica, geometrica, pulita e seguiamo la chiara geografia delle scene quasi sulla cartina stradale mentre ci spostiamo per le indagini e godiamo di quadretti di vita americana.

L’alternanza delle scene è interessante perché effettuata con abile messa a fuoco alternata di due piani, due famiglie, due rapimenti, due ragazzine. La scena appena terminata viene lasciata sfuocata e sospesa, il lettore riprende fiato e si sposta nella scena successiva, per poi tornare indietro e proseguire successivamente.

Il contorno è a base di goffi genitori disorientati ed impotenti, di traumi infantili che si prolungano nelle psicologie degli adulti e di adolescenti resistenti e disincantati. Ecco perché ci leghiamo a questo capitale umano che è stato stroncato in modo seriale, ma che finalmente salva se stesso trovando al suo interno la forza della verità.

Il tutto mi è parso semplice, lineare, credibile, mai noioso…

Un appunto può essere fatto sulla psicologia malata del serial killer scelta per essere funzionale al movente e quindi alla trama del thriller, ma per l’appunto, un po’ forzosa. Inoltre il contesto in sottofondo della pedopornografia è tema sicuramente di contemporaneo interesse e, per questo, leggermente scontato.

Alla fine, ‘in soldoni’: libro letto in quattro giorni. Cuore tachicardico in alcuni passaggi e cervello attivo ad ingegnarsi per trovare indizi e formulare ipotesi. Piaciuto.

io.g****@alice.it

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“Balla per me” è una bella storia, ma non raccontata benissimo. Troppa attenzione a particolari insignificanti (la zip del giaccone del detective viene menzionata più volte). Pare che l’autore abbia piantato tanti semi e non sia riuscito a coltivare ogni pianta come avrebbe voluto ma anche dovuto. Descrizione ed analisi del movente non trovano l’approfondimento che sarebbe stato necessario, trattandosi di una azione criminosa così lunga e articolata. Un racconto la cui forza sono quei protagonisti sui quali l’autore decide di concentrarsi, descritti e analizzati benissimo, tutti credibili. Vivi. E veri.

vingio******@gmail.com

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Balla per me, nonostante che attinga a piene mani dalla cronaca nera relativa agli adolescenti e possa a volte risultare scontato, è un libro che prende il lettore e lo trascina fino alla fine con una suspense gestita con maestria. I personaggi sono tanti e tutti ben rappresentati, con accurati profili psicologici in particolare l’eroina Jane. L’atmosfera è angosciante ma non disperante e con un facile effetto di immedesimazione e coinvolgimento. Il climax è ben retto dai tanti colpi di scena che si susseguono trattenendo incollato alle pagine il lettore, che alla fine avrà una giusta ricompensa per la sua attenzione.

francesca*********@virgilio.it

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Il romanzo ruota intorno al rapimento di due ragazze, uno avvenuto all’inizio del romanzo e l’altro sette anni prima. La narrazione si svolge attraverso le voci dei genitori, a cui è dedicato ogni volta un capitolo, con i loro tormenti, lo strazio dell’attesa, e di Janie, la sorella della ragazzina rapita sette anni prima, determinata a trovare un senso alla propria vita mentre la sua famiglia va in pezzi. Il colpevole verrà poi trovato e ognuno troverà una propria nuova collocazione, per alcuni una vera e propria catarsi. Il romanzo oscilla tra analisi interiore e trama gialla, con un continuo richiamo a misteriosi segreti che si svelano in modo molto ravvicinato solo alla fine con il risultato di non riuscire a creare né la tensione di un giallo né l’empatia per i personaggi (a parte Janie, l’unica che sembra avere un colore).

elen****@gmail.com

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Un thriller sicuramente ben scritto, intrigante e dal ritmo sostenuto. La scelta di dipanare la trama attraverso lo sguardo di un personaggio di volta in volta diverso è originale, anche se a tratti concede un po’ troppo al voyeurismo, alla curiosità morbosa. Inoltre, a mio avviso, l’originalità si ferma qui. La storia raccontata in "Balla con me" si presterebbe perfettamente ad un episodio di Criminal Minds (il che è di per sé un pregio, sia chiaro), ma presa invece singolarmente non brilla né più né meno di altri romanzi analoghi. Quindi bene, ma niente di indimenticabile.

technof*******@yahoo.it

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Quale dei due libri rileggerei ?

