< Eterno Autunno di  Luca Angelo Spallone (Robin)

Qui di seguito le recensioni di EternoAutunno raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Premetto che non avrei mai comprato questo libro per mia libera scelta. L’ho quindi letto per dovere e con fatica. Non il mio genere di libro. Ebbene, i generi letterari esistono. E questo libro sta tutto dentro il genere horror senza che l’orrore e il disgusto provocati dalla lettura rimandino a sensazioni, sentimenti, riflessioni meno superficiali e più interessanti.

Anna Baglioni Hadjigavriel

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Premetto che è difficile mettere a confronto due libri completamente diversi per genere (racconti il primo e romanzo il secondo) e sottogenere. Questo libro è una raccolta di racconti dalla trama surreale e imprevedibile, in cui dominano la suspence e l’elemento orribile e dal finale non sempre chiuso. La scrittura appare lineare, a volte troppo semplice.

Cris

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Eterno autunno di Luca Angelo Spallone non mi è piaciuto in maniera particolare. Non amo l’horror; tutti i racconti sono terrificanti; più di tutti il primo, Il ragno. Anche Kafka impallidirebbe. Da piccola mi capitò tra le mani un libro di Carolina Invernizio, tipo Il bacio di una morta ma non mi sono spaventata così tanro.

Paola Barile

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racconti pseudo horror poco originali, complessivamente abbastanza noiosi e scritti diciamo non bene

Amelia

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Parma “Voglia di leggere Ines Martorano”
coordinato da Pietro Curzio
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Le 12 storie  non hanno tutte la stessa costruzione e tensione. Alcune sono particolarmente  raccapriccianti e nauseanti, l’ultima particolarmente  lunga.
Il genere horror  non mi è  congeniale anche se la scrittura scorre veloce, non è  un romanzo  che consiglierei.

Donata Donati

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Con molto piacere vorrei segnalare la cura e l’attenzione allo stile da parte di Spallone, uno scrittore alla sua prima prova con "eterno autunno ".La scrittura è  scorrevole, curata, nello stesso tempo capace  di produrre tensione e inquietudini al servizio di una serie di racconti legati alle paure più  profonde dell’uomo contemporaneo. I racconti sono dodici diversi tra loro per trama, lunghezza, spesso con finali aperti, spiazzanti. Anche la qualità dei racconti è altalenante: personalmente ho trovato il primo racconto "il ragno" il più  riuscito da ogni punto  di vista. Il tema della scelta spesso dolorosa, pericolosa, carica di conseguenze e’ il filo conduttore  dell’intera raccolta. In particolare mi ha colpito che spesso siano le protagoniste femminili a compiere scelte decisive aspetto che merita di essere segnalato. Infatti dovrebbe far riflettere in un momento in cui il conformismo, l’omologazione sono prevalenti nella società contemporanea.

Carla Guastalla

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12 racconti o incubi, come giustamente  li definisce l’autore,  che partendo da una “paura” di volta in volta declinata diversamente, ci introducono ed avvolgono  con  emozioni, ansie, sofferenze fisiche e dell’anima profondissime e, per la loro universalità, comuni a tutto il genere umano. Il primo racconto “Il ragno” rimanda immediatamente ad atmosfere kafkiane, ma anche nei racconti seguenti l’autore riesce ad estrarre dalle storie allucinazioni ed incubi che, in alcuni casi, rimangono sospesi, senza una fine, e perciò ancora più paurosi.

Liliana Superchi

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È una raccolta di racconti di genere orrifico. Sostanzialmente scadenti. Sembra di leggere fumetti.

Giuseppe Montagna