< Che tutto sia bene di  Mimmo Sorrentino (Manni)

Qui di seguito le recensioni di CheTuttoSiaBene raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Il testo di Sorrentino è il racconto delle sue ricerche in ambito teatrale e coinvolgono sempre persone che vivono un esistenza mai banale in ambienti molto particolari, carceri, centri accoglienza, RSA...
Ne risulta un susseguirsi di storie intense, mai banali, che hanno per filo conduttore la capacità dell’autore di raccoglierle e trasmetterle al lettore con tutta la loro forza e capacità documentale.

sergio milesi

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Il libro racconta esperienze di teatro accarezzando varie situazioni di vita mostrandoci le sfumature e ricordandoci che lavorare con i soggetti più emarginati fa bene a tutti.

Margherita

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Sarebbe bello che prima o poi buona parte della narrativa italiana contemporanea uscisse dalla via gluck, o che andasse oltre i ragazzi di vita e dal disagio esacerbato a tutti i costi. Il mondo portato in scena da Mimmo Sorrentino é per l’ennesima volta tutto questo: case popolari, campi rom, detenuti, ambulanti. Va bene, però che noia, già letto, visto e riletto questo tipo di spaccato culturale . Possiamo
passare oltre ? Oltre alla scala dei grigi esiste un ampio pantone di colori alla quale attingere.

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Parma “Voglia di leggere Ines Martorano”
coordinato da Pietro Curzio
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L’autore, operatore teatrale, descrive la sua esperienza  che consiste nel portare in scena situazioni di vita molto complesse. Attraverso l ‘ organizzazione di laboratori acquistano voce esperienze di pendolari, studenti, presidi, magistrati, immigrati, neolaureati, profughi, prostitute, carcerati, tossicodipendenti....Ognuno impara a riflettere sulla propria esperienza e, a volte a superarne le difficoltà.


Lucilla del Poggetto

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«Mio padre era un re». Non è l’inizio di una favola ma il monologo di una delle detenute del carcere di Vigevano, interprete di una delle storie adattate alla messa in scena per un teatro non convenzionale «pensato per chi lo fa e non per chi lo vede». Sono parole di Mimmo Sorrentino, regista e drammaturgo che ha scelto di lavorare nei luoghi del disagio sociale, attraverso laboratori di  teatro partecipato;  il principio di tali laboratori è quello di un teatro che nasce dagli  incontri: «È un rapporto d’amore tra il racconto e la parola. Parte dal piacere di ascoltare. La mia prima preoccupazione non è realizzare un teatro di tipo estetico, ma che funzioni per chi lo fa.», dice sempre Sorrentino. Il libro raccoglie e racconta le esperienze dei personaggi incontrati nella preparazione degli spettacoli, nei contesti sociali in cui nasce e si svuluppa il suo teatro: comunità di recupero, ricoveri per anziani, centri di assistenza per ragazzi problematici, quartieri popolari, carceri… Luoghi e mondi dove la sofferenza, il disagio o il sacrificio sono di casa e contribuiscono a creare le storie che diventano teatro, interpretate spesso dalle stesse persone che le hanno vissute.
Ne esce un racconto commovente e divertente nello stesso tempo, dove la fragilita di una umanità colpita viene accolta e riconosciuta con grande umiltà e consapevolezza da parte dell’autore. 

Liliana Superchi

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Tutti dovremmo prendere più schiaffi in faccia, perché questo sono le parole di chi racconta la sua realtà, i suoi sogni, la vita che gli è toccata.
Tutti dovremmo fare teatro come Mimmo insegna: per conoscerci e farci conoscere, non certo per diventare famosi, solo per farci capire.
E tutti dovremmo andare a teatro per guardare negli occhi la paura, l’eccitazione, la disperazione, la forza. E applaudire, come ringraziamento a una riflessione.

Marta Ceccarelli

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Cercare la bellezza ovunque attraverso il teatro. Fa questo Sorrentino da anni, con il suo "teatro partecipato" coinvolge in un’esperienza persone di categorie impensabili, portandole a un livello di conoscenza anche reciproca. Detenute, vigili del fuoco, studenti, persone comuni che arrivano a condividere qualcosa di non completamente scritto. In questi racconti Sorrentino ci apre una finestra su queste meravigliose esperienze di vita.

Luisa Musto