< Colosseide. I secoli dell’oblio di  Emilio Paterna (Castelvecchi)

Qui di seguito le recensioni di Colosseide raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Prolisso, troppo. Difficile proseguire nella lettura. Non mi serve sapere ogni singolo pensiero dei personaggi, un po’ di "vago ed indefinito" per lasciare ai lettori la possibilità di immaginare sarebbe senz’altro servito. Purtroppo in una parola: noioso.

Elisa Zentilini

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Colosseide è un inno alla grandezza del Colosseo, sfondo della serie di vicende che si susseguono nella narrazione. Un excursus storico completo, che tocca tappe temporalmente diverse della storia di Roma, questa città ciclicamente libera e sottomessa, vuoi che si tratti degli inconsapevoli barbari, vuoi che si tratti dei calcolatori piemontesi.

A. N.

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Grandi lettori
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Dopo aver attentamente letto i due romanzi assegnatimi, esprimo la mia preferenza per "COLOSSEIDE i secoli dell’oblio" di Emilio Paterna.
Anche se "999 L’origine" di Carlo A. Martigli ha un incipit molto enigmatico, capace di catturare subito l’attenzione del lettore, gli sviluppi del testo paiono sin troppo tributari del romanzo di Dan Brown "Il codice da Vinci".In compenso si tratta di due romanzi "storici" che prendono entrambi il via dall’antica Roma imperiale e dai suoi fasti, spesso però alimentati dalla crudeltà dei cesari.
Ma torniamo al vincitore del duello letterario.. "Colosseide", racconta la storia dei curatori. del Colosseo, un’epopea che inizia con Silvio Partenio, a cui l’imperatore Tito conferisce il prestigioso incarico, estendendolo ai suoi discendenti. Ricchissima e molto popolare nell’Urbe, la stirpe dei Partenio viene però tenuta altezzosamente a distanza dall’antica nobiltà romana, che gli chiude per anni le porte del Senato. Ad aprirle sarà Adriano Partenio, per il ruolo decisivo avuto nella congiura contro il crudele Commodo. Da questo momento si succedono i colpi di scena, in cui spesso la Grande Storia incrocia i destini della famiglia. La fede cristiana della moglie del successore di Adriano, in un’epoca di feroci persecuzioni, porta alla perdita del Colosseo e all’abbandono di Roma. Ma  una giovane donna di forte carattere riporterà la famiglia a gestire di nuovo il grande monumento. Il vento a Roma è cambiato con la vittoria di Costantino sull’imperatore Massenzio, con la battaglia di Ponte Milvio raccontata in maniera esemplare da Paterna. Il corso della grande Storia prosegue come protagonista e sfondo delle vicende dei curatori, che in un passaggio di testimone destinato ad approdare fino al convulso 800 risorgimentale, danno vita ad altre storie e a nuovi comprimari di forte impatto.
Quanto a "999", presenta un Gesù di Nazareth che è solo un uomo, non è figlio unico e a suo fratello Giovanni detta un libro rivoluzionario nel quale afferma che Dio è in realtà una donna, perché solo lei ha il dono di mettere al mondo una nuova vita. E il Gesù solo uomo lo sa bene perché è il padre della creatura che Maria di Magdala porta in grembo. A lei verrà affidato il prezioso manoscritto che attraverserà i secoli,affidato a mani femminili, fino ad approdare ai primi anni 2000. In continui sbalzi temporali, la voce narrante sarà il libro stesso,capace di avvertire sentimenti e caratteristiche di ogni persona che toccherà le sue pagine.Ci sno pure degli enigmatici custodi, angeli e demoni. Giusto per non dimenticare il riferimento di questa storia, che pure non manca di personaggi e vicende appassionanti. E forse un pregiudizio di fondo alla fine ha condizionato fin troppo un romanzo in alcuni momenti molto avvincente. Ma in questi duelli letterari, mi è stato ricordato, può esserci un solo vincitore.

