< Bruceranno come ortiche secche di  Helga Schneider (Oligo)

Qui di seguito le recensioni di BrucerannoComeOrticheSecche raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Il libro tratta della discriminazione omosessuale nella Germania ormai nazista alla fine della repubblica di Weimar. Un racconto che sorvola sulla storia di Julian in modo lieve nonostante il modo in cui venivano perseguiti ,oltre alle altre minoranze ,gli omosessuali. Non si indugia su descrizioni cruente ma si arriva a un finale aperto a una possibilità positiva. Ma la tragedia si sta avvicinando in modo rapido e terribile.

Alberto Susini

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Quello di Julian e Nesti non è un amore travolgente, da farfalle allo stomaco e da sudore alle mani. È un rapporto stabile e consolidato tra due ragazzi che stanno insieme da anni e che, in una Germania hitleriana, omofoba e cieca, vivono nascondendosi. Julian, orfano di madre, frequenta l’accademia d’arte, vive sotto lo stesso tetto del padre avvocato – di cui lamenta l’eccessiva severità, l’ossessiva avversione contro gli omosessuali e la preoccupazione costante che anche il proprio figlio possa essere “diverso” – ed è innamorato di Nesti, un pittore ventenne, che vive assieme alla madre – anche lei una donna intransigente sulla questione omosessuale, tanto da essere a capo di un comitato per la persecuzione di questi “esseri degeneri”. Quando i due, un giorno, verranno scoperti, arrestati e perfino torturati, le vicende precipiteranno verso un epilogo, in realtà, non così scontato. Lo stile adottato dall’autrice, Helga Schneider, è semplice, piano, di chi non ha la pretesa di stupire con effetti retorici particolarmente ricercati ed estrosi. Il suo intento è piuttosto quello di calare il lettore tra le pagine del racconto nel modo più diretto possibile, grazie soprattutto ai numerosi dialoghi tra i personaggi – che si esprimono spesso in un linguaggio informale, giovanile, a tratti quasi stridente rispetto all’epoca storica in cui sono narrati i fatti – e, talvolta, all’adozione, di frasi brevi e taglienti. La descrizione di alcune scene del racconto sembra essere, tuttavia, “forzata”, da parte dell’autrice, con l’intento di far quadrare i conti di una storia che ha come protagonisti personaggi non certo caratterizzati da un’indole forte – l’unico personaggio che ne è dotato e che resta fedele per tutto il racconto ai suoi ideali, giusti o sbagliati che siano, è la madre di Nesti: donna perfida ma coerente fino alla fine con il ruolo del personaggio assegnatole dall’autrice. Il lettore è tenuto col fiato sospeso in più di un’occasione: nell’episodio della disobbedienza, tuttavia sorprendentemente impunita, di Julian nei confronti del padre-desposta, e nell’episodio in cui Julian, al culmine della disperazione, pensa perfino di liberarsi del padre con il veleno per topi. Si tratta di un romanzo in cui spicca l’umanità dei personaggi, ed è per questo, oltre che per la testimonianza di un’epoca storica terribile che ne fa da sfondo, che il romanzo gode di un giudizio positivo anche da parte del lettore più esigente.

Ottaviana Beatrice La Rosa

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Germania, anni 30. La libertà sarebbe presto stata cancellata da regole, controlli, leggi disumane portate ed applicate dal nazismo con le sue manie di feroce repressione di tutto ciò che si discosta dai valori del popolo ariano. L’omosessualità è una delle ossessioni del nazismo e questa omofobia sfocia in persecuzioni organizzate da comitati incaricati di spiare e denunciare al regime comportamenti sospetti. La storia d’amore tra Julian e Nesti dovrà fare i conti non solo in questa nuova società ostile ma nelle rispettive famiglie dove un giovane dovrebbe trovare armonia e sicurezza mentre si scopre circondato da sostenitori di regole naziste. Vedremo come l’amore per i figli guiderà i rispettivi genitori in direzioni molto diverse.

Silvia Giuliani

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Il libro di Helga Schneider mi é piaciuto perché descrive la vita di Julian ragazzo omosessuale nella Germania di Hitler in modo efficace e coinvolgente.
Inoltre il rapporto difficile con il padre nazista si trasforma alla fine del libro in un atto d’amore del genitore verso il figlio.
Bel finale.

Gabriella Bugamelli

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bruceranno come ortiche secche racconta di anni bui, e di come sentirsi diversi in certi momenti diventi ancora più difficile

Immacolata Di Bari

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Non è stato di mio gradimento, ho faticato ad andare avanti, a tratti cupo, introspettivo.
Complice il periodo storico che stiamo attraversando non è sicuramente una lettura facile.

Loredana Mizzi

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Bruceranno come ortiche secche parte da un tema delicato e con richiami attualissimi, ma non arriva da nessuna parte. La scrittura è infantile, i personaggi piatti e, nonostante tratti di un argomento ricco di emotività, al lettore (o almeno, a me come lettrice) non arriva niente. L’omosessualità ai tempi del nazismo, gli amori adolescenziali, il conflitto generazionale: ottimi ingredienti che la scrittrice ha però messo insieme con troppa superficialità, senza arrivare neanche a scalfire la superficie. Per me bocciato

Giulia