< Come delfini tra pescecani di  François Morlupi (Salani)

Qui di seguito le recensioni di ComeDelfiniTraPescecani raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Grottaferrata “Un libro al mese della biblioteca comunale”
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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Un  giallo classico, scritto in modo scorrevole. Non certo un capolavoro, lo definirei leggibile anche se  banalità e ovvietà non si sprecano. Come i capitoli in corsivo, che dovrebbero contribuire a creare un clima di mistero, a portarci su un piano parallelo. A me hanno fatto solo pensare all’assassino prima del gran finale!
Anche il mettere in evidenza che il commissario Ansaldi, che conduce le indagini, non è un supereroe ma un uomo normale, pieno di problemi non è certo un elemento di assoluta novità nella letteratura dei gialli.
Un libro, in sintesi, piuttosto insignificante, appesantito, nel finale, da tante notizie superflue o forse volute solo per approfondire la consistenza dei “Cinque di Monteverde” che, mi par di capire, rientrano in una serie. Poliziotti speciali perché “hanno capito che alla fine, vince chi tutte le mattine, nella sua umiltà si alza per affrontare la vita nonostante i tanti problemi” … “Perché a volte, incredibilmente ma vero, i delfini possono uscire vittoriosi: anche da uno scontro con i pescecani.” Piuttosto banale come finale di un giallo… non vi pare?

Cristina Patuzzi

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È un giallo che non mi ha preso, è ben congegnato e l’autore esce fuiri dagli schemi demolendo con umorismo l’immagine del poliziotto supereroe. Tuttavia a mio avviso ci sono scene desrittive molto prolisse che si inframezzano ai dialoghi rendendo la narrazione dispersiva e lenta. Mi hanno un po’ disturbato anche le frasi fatte e riferimenti al bagaglio culturale dell’autore che esulano dal contesto.

Roberta Baronciani

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“Se si è soli quando si è soli, significa che sei in cattiva compagnia” è la frase che mi ha colpito maggiormente in questo giallo ambientato nel quartiere dove vivo ormai da tanti anni: Monteverde.
I protagonisti sono la squadra di poliziotti del commissariato di via Cavallotti, tutti con particolarità caratteriali compreso il capo Ansaldi, caratteristica questa non molto originale, ma comunque descritta bene e con significative analisi psicologiche.
La trama del giallo non mi ha appassionato particolarmente ed anzi l’epilogo l’ho trovato abbastanza prevedibile. Mi sono invece piaciuti i frequenti riferimenti storici ed artistici attinenti a varie epoche e temi.

Fulvio Cicchetti

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Nella compagine dei tanti libri noir/polizieschi abbiamo ormai incontrato un gran numero di personaggi, tutti con i propri difetti, particolari abitudini, modi di dire o di osservare il mondo, poi ancora più evidenti le stranezze di Commissari.
A questo punto il cimentarsi con una nuova squadra di poliziotti ha portato l’autore a far somigliare i suoi personaggi chi a uno chi all’altro, anche con qualche esasperazione.
Senza elencare queste sovrapposizioni, è evidente che questa nuova squadra non è attraente, non affascina, proprio perché ormai vecchia prima di nascere.

Mauro Testa