< Brucia l’aria di  Omar Di Monopoli (Feltrinelli)

Qui di seguito le recensioni di BruciaLAria raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Brucia l’aria mi ha tenuto col fiato sospeso per l’intera durata e con la stessa intensità in tutta la sua lunghezza. La narrazione ha una forza dirompente. Non avevo mai letto nulla di questo scrittore e potrei azzardare di esserne stata folgorata.
Omar Di Monopoli
Brucia l’aria – Feltrinelli Editore

La famiglia, la terra, il fuoco. Sono questi gli elementi che compongono la materia del western-noir di Omar Di Monopoli Brucia L’aria. Radicate in uno spazio situato tra il triangolo pugliese di Taranto, Brindisi e Lecce, le vite di altrettante famiglie vengono turbate, sin dal passato, dallo spirito criminale di chi vive in un sud problematico. Le vicende dei Caraglia, i Cascarano e i Canzirru oscillano tra la polvere delle masserie e i suoni martellanti di sale bingo, palestre odoranti di malavita e fumo denso. Tra il litorale gremito di turisti e le periferie dell’anima. Il fuoco che brucia l’aria, è quello che arde nel cuore dei capobastone della Sacra corona unita, quello delle armi fumanti e degli incendi appiccati per spegnere antichi asti. Lo sa bene Rocco, figlio del compianto pompiere-incendiario Livio, quanto gli errori commessi in passato possano bruciare l’anima e lasciare focolai sempiterni, pronti al minimo soffio di scirocco per divampare in feroci incendi a riprendersi quanto non ebbero ancora distrutto. Intere famiglie, spezzate dall’odio cieco di rivalse che solo la cenere può placare. Si fa fatica a proteggere chi si ama, quando brucia l’aria, quando l’unica cosa legale è la giustizia personale.
Nel romanzo l’elemento naturale è narrato in una lingua aulica che si alterna all’idioletto pugliese, in consonanza con le azioni dei personaggi. Si impara presto a riconoscere le voci dei giusti e di chi non ha alcuna colpa, se non quella di essere nato in una terra che non perdona. Le descrizioni sono perfette nella loro costante dicotomia; la voce narrante svela con un tono dolceamaro come, nel tempo, i corpi e i paesaggi vengono plasmati dal destino. La polvere e l’amore si sporcano a vicenda, si vince forse solo perdendo qualcosa.


Annalisa Concu

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Personalmente non amo gli sproloqui e in questo testo mi hanno fatto desistere più volte dal proseguire, anche se sicuramente ne sarebbe valsa la pena. Il linguaggio è volutamente crudo, forse per permetterci di ambientarci meglio nel contesto del romanzo. Un aspetto senz’altro positivo è il rapporto tra fratelli, vicini anche quando diversi.

Francesca Pedercini

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Storia ed intreccio molto interessanti, ma ho trovato la lettura un po’ difficoltosa a causa del lessico utilizzato (che è comunque una caratteristica distintiva di questo romanzo).

Patrizia Bianchi

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Il romanzo Brucia l’aria di Omar Di Monopoli non mi ha particolarmente convinto. L’autore ha indubbiamente la capacità di sviscerare il mondo del Mezzogiorno, pieno di contraddizioni, con intelligenza e ironia, ma il linguaggio gergale, secondo alcuni potente e viscerale, a mio avviso costituisce un limite, risulta un fenomeno troppo regionalistico e la narrazione perde fluidità.