Non sicuramente "Balla per me",] quello che racconta di un maniaco pervertito che rapisce ragazze torturandole e uccidendole. Certo la descrizione dei personaggi è efficace, ma in alcune parti scontata. Lo leggi perché vuoi sapere come va a finire, ma una volta finito no non lo riaprirei per rileggermi alcuni dialoghi, finita la suspense e scoperto l’assassino non ho sentito nessuna voglia di tornare indietro e rileggere come la ragazza viene rapita e come tenta di scappare dal suo torturatore.

Il libro ha immagini altamente scenografiche e anche i dialoghi non sono male, ma è come se mancasse di spessore, di profondità e tu, alla fine, finendo l’ultima pagina ti alzi e pensi a trovarci un posto nella tua libreria, velocemente.

Anche l’argomento e i particolari raccapriccianti non fanno che stufarmi quasi subito quasi che l’autore per fare effetto debba ricorrere per forza ad essi. Non è per me.

paola.g*******@gmail.com

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L’intreccio è costruito attraverso la narrazione in terza persona che adotta i punti di vista dei personaggi del romanzo. I fatti, le persone, le cose, i paesaggi sono descritti a partire da sentimenti e vissuti diversi che, però, hanno una cosa in comune: la percezione dell’assurdità della morte di Stato di un ragazzo nero, nella Louisiana del 1943. Quelli che non hanno questa percezione sono personaggi da sfondo, necessari al racconto, ma che non si evolvono, rimanendo sagome statiche della folla arrabbiata. Romanzo corale, quindi, che propone un tema, quello dell’odio razziale nell’America del suprematismo bianco. Buono il ritmo narrativo; la sintassi è coerente con il fluire dei sentimenti delle voci narranti, quindi lontana da una complessità di tipo ragionativo.

fra17*****@gmail.com

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Whitney scompare nel nulla come sette anni prima era scomparsa Kelsey e per la famiglia Willard il passato riaffiora doloroso come non mai. “Balla per me Sem” è la storia di Whitney, imprigionata e torturata con estenuanti allenamenti di danza classica, ma è anche la storia di chi è rimasto e non perde la speranza. Cinque punti di vista raccontano la storia, alternando la disperazione della famiglia Willard, le indagini dell’agente Foster e il calvario di Whitney. La narrazione è veloce e coinvolgente, ma risente di un pattern che ricorda i film americani, con coincidenze ed eventi troppo forzati. Il lettore non può permettersi nessuna distrazione perché il susseguirsi battente di eventi rende la narrazione un po’ faticosa e talvolta poco armoniosa.

anna.*****@gmail.com

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Balla per me di Kylie Brant è costruito sulla contrapposizione tra il dentro e il fuori. Non solo come spazi fisici ma, il più delle volte, come dimensione interiore e relazioni esterne dei personaggi. È così che, a partire dalla descrizione di un rapimento, si finisce per pensare tutti i personaggi come a degli ostaggi. Ostaggi del proprio carattere, ostaggi dei giudizi degli altri, ostaggi del proprio ruolo sociale e familiare. Ostaggi delle bugie. Non a caso le vere svolte del libro avvengono quando i personaggi escono dalle loro prigioni. Spesso sono i dialoghi a costituire il ponte tra queste due dimensioni, incalzanti come incalzante è il ritmo del passaggio da un capito all’altro, ognuno incentrato su un personaggio. Come molti romanzi contemporanei sembra già pensato come una sceneggiatura di un film. Come in tutti i thriller che si rispettino i dubbi sono tanti e gli indizi anche, la tensione sale in più punti. Frettolosa è però la risoluzione del caso, deboli sono le descrizioni delle relazioni umane che si leggono ma non si sentono fino in fondo.

