< Dante in love di  Giuseppe Conte (Giunti)

Qui di seguito le recensioni di DanteInLove raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Dante in Love di Giuseppe Conte è un romanzo fresco, innovativo e che si lascia leggere pagina dopo pagina attratti dalle vicissitudini del Sommo Poeta nella nostra realtà.
Viene presentato un Dante "pop" per certi versi, un Dante sempre in costante rapporto con il lettore che facilmente riesce ad immedesimarsi nella figura di quest’ultimo.
La vicenda si svolge nella Firenze attuale, città che tanto dette e tolse al Poeta, dove una volta l’anno lo spirito di Dante si manifesta per godere (seppur non carnalmente) di quella gioia e vitalità poetica che l’amore verso le donne ispirò i suoi versi più celebri.
Trova una città diversa, cambiata sotto tanti aspetti dettati da una modernità sempre più pressante e grottesca che richiamano in Dante difficoltà già vissute nella vita terrena.
Fatale (come fu lo sguardo della celestiale Beatrice) l’incontro con Grace (Grazia, nome non a caso) una ragazza americana. Dopo varie vicissitudini nel finale del libro Grace e Dante rimangono soli: nella casa di costei il Poeta si stende sul divano, accanto alla ragazza amata, per provare un ultimo intimo brivido di contatto umano.
Grace prende un libro con l’effige di Dante e lo bacia facendo capire (chissà?...) al Poeta che lei lo ama.
Con questo segno Dante si congeda dalla ragazza americana e torna sui suoi passi nei pressi del Battistero.
I temi del libro sono l’amore (il "love" dell’americana Grace) la solitudine e i tempi oscuri con cui Dante viene a contatto (era del Covid).

Francesco Giua

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Ho apprezzato lo stile, la scrittura oscillante fra il registro intimistico e l’attenzione alla trasformazione del mondo sotto lo sguardo attento e dolente del Dante ombra/fantasma, ma travagliato tuttora da passioni e da attrazione verso "quelle sotto il cielo di Venere".
Mi è sembrato un modo originale di raccontare Dante, Firenze ed i cambiamenti del mondo trovando una cifra originale.

Giancarlo Costanza

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Ho finito di leggerlo solo perché mi ero impegnata a farlo, ma è una "storia" che avrei abbandonato subito (ed è davvero raro che molli un libro a metà). Il Dante-fantasma di "Dante in love" è patetico e insopportabile; i suoi pensieri e i suoi ragionamenti sono il più delle volte banali e stucchevoli, le citazioni per così dire "dotte", oltre ad essere in numero esagerato, sono talmente sterili da non dire nulla a chi non le conosce, né a dare un valore aggiunto a chi già ha avuto modo di incontrarle. Il fantasmino che prende a pugni gli aggressori della ragazza di cui si innamora è meno consistente di Patrick Swayze (pace all’anima sua) in "Ghost"; velo pietoso sulla suddetta ragazza, che nel giro di poche ore riesce a: litigare con la polizia per aver maltrattato un senzatetto, soccorrere un’amica vittima di violenza, mettere a tappeto due lestofanti che hanno cercato di violentarla in centro a Firenze, scaricare il fidanzato cacciandolo da casa e "sentire" il fantasma di qualcuno, per finire a baciare con amore la copertina de La vita Nova con il buon Dante, nemmeno troppo avvenente, effigiato. Dante-fantasmino si squaglia di gioia e forse - forse- può tornare in Paradiso per sempre. Da amante di Dante l’ho trovato triste e superficiale; da un lato spero che almeno possa servire ad avvicinare qualcuno al Dante vero, sempre che poi l’abisso fra questa storiella e l’opera dantesca vera e propria non lo allontani per sempre.

Elena Zilio

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Ho letto DanteInLove di Giuseppe Conte: L’idea del Poeta condannato da Dio a trascorrere a Firenze la notte del 25 marzo di ogni anno a partire da quello della sua morte mi è apparsa subito accattivante. All’inizio della narrazione ne ha già vissuti “699 o 700” di notti nella sua amata/odiata città natale, vicino San Giovanni; la fine di questo nuovo esilio, deciso da un Dio dalla straordinaria voce che sembra contenerle tutte, avrà termine quando si innamorerà di nuovo e sarà ricambiato. Il problema è che Dante è solo un’ombra, invisibile a tutti…o quasi. Grace, la ragazza appassionata dei suoi scritti, che lo seduce per bellezza e carattere facendogli scordare Beatrice, sembra percepirlo come la presenza incorporea che è e nulla di più. Il Poeta la segue nella sua casa, è preda di accessi di gelosia per un amico della ragazza un po’ troppo invadente, si fa amico della gatta dell’appartamento, ma poi la notte sta finendo e si ritrova nel suo cantuccio vicino san Giovanni da dove tornerà in cielo senza aver conquistato il Paradiso definitivo a cui anela. Per chi conosce Dante e per chi non lo conosce, il romanzo attraverso una serie di citazioni dalle sue opere piace, l’excursus che lo scrittore seleziona è ritagliato nel modo giusto come i rimandi alle situazioni biografiche da cui essi sono scaturiti. Lo stile si appoggia ad un bisogno di scavare nel personaggio per renderlo vivo e attuale, un uomo ancora trafitto nell’ anima dal desiderio amoroso, dalla curiosità di capire, per quanto possibile, cambiamenti e stravolgimenti nelle abitudini umane che non gli appartengono. Il Dante-Ombra nella ricerca di una nuova donna salvifica, prova nella sua senilità pulsioni, desideri frustranti e infelici: un’immagine davvero umana del sommo Poeta.

