< Chi nasce a San Giuda di  Gabriele Dolzadelli (Morellini)

Qui di seguito le recensioni di ChiNasceASanGiuda raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Il racconto è scritto molto bene e scorre dalla prima all’ultima parola.... il lettore viene preso ogni volta da dubbi ed è costretto a ritornare sull’ipotesi di chi possa essere il colpevole più volte, almeno così è successo a me. Bravo l’autore anche per aver "ripreso" le bozze iniziali e creduto che potessero diventare quello che sono diventate. Prendo nota del nome e sicuramente andrò a leggermi altro di lui.

STEFANO DELLA VENTURA

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Un libro "strano", un libro ibrido. Non siamo di fronte ad una storia che ammalia, che ci affascina. Tra le mani abbiamo un racconto disturbante, quasi alienante...mi immagino già una trasposizione cinematografica caratterizzata da una luce fredda e distante, quasi nordica.

Agnese Fuligni

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Avvincente, carico di sentimento verso i personaggi, introspettivo e allo stesso tempo dinamico.

Elisa Vitulli

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Direi che è un romanzo cinematografico, crudo e senza fronzoli. E’ scritto in modo asciutto, diretto, puntellato da dialoghi realistici che a volte stonano proprio per la loro banalità. La storia è spietata e densa di adrenalina e ciò spinge a proseguire nella lettura per arrivare all’ultima pagina e scoprire il colpo di scena che completa l’incubo. Vittime e assassini si confondono per arrivare al tragico epilogo che, senza retorica, ne mostra la crudeltà. Rimane comunque un thriller nostrano.

Annalisa Nario

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Il tempo si prende gioco dei protagonisti e dei lettori fin dalle prime pagine del romanzo. “Chi nasce a San Giuda” si lascia leggere velocemente e intensamente nonostante o forse proprio per merito di un sentimento respingente che traspira tra le pagine. Respingente perché il romanzo resta un po’ in superficie, perché non si addentra nella psicologia dei personaggi – sarebbe diventato un dramma psicologico e avrebbe perso, oltre alla velocità dell’intreccio, la freddezza pungente, la superficialità propria dell’azione della comitiva di amici. Respingente perché è un libro di “non detti” di silenzi. Respingente perché non permette di immedesimarsi in particolare in uno dei protagonisti, di prenderne le difese o contrapporsi totalmente, ma in generale offre la perfetta rappresentazione di una generazione con amicizie apparentemente indissolubili, sogni, voglia di riscatto e tanti sbagli, in una non determinata ma riconoscibile epoca, in un paese che è il paese di molti. “Chi nasce a San Giuda” è respingente perché artiglia, voce del verbo transitivo artigliare, che l’autore usa quattro volte in diverse coniugazioni nel corso del romanzo per punteggiare e sostenere un ritmo parallelo a quello incalzante del racconto, basato sul ghermire, angosciare, sull’afferrare con gli artigli della storia il lettore stesso fin dalle prime pagine. Come anche fin dalle prime pagine un pesante alone si palesa sulla vera natura di un personaggio: Alice, un dubbio a metà del libro, che diventa conferma piena sul finale. Alice, che a dispetto del nome non è nel paese delle meraviglie, ma sogna il paese della meraviglie identificandolo con la città: “può farti seguire la strada che vuoi”, ma anche farti perdere. Alice inesorabilmente e clamorosamente si perde nell’epilogo, nella bramosia di trovare la strada che sogna, che vuole, verso il suo paese delle meraviglie. Per tutti questi motivi il romanzo coinvolge profondamente e non lascia indifferente.
Il mio voto va a “Chi nasce a San Giuda”, è una decisione che ho preso inaspettatamente appena terminato di scrivere questo mio commento. Quando un libro ti respinge, quando tu lo respingi, è perché racconta qualcosa che ti riguarda, aspetti di te che in qualche modo vuoi censurare – ed io vi ho trovato tanto della mia generazione. Premio l’autore più giovane, che non conoscevo, il mio voto vuole essere di incoraggiamento e di buon auspicio.

Federica Gonnelli

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Romanzo giallo con trama quasi surreale che non si svela subito: inizia lentamente con un lutto improvviso e un rebus da risolvere e una caccia al tesoro che sconvolgerà la vita degli amici di un tempo. Il romanzo prende le tinte forti degli incubi in una spirale distruttiva che porta alla luce la disperazione, l’avidità e quanto di malvagio alberga nell’animo dei protagonisti.

LOREDANA ZUGNO

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Come germoglia e fin dove arriva l’amicizia?E quanto regge alla prova dei quattrini? Lo spiega perfettamente Dolzadelli in questa cronaca plausibile, intrigante, brillante, tratteggiata nei dintorni di San Giuda (nomen omen?), dove spesso chi ci è nato ci muore, tra invidie, avidità, tradimenti, menzogne e tentativi di pentimento e riscatto, che lasciano uno spiraglio di speranza...ma alla fine il banco vince e chi lo controlla, anche se non appartiene alla cerchia di San Giuda, è proprio sicuro che sfuggirà al destino comune, visto che mazzette rima con maledette? Questo libro, consigliato assolutamente ai giallisti, viene da lontano, ma potrebbe proseguire seguendo la traccia del malloppo? A D. l’ardua sentenza.

Ugo Calzolari