< Biancaneve nel Novecento di  Marilù Oliva (Solferino)

Qui di seguito le recensioni di BiancaneveNelNovecento raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Bello ed emozionante specie nella storia durante l’olocausto. Per molto tempo, durante la lettura ho pensato a due racconti disomogenei forzatamente messi assieme, gli ultimi capitoli mi hanno sorpreso ed emozionato. Bello. Mi è parsa forzata la descrizione del delirio storico da astinenza da cocaina.

Claudia Stendardi

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Un secolo racchiuso in una palla di neve che sciogliendosi svela gli orrori e gli errori delle grandi e piccole storie.
Due voci di donne si alternano nel racconto componendo un romanzo profondo ed emozionante.

Francesco Ricci

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Le due voci in Biancaneve del Novecento sono caratterizzate dal dolore. Una protagonista, Bianca, vive in una famiglia dove non è presente la felicità, la serenità e neanche l’affetto, soprattutto dopo un forte cambiamento nella sua famiglia. Tutto sembra che debba scorrere così.
Dall’altra, la voce di Lili, il cui dolore è legato al suo passato a Buchenwald. Un dolore che è impossibile eliminare.
Il libro rapisce il lettore facendo quasi percepire, toccare le emozioni (e sono tante) vissute dalle due donne.
Il dolore delle protagoniste arriva dall’esterno, da altri, ma dovranno essere loro, in qualche modo, a focalizzarlo per superarlo.

Michela Di Martino

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Due voci narranti, due tempi narrati.
Tempi sospesi differenti eppure, la bellezza è racchiusa nell’intreccio di queste due storie. Storie emozionanti, storie avvincenti, storie meravigliosamente profonde e forti. Come le due protagoniste, due donne, Bianca e Lili. Le loro vite, apparentemente distanti, sono segnate dalla sofferenza.
Se per Bianca è racchiusa nella parola abbandono -da parte di una madre sempre più inasprita ed ostile, quasi fosse più che una madre una matrigna-; la sofferenza per Lili invece, ci viene raccontata attraverso le atrocità di un campo di concentramento, quello di Bunchenwald, dal quale è sopravvissuta.
Parentesi di vite compiute in (di-)stanze temporali differenti che trovano difficoltà ad essere lenite. Ciononostante ci si salva da tutto questo, non lasciandosi soverchiare dai fatti accaduti ma tirando fuori quella forza in grado di trasformarli in cura stessa.
Un romanzo intenso, una penna alta, avvolgente, travolgente.
Che racconta di ieri, di oggi, che non smette di raccontare la vita di una storia.
La nostra.

Ilia Ciuffetta