Giuseppe (Beppe) Bonura

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Il libro che recensisco oggi è di Emilio Partena, si intitola Colosseide- I secoli dell’oblio pubblicato da Castelvecchio edizioni.
L’autore è un appassionato studioso della storia romana imperiale fino alla sua caduta, ed è proprio da questo studio che prende spunto per la scrittura dei suoi libri.
Infatti questo non è il primo libro di Partena, ma segue un ciclo preciso legato alle vicende della storia romana.
Nel libro si parte con il ritrovamento di una lapide che porta un nome fino ad allora sconosciuto, Gaudenzio, a cui possiamo attribuire la progettazione dell’anfiteatro Flavio,il Colosseo appunto, commissionato da Vespasiano e Tito della dinastia Flavia.
Assieme a questo monumento, il libro ci porta a vivere le vicende che con esso si intrecciano, non solo i duelli dei gladiatori e le persecuzioni dei cristiani ma anche i meccanismi contorni del potere imperiale.
In breve il protagonista è Adriano Partenio,  a capo della ricca famiglia che da duecento anni cura gli spettacoli del Colosseo, ma che nello stesso periodo è rimasta esclusa dal Senato per gioco politico.
Alla morte dell’imperatore Commodo però tutto cambia: Adriano ha un posto d’onore tra i congiurati che hanno ucciso il tiranno, e diventa il primo Partenio senatore. Al dominio economico si somma finalmente l’autorità politica: quella di Partenio è una posizione di prestigio che i suoi discendenti dovranno difendere nei secoli, attraverso le traversie della Storia e in un mondo completamente cambiato: dall’arrivo dei barbari all’interruzione dei giochi del Colosseo sotto Teodorico, dalla conversione della famiglia al cristianesimo alla conseguente persecuzione; dalla decadenza del Medioevo all’arrivo alle porte della Roma pontificia dei "nuovi barbari", i piemontesi, nel 1870.
Al susseguirsi delle vicende storiche, seguiamo anche  da vicino il passaggio della concessione del Colosseo, che passa da Fabio  Partenio a il prefetto Faustino Egnazio Fortunato tramite un ricatto sulla moglie di Partenio, Prisca.
In seguito la famiglia si trasferisce a Arles dove rimane per circa 60 anni dedicandosi al commercio e diventando un punto di riferimento per le comunità cristiane di Occidente.
La figlia di Partenio Salviano , Marcia, vide subito nella vittoria di Costantino un’opportunità di riscuotere il credito che la sua famiglia aveva aperto nei confronti della Chiesa ai tempi della persecuzione di Decio  e decise di tornare a Roma anche per gestire – e riportare alla gloria- il Colosseo.
Ovviamente Marcia si occuperà di tutti i compiti ma lo farà a nome del fratello, poiché all’epoca per una donna sarebbe stato sconveniente.
Questo è anche uno dei punti del libro che ho apprezzato di più, dove appunto viene descritto lo stato di degrado in cui trovava il Colosseo e tutte le azione volte al suo miglioramento, si capisce infatti come fosse stato lasciato in decadenza, a seguito dell’impiego del denaro per altri scopi sotto quell’imperatore. L’ho trovato un tema attuale, però ci fa capire, grazie alle minuziose descrizioni, come venivano orgaizzate all’interno di esso le attività e ciò che occorreva.

La costruzione dei personaggi, ma soprattutto la ricostruzione fedele e dettagliata delle vicende storiche che si susseguono, rendono questo libro interessante non solo per i romani, ma anche per gli appassionati di storia e non solo.
Ad ogni capitolo si è immersi nell’atmosfera del periodo storico, i personaggi sono anch’essi forgiati con cura e anche se l’intreccio tra storia e vicende della famiglia non è sempre lineare, il risultato è eccellente.
Lo consiglio perché non è un romanzo storico banale, i temi trattati alla fine sono attuali.

Letizia Franceschini