< Dentro la vita di  Luciana Boccardi (Fazi)

Qui di seguito le recensioni di DentroLaVita raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Il libro di Luciana Boccardi torna a riannodare i fili del racconto che ha per protagonista la signorina Crovato, ormai cresciuta, entrata nel mondo del lavoro e nella maturità. Mai titolo potrebbe essere più adatto: Luciana è a tutti gli effetti “dentro la vita”, di cui è attrice principale, che anima di ciò che ama e sogna, senza esserne trasportata, mantenendone un certo controllo, eppure godendo delle sorprese che ogni giorno la vita le riserva. Luciana è una donna in crescita, che si scontra con i sentimenti, l’amore, il lavoro, ma anche con la società e il mondo dei suoi anni, fatti, entrambi, di cambiamenti enormi, che impattano sulla sua vita e sulle sue idee. Si finisce per non riconoscere se stessi, i propri cari, le proprie amicizie, i propri valori: Luciana sa cosa vuole e conosce se stessa, tuttavia si apre al dubbio e al nuovo. Negli anni delle lotte femministe e civili più feroci, Luciana riesce a tracciare una propria strada che non si identifica necessariamente con i movimenti più oltranzisti: la sua indipendenza non è sbandierata per presa di posizione, ma realtà concreta che persegue tutti i giorni con le scelte che compie; il suo rapporto con l’amore e con il sesso è libero, ma non da un punto di vista ideologico, è libero perché ella riesce a non rimanere vittima dei luoghi comuni, degli stereotipi o dei giudizi. Senza dover per forza dare un’etichetta, un colore politico o un nome a ciò in cui crede. Un romanzo avventuroso, vero e al tempo stesso “magico”.

Jessica Rancati

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Romanzo autobiografico lineare, luminoso accurato nelle descrizioni e nella narrazione. Sempre positivo anche quando avvengono disgrazie, intriso di senso del dovere e devozione senza alcuno scontro con alcuno. Sprigiona positività e fiducia da ogni pagina. Personalmente mi ha provocato ogni tanto qualche moto di rabbia per questo continuo adattarsi e rinunciare alle situazioni e nel contempo cascare sempre in piedi e in ultima analisi vivere una vita molto appagante. Sarà forse rammarico perchè vite così non sono universalmente diffuse ma mosche bianche.

Veruska Serafini

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Circolo dei lettori
di Palermo 3 “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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In questo libro l’autrice riprende a narrare la vita di Luciana, la protagonista, dal punto in cui era stata lasciata nel precedente “La signorina Crovato”.
Ambientato a Venezia e con fulcro narrativo “La Biennale” ed il mondo culturale dell’epoca, viene narrata la vita di Luciana, donna combattiva e capace, dall’assunzione alla Biennale sino al suo successo nel campo dell’arte e della moda oltre che stimata giornalista di moda, i suoi affetti e le varie vicissitudini e le difficoltà che la vita le propone.
Ed è in questo svolgersi della vita della protagonista che sullo sfondo, ma con un peso non meno importante, viene narrata quell’Italia post bellica, così intrisa di voglia di ricominciare, di intraprendenza e coraggio, farcita di personalità importanti ed affascinanti che hanno lasciato il segno nella storia italiana e mondiale del XX secolo.
Libro scritto in una prosa apparentemente semplice, molto fluido e, pur nella complessità degli intrecci narrativi, sempre avvincente e scorrevole.
“Dentro la vita” ci trascina, con eleganza e personalità, all’interno di una vita articolata e di un mondo culturale stimolante e antesignano dei nostri giorni.

Salvatore Balsamo

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Prima di leggere un libro mi piace documentarmi sul suo autore, in questo caso l’autrice, attraverso la protagonista, Luciana Crovato, ci parla delle sue esperienze lungo un arco temporale che va dagli anni cinquanta agli anni ottanta. Luciana è una ragazza forte, determinata, con un profondo senso del dovere e attaccamento alla famiglia, che si trova in ristrettezze economiche in quanto il padre, un affermato musicista, in seguito ad un incendio che gli ha causato gravi menomazioni, non può più lavorare e inoltre ha seri problemi di alcolismo. Luciana riesce ad entrare alla Biennale come segretaria, viene apprezzata per la sua bravura, volontà e intelligenza. Alla Biennale, che considera come la sua seconda casa, viene a contatto con personaggi di spicco nell’ambito della musica del teatro, del cinema, della letteratura dell’arte. Da tutti impara qualcosa, la sua cultura cresce attraverso le conversazioni e i libri. In seguito collabora con il Gazzettino, il giornale della sua amata Venezia che fa da sfondo a tutta la vicenda. Pubblica un libro, e in seguito passa nel campo della moda che la porta a viaggiare attraverso il mondo. Alla fine fonda anche una sua rivista tutta al femminile. La storia si svolge in un periodo di contrasti, di grande creatività, un periodo in cui la voglia di cambiamento si scontra spesso con le ingerenze politiche e religiose che cercano di frenare la spinta verso nuove forme di espressione. Sono tanti i personaggi famosi citati: da Simenon a Visconti da Buzzati a Mastroianni, poi famosi stilisti come Chanel, Dior, Armani, Versaci e così via, musicisti, uno per tutti il grande Stravinsky. Mi ha colpito il divieto imposto dalla D.C. di rappresentare Madre Coraggio di Brecht. I temi trattati sono tanti, a mio avviso troppi, per cui possono solo essere sfiorati, sta al lettore decidere se vuole approfondire con ricerche personali. Mi lascia perplessa il racconto della vita sentimentale della protagonista (in questo caso non so se c’è o meno qualcosa di autobiografico) che contrae un matrimonio “bianco” con un uomo descritto bello intelligente, spiritoso, mentre non ha difficoltà a stare con uno dell’età di suo padre e ad avere un rapporto occasionale, seppure in circostanze particolari, con un conoscente, dal quale avrà un figlio. La prosa è scorrevole, sembra di leggere la fiaba di una moderna Cenerentola, che non aspira al principe azzurro ma al successo e alla fama. Alla fine vediamo Luciana che con il suo “finto” marito e il figlio si gode la sua ultima conquista: una casa stupenda, nel cuore di Venezia, che si affaccia su un giardino, appunto, da favola-

Katia Pietravalle

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Per chi volesse trascorrere un pomeriggio di relax immergendosi in una lettura poco impegnativa e a tratti anche piacevole, niente di meglio di questa snella autobiografia in cui l’autrice ci racconta tutto di sé, dalla sua Venezia, ai suoi successi professionali -l’assunzione alla Biennale, gli incontri con eminenti personalità del mondo dell’arte e della cultura, da cui la giovane Luciana ha tutto da imparare, fino alla brillante carriera di giornalista di moda- alle difficoltà economiche e ai drammi personali e privati, dal difficile rapporto con il padre al matrimonio “in bianco” in totale accordo con il marito, in barba (o in ossequio, ci si chiede?) alle convenzioni borghesi. Ma, proseguendo nella lettura, si ha sempre la sensazione che la scrittura scivoli via in modo impalpabile e leggero, perdendosi molto spesso in mere elencazioni di presenze fugaci ed inconsistenti nella vita dell’autrice: sono nomi e figure che raramente lasciano un’impronta significativa, che appaiono e si dissolvono, mentre i cambiamenti socioculturali che hanno caratterizzato la storia italiana degli anni ’60 e ’70, talvolta in modo drammatico, rimangono appena tratteggiati sullo sfondo in punta di matita. E alla fine ci si domanda: ma perché la signora ha ritenuto che la sua vita fosse degna di essere raccontata in un libro?

Neva Galioto