< Diario dell’assenza di  Carmen Llera Moravia (Bompiani)

Qui di seguito le recensioni di DiarioDellAssenza raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Non si puo’nascondere un moto di fastidio, se non di rabbia leggendolo.
Una donna, annoiata, non trova di meglio che descrivere la sua vita sessuale
in una Roma afosa e spettrale, quando il suo lui si e’eclissato.
Mi chiedo a che pro. Elucubrazioni mentali di malinconia e solitudine che nascondono
un vuoto interiore che avrebbe preteso il silenzio. Ma tant’e’.
Vuote e inutili le parole e vuote le emozioni provate. Libro inutile, tempo buttato.
Nulla di nulla da segnalare.
Braccia rubate all’agricoltura.

Fabio Muraccini

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Nel vuoto dell’assenza tutto quello che ci circonda diventa repellente e volgare. Anche se gli incontri tra i due amanti durano ormai pochi minuti, l’attesa del momento ci consuma. In un’atmosfera vagamente esotica di una Roma accaldata, insieme alla protagonista non possiamo fare a meno di chiederci: può un amore occasionale condizionare così profondamente le nostre vite? Quel che è certo è che
quando tutto sarà finito, a mancare sarà l’idea stessa dell’amore. Ed allora comincerà la vera assenza.

Paola Ciriaco

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Un libro inutile. Lo stereotipo della donna che subisce il suo disagio e la sua solitudine e che soffre il continuo perpetrarsi di uno schema in cui l’uomo fedifrago è il predatore e la donna la preda senza riuscire a ribellarsi ha stancato anche i sassi. Inutilmente dettagliato nella descrizioni sessuali, confonde l’emancipazione della donna che parla liberamente e senza finto pudore del sesso con la volgarità degna di un maschio qualunque. La bestemmia in fondo al libro è inaccettabile (ed io sono atea).
Forse si tratta di una donna troppo distante da quella che sono io e non riesco a capire come una donna del nostro secolo possa subire in questo modo "l’assenza" di un uomo di questo genere.
Le assenze che possono toglierti l’appetito sono altre: la perdita prematura del proprio padre, o un padre assente ad esempio.
Comunque, al di là del contenuto, anche a livello di scrittura non mi ha lasciato niente.

Sara Berettieri

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Più che un diario, una lista.
Scarno, senza pathos, con citazioni in francese che sembrano essere lo sfoggio linguistico della scrittrice più che avere un reale significato nella trasposizione.
Un elenco asettico di azioni, mangiare, leggere, uscire e episodi dove anche il sesso è risolto in qualche espressione inutilmente esplicita senza coinvolgimento.
Manca il contenuto, in questo, il titolo è quanto mai azzeccato.

Anna Fengite