laura.c*******@gmail.com

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Un thriller convenzionale, con una trama convincente e un intreccio plausibile. Il racconto aggancia chi legge fino a un esile cambio di rotta nelle indagini, forse il punto più debole della narrazione. I personaggi sono resi in modo piuttosto superficiale e presentano modalità di azione già viste e riviste, lette e rilette. Nel complesso il romanzo si fa leggere sfruttando l’emozione del momento ma non lascia spazio alla riflessione.

bb.la*****@gmail.com

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Il thriller di Kylie Brant "Balla per me" ha fin da subito catturato la mia attenzione per il coinvolgimento emotivo che suscita mettendo nel mirino del killer delle ragazze minorenni, ciò mi ha tenuta incollata fino alla fine nella speranza di avere "buone notizie" e così è stato.

Tra i due libri proposti ho preferito quello di Elizabeth H. Winthrop perché mi ha emozionato di più.

Grazie per avermi dato la possibilità di conoscere questi due autori che non conoscevo, e spero di essere stata all’altezza del compito che mi avete assegnato.

frog****@libero.it

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Un paesino dell’Ohio: scompare una ragazza, ritorna un incubo.

Il Killer ha colpito ancora. Farà trovare anche questa volta il cadavere nella foresta? Oppure come nell’ultimo caso avvenuto sette anni prima il corpo non comparirà del tutto?

L’autrice ci descrive i vari personaggi, attraverso il racconto degli amici, dei famigliari, dei vicini e degli investigatori.

Il ritmo è incalzante, anche perché è risaputo, che se entro pochi giorni non si troverà la ragazza scomparsa, purtroppo per lei sarà finita.

Ma a rendere l’atmosfera più pesante è il fatto che la ragazza scomparsa sette anni prima faceva parte della stessa comunità. Il quel caso sembrò che la polizia girasse un po’ a vuoto.

Ma forse i testimoni e gli stessi famigliari avevano omesso di dire tutto ciò che avrebbe potuto aiutare le indagini.

Ho apprezzato entrambi i libri, ma ho scelto “Vera” perché è un giallo diverso. Tutto si svolge su un piano esclusivamente psicologico, senza un crimine apparente.

gioc****@gmail.com

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Se dovessi riassumere "Balla per me" di Kylie Brant in una battuta direi: “non mi è dispiaciuto leggerlo ma lo dimenticherò facilmente”. E’ il libro dei non abbastanza: la trama non è abbastanza originale, la maggior parte dei personaggi non sono abbastanza caratterizzati, il finale non è abbastanza a sorpresa, le descrizioni non sono abbastanza evocative, etc.. Tutti questi non abbastanza sono però in equilibrio tra loro e concorrono ad un risultato gradevole, ma nulla di più. Forse l’autrice non ha avuto abbastanza coraggio.

In questo thriller, incentrato sul rapimento di una adolescente da parte di un serial killer in una cittadina dell’Ohio, merita una segnalazione a parte il ritratto di Claire, moglie e madre devastata dagli eventi, regale nella sua volontà di percorrere la sua strada verso l’autodistruzione. Claire è un personaggio da salvare.

giorgio.********@rumbletumbleweed.com

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Gli ingredienti base del thriller ci sono tutti: una serie di ragazze scomparse, un killer seriale inafferrabile e un poliziotto umanamente incasinato che gli dà la caccia. Ma a convincere e appassionare, più che il ritmo incalzante della inchiesta, è il vissuto dei parenti delle vittime. Il buco nero nel quale precipitano i Willard è una roba straziante e ti entra dentro fino a dover ricorrere in certi passaggi alla scatola dei kleenex. Il fatto che, a diverso titolo, a doversi far perdonare siano i protagonisti maschili, può anche essere legato ai geni a doppia X di chi li ha concepiti. Ma, a prescindere dalle intenzioni dell’autrice, non si può non stare dalla parte di Claire, Janie, Kelsey, Whitney e Betsy, con la stessa amorevole compassione di chi le ha così empaticamente messe a fuoco, pagina dopo pagina.

