< Dove non esistono gli addii di  Marzia Sicignano (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di DoveNonEsistonoGliAddii raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Sentimentale... tra i due scelgo questo, ma non ho provato grande slancio

Caterina Franceschi

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Un romanzo che rappresenta un viaggio di consapevolezza, tutto ruota sempre intorno alla forza del nobile sentimento dell’amore in tutte le sue forme. Asia deve crescere troppo in fretta dopo la morte del padre ma non altrettanto in fretta accetta l’assenza e il vuoto lasciato da una presenza così simile a lei.
L’amore attraversa all’improvviso la sua vita costringendola a guardarne un’altra faccia, forse quella più vera: amare è soffrire di una sofferenza che, però, crea dipendenza. Il paradosso di questo sentimento la costringerà ad affrontare la realtà. Se, inizialmente, nelle pagine di diario in cui si rivolge al padre, il lettore avverte la sua presenza, con la crescita di Asia i confini della sua figura diventano più labili per lasciar spazio alla consapevolezza che tutti sbagliano perché vivono e che vivere è l’atto più coraggioso che si possa intraprendere.
Le parole scorrono leggere, il ritmo è sempre lo stesso, sono pochi i momenti in cui la profondità della protagonista distrae il lettore. Il linguaggio e i pensieri cambiano con il passare dei giorni. Personalmente, apprezzo di più Asia forte e consapevole rispetto a quella delle prime pagine pur comprendendo la rabbia che limita i ragionamenti e rallenta i suoi movimenti.

Voto 7.

Sabrina Maniglio

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Bel libro piacevole da leggere anche se, probabilmente, sono fuori target. Ho apprezzato il modo di parlare su problemi grandi come il lutto e la scoperta della propria sessualità

Alberto Tonelli

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Libro sulla difficoltà di accettare la perdita. Manca di originalità ma la lettura è scorrevole.

Debora Pirillo

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Intenso, a tratti commovente. Poco originale l’uso dei flash back per inquadrare meglio il rapporto padre-figlia, ma la scrittura è notevole. Bello e inaspettato il finale che redime una madre che sembrava causa dei "problemi" della figlia ma che invece si rivela la reale colonna portante della famiglia.

Sabrina Galiotto

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Storia di formazione di un’adolescente che diventa adulta attraverso la consapevolezza e l’accettazione del dolore. La protagonista racconta al padre morto le sue emozioni e le sue vicissitudini servendosi di un diario. Questa è la parte più convincente e più viva del romanzo. Purtroppo le pagine del diario sono intervallate da flashback raccontati da un narratore omnisciente che raffreddano la storia che però non è mai banale. L’autrice racconta bene la storia d’amore con Claudia e descrive benissimo l’innamoramento della giovane. L’amore saffico delle due ragazze è descritto molto bene e rende benissimo il loro sentimento. La componente passionale è descritta senza inciampi nel volgare o nel ridicolo. Ho apprezzato moltissimo questo aspetto. Anche la figura della madre emerge prepotentemente nel finale ed è stata una bella sorpresa. Una bella prova per questa giovane autrice.

Enrico Zanchetta

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Parma “Voglia di leggere - Ines Martorano”
coordinato da Pietro Curzio
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"Dove non esistono gli addii" è un lungo racconto che parla di emozioni. Della "emozione più grande", il lutto di una persona cara e della ostinata resistenza di Asia -la giovane donna, protagonista e voce narrante - ad accettare la scomparsa dell’amatissimo padre. Un padre idealizzato, perfetto, non solo genitore ma il migliore ed unico amico. Ma altre grandi e importanti emozioni attraversano il romanzo: l’amore e la paura. L’amore, come sentimento, che Asia rifugge. Lunghi anni vissuti nel rimpianto, nella impossibilità di amare, nella paura di provare amore per non rischiare di rimanere delusi, di essere abbandonati, di soffrire di nuovo. Si alternano nella narrazione i piani del "ricordo" e del presente in cui Asia si sente ingabbiata. Un presente che ci viene presentato sotto forma di diario che quasi quotidianamente Asia riempie in un dialogo mai realmente interrotto con il padre. Le figure femminili, la madre e la sua compagna, sono le altre uniche presenza nel racconto. La madre sempre in secondo piano, oscurata, nella vita reale e nella memoria, dalla figura del padre. Claudia che irrompe nella sua vita, dopo anni di una vita consumata nella rabbia e nell’isolamento. Il rapporto con Claudia e con lei la scoperta di una dimensione nuova e inattesa, la propria sessualità, imprime una svolta nella sua esistenza. Sarà però la scoperta di un aspetto del suo passato che ignorava a consentirle di ritrovare se stessa, ricostruire il rapporto con la madre e ad elaborare la perdita del padre.  

Elisabetta Mora

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Questo romanzo, scritto da una ventiquattrenne, riesce a toccare tematiche drammatiche e profonde con leggerezza, senza cadere nella superficialità. La protagonista, rimasta orfana del padre amatissimo, non crede nel futuro, nell’amore, cade in un abisso e l’unico sentimento che prova è una rabbia, a tratti feroce. Il romanzo ci accompagna attraverso il percorso di rinascita, fino ad aprirsi all’amore e alle emozioni. Come molti testi contemporanei la narrazione si dipana tra passato e presente: a mio parere questa alternanza frammenta inutilmente la vicenda narrata.

Carla Maria Guastalla