Maria Maddalena Colomba

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Una storia che fa fatica a comprendersi, ci vogliono diverse pagine prima che si dipani la matassa, un Dante che scende in terra una volta l’anno sperando di far innamorare e di innamorarsi così da ritornare da Dio, libero e felice; il problema è la prosa, pesante, ripetitiva, stancante, financo noiosa; c’è un eccessivo autocompiacimento nel noverare la grandezza di Dante e nel mostrare tutto quello “che l’autore sa” di lui (con una lunghissima “auto parafrasi” nella seconda parte del libro, davvero eccessiva e ridondante; il racconto finisce 50 pagine prima in pratica) diciamo che di un altro libro su Dante non se ne sentiva il bisogno, pur presentato sotto un’angolatura originale, più “terrena” e carnale che lo rende anche simpatico.
Infine i riferimenti all’attualità paiono inseriti in modo poco omogeneo rispetto alla storia, che forse sarebbe stata meglio raccontare come una storia senza tempo e non ancorata alla realtà di oggi.

Vittorio Iansiti

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E se il Sommo Poeta fosse tra di noi e osservasse i nostri strani comportamenti e ascoltasse il nostro linguaggio “volgare”? Una notte all’anno Dante torna a Firenze e osserva gli uomini e le donne che si avvicendano sulla piazza del suo amato Duomo, in particolare colpirà la sua attenzione, Grace, l’unica in grado di percepire il suo spirito e seguendola le confiderà le vicende della sua vita, in particolare del grande amore che lo ha legato a Beatrice. Con un linguaggio diretto in prima persona, in un oscillare descrittivo tra passato e presente, scopriremo che le pulsioni dell’amore, sia esso carnale che spirituale, attraversano i secoli e rimangono intatte nell’animo dell’uomo e forse ai giovani parlerà di quanto i classici siano contemporanei.

Tiziana Calvitti

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Romanzo “alato” come il suo protagonista che orfano del tatto e del gusto, ombra fra i corpi, torna a Firenze.
Un Dante fra due specchi, un infinito in cui i due suoi idoli, amore e poesia, danno contenuto e sostanza alla  parola Love, che per troppo tempo è stata solo forma.  
Fantasma creato dalla fantasia,  tentato di barattare la spiritualità assoluta ricca di senso con l’imperfezione della vita ricca di sensi.
La delicatezza del romanzo lascia spazio, nella seconda parte, ad una analisi  sulla donna e sull’amore ricca di gusto  e di citazioni. 

Due romanzi diversi come struttura e scrittura, mi è piaciuto di più il gioco intellettuale di Conte; il suo Dante,  sorta di Midnight in Paris  al contrario,  rimane più strutturato e meno scontato del protagonista del romanzo di Mencarelli che mantiene comunque, come punto a suo favore, la struttura classica  e  più ampia del romanzo di formazione.

Stefano Carlino

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In una sorta di contrappasso che capovolge il senso del viaggio compiuto nella Divina Commedia, il fantasma del defunto Dante si ritrova a dover far ritorno sulla Terra, una volta l’anno. L’autore utilizza questa cornice narrativa per ripercorrere le vicende terrene del Sommo Poeta. Il testo risulta ben scritto e tutto sommato scorrevole, tuttavia la presenza di qualche anacronismo e le forzature dovute all’impostazione della trama lo rendono un esperimento riuscito a metà. Lo scritto risulta più convincente e interessante nella sezione finale dedicata al commento ad alcuni passi danteschi.

Antonio Ciccone

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Un libro pesante, con Dante protagonista contrariato e disilluso dalla umanità con la quale si confronta,  sullo sfondo di una ricerca della “nuova” Beatrice.
Idea giusta, anche se ricorda un John Niven d annata con “a Volte ritorno”.
In quel libro però la freschezza e la ironia ne facevano un pastiche credibile e godibile.
Qui purtroppo nulla di tutto questo, salvo constatare che il fiorentino “piscio” la fa da padrone……

Stefano Setti

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Non sono riuscito a terminare in tempo i libri. Se può bastare un giudizio parziale, tutta la vita “Dante in love”, non tanto per convinzione, confesso che il centinaio di pagine che ho letto non mi hanno particolarmente impressionato; quanto per esclusione, perché ho trovato le oltre duecento pagine da me lette di “sempre tornare” davvero detestabili.

Pier Fausto Pon