mpalm*****@gmail.com

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È un thriller avvincente, ma la parte iniziale della trama, in cui una ragazzina, di notte, per non farsi scoprire dai genitori, salta dalla finestra di casa per un appuntamento "al buio" con un ragazzo conosciuto sui social e finisce in mano ad uno psicopatico che la rinchiude in una stamberga, ha un che di già letto, di già sentito (probabilmente riecheggia i primi capitoli del romanzo "Alex" di Lemaitre).

È interessante la ricostruzione degli eventi che vengono cadenzati in capitoli che riportano il punto di vista o le esperienze dei cinque protagonisti del romanzo e che consentono di guardare il medesimo fatto dalle singole - soggettive - angolazioni e stati d’animo. Le trame dei cinque personaggi, infine, si intersecano tra loro e trovano la sintesi nella minuziosa indagine, risolutiva del caso, anzi, dei casi (ebbene sì, i casi da risolvere sono in effetti due) svolta dall’Agente Foster.

Il thriller, in definitiva, è ben costruito ma non ha il ritmo incalzante di altri romanzi del medesimo genere, soprattutto nei capitoli dedicati alle esperienze di vita di Claire, dove l’approfondimento psicologico delle dinamiche familiari è molto ben costruito.

 

Note

Conclusioni: i romanzi (i primi che ho letto delle due Autrici) sono entrambi belli, interessanti, e mi consentono di affermare che presterò senz’altro attenzione alle loro prossime pubblicazioni.

antonio.********@email.it

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Piacevolissimo giallo/poliziesco in puro stile americano. La struttura è molto particolare ed interessante con il divenire del racconto reso attraverso l’alternanza della prospettiva vista dai cinque personaggi centrali. Attorno a questi si sviluppa la vicenda -il rapimento di una ragazzina da parte di un serial killer detto il Killer delle dieci miglia o KDM-anche con una certa attenzione alla psicologia ed alle relazioni degli stessi. La trama non è molto originale (ho avuto la sensazione di aver già letto qualcosa di simile, forse un romanzo di Lansdale). Per il lettore l’individuazione del killer è praticamente impossibile e questo ritengo che tolga un po’ di fascino. Insomma da leggere sotto l’ombrellone.

giann*****@libero.it

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Il romanzo, scorrevole e piacevole nella lettura, registra uno spaccato della società americana, un quadro drammatico e allarmante sulla fragilità dell’intero sistema, a partire dal nucleo fondamentale come la famiglia, dove dominano la solitudine, l’ambiguità, i tradimenti, la bugia, la menzogna in un quadro di rapporti fragili e precari. Un padre in carriera ed una madre assente sono una miscela esplosiva per la solitudine degli adolescenti. Gli anni dell’adolescenza, intesa come…. bellezza in fiore in bilico tra l’esuberanza infantile e i drammi della pubertà, gioca un ruolo fondamentale in tutto il romanzo. La fragilità, l’innocenza e la mancanza di rapporti sostanziali tra i componenti della famiglia rendono facile l’adescamento delle adolescenti che chattano sui social con disinvoltura, perché spesso ignorano l’insicurezza del sistema informatico, in particolare dei siti social facilmente aggrediti anche da persone psicopatiche, in cerca delle proprie vittime, veri e propri aguzzini senza anima. Di particolare rilevo lo scambio tra le vittime, in cui sembra che dalla morte di una vittima, nasca la salvezza di un’altra.

engi****@gmail.com

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Niente di nuovo sul fronte occidentale. Un rapitore seriale di ragazzine, già allieve di scuole di danza, che lui vuole "salvare" da famiglie a suo giudizio disfunzionali rieducandole, nel contempo, attraverso ossessionanti esercizi alla sbarra, a vivere in una nuova famiglia da lui formata. Il tema è stato già trattato, al cinema e in letteratura (ricordo un bellissimo libro Room, di Emma Donoghue, ragazza rapita, una stanza chiusa, un concetto distorto di famiglia da parte del carceriere) ed è comunque vero che tutte le storie sono già state raccontate. A questo punto conta la scrittura, la definizione dei personaggi, uno spunto originale, una buona traduzione. Qui manca un po’ tutto e c’è anche un eccessivo ricorso alla spiegazione, a tratti ridondante. Se fosse un’estate da spiagge lo consiglierei come libro da ombrellone.

mariv*****@libero.it

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Anche se non sono un’appassionata di letteratura noir, ho trovato più riuscito questo libro perché l’ambientazione, la trama e i vari personaggi mi sono sembrati più credibili, anche se a volte questo può rendere la caratterizzazione dei personaggi un po’ prevedibile. Il ritmo scorre bene, abbastanza veloce. L’intreccio ben congegnato. Ben costruito il personaggio della ragazza vittima.

moril*****@gmail.com

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Un nuovo caso di sparizione irrompe nella quieta cittadina di Saxon Falls, in Ohio: le tracce di un’altra giovane ragazza Whitney Devries, si perdono nel nulla.

Nessun motivo in particolare avrebbe potuto far allontanare la ragazza di sua spontanea volontà, ribellione adolescenziale? Un amore contestato da voler vivere ad ogni costo? No, nulla di tutto questo. Nessun motivo.

Il fatto scuote drammaticamente la vita della famiglia Devries, scuote l’intera comunità, ma riapre una dolorosa ferita nella famiglia Willard, vittima della stessa tragedia avvenuta sette anni prima in un’altra cittadina poco distante, West Bend: la sparizione di Kelsey Willard.

Claire, David e Janie sono rispettivamente la madre, il padre e la sorella minore di Kelsey.

Claire, una donna affascinante ed elegante piombata nel baratro della dipendenza dall’alcool e dei farmaci, la cui forza e volontà per uscirne sono assai deboli. In questo tempo, aveva solo imparato a non mostrare le sue emozioni al di fuori della sua casa.

David, uomo in carriera, farà del suo lavoro una valvola di sfogo per limitare il più possibile gli effetti di un dolore mai superato, e i relativi sensi di colpa.

Janie, la piccola della casa, possiede un’intelligenza brillante che sfiora la genialità, ma anche un disturbo di mutismo selettivo che le provoca una difficoltà nella relazione con gli altri. La sparizione della sorella Kelsey, alla quale era molto legata, le provoca ulteriori difficoltà nella gestione dell’ansia e, sin da piccola, dovrà necessariamente seguire un piano terapeutico, fatto di sedute con il psicologo e assunzione di farmaci.

Nonostante questa apparente difficoltà caratteriale, Janie, è la chiave giusta per dare un nuovo indirizzo alle indagini che, per il caso Willard, non si erano mai concluse con un ritrovamento finale di Kelsey.

L’agente Foster, della Direzione centrale anticrimine dell’Ohio, è al lavoro per cercare di dipanare la matassa del nuovo caso di rapimento, che certamente avrebbe portato dei risvolti nel caso Willard.

Janie, insieme alle uniche due persone con le quali ha una parvenza di comunicazione, Alyvia e Cole, mette su un piano per recuperare una confessione che fornirà nuovi elementi alle indagini ormai in stallo da anni.

Lei, il carattere più fragile e da proteggere dall’orrore della vicenda, sarà la guida risolutiva all’immobilismo e della latente rinuncia, creatosi nel corso degli anni.

Kylie Brant scrive un romanzo assolutamente non facile nella sua composizione, perché la narrazione riguarda cinque personaggi principali che si incrociano continuamente. Con una scrittura piacevole, scorrevole e molto descrittiva, racconta la vicenda senza far perdere mai al lettore il filo conduttore dei personaggi. Un racconto sempre fluido nonostante il continuo cambio dei caratteri.

lors****@yahoo.it

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