< I bambini della luna di  Giovanni Maria Bellu (Rizzoli)

Qui di seguito le recensioni di IBambiniDellaLuna raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

* * *

 

La ricostruzione fatta da Bellu della vita di Angelo Di Carlo offre un’interessante prospettiva sulla nascita e lo sviluppo dell’ambientalismo in Italia, ma soprattutto mostra un personaggio a tutto tondo, con le sue luci e ombre, descritto senza scorciatoie e semplificazioni fuorvianti. Alla sua vicenda si intreccia quella dell’autore e di tutta una generazione, quelli che avevano dodici anni o giù di lì quando Armstrong mise piede sulla Luna. I bambini della Luna, sostiene Bellu, sono vittime di un Grande Inganno, ma questo tema mi sembra artificioso in confronto alla vividezza del ritratto di Angelo.

Alessandro Mossa

* * *

 

Ottima Lettura: La storia è molto intensa, e mi ha portato a riflettere su quanto la vita sia instabile, da un giorno all’altro si può perdere davvero tutto.

Rosa

* * *

 

Buona l’idea e il soggetto della storia. Non mi piace lo stile con il quale è stata raccontata. La trovo una lettura pesante. Non boccio mai un libro. Cerco sempre un buon motivo per concluderlo. Qui non sono riuscita!

Maria Rosaria Vitalone

* * *

 

Si tratta di una narrazione che tratteggia un personaggio che si trova a confrontarsi con una vita reale che in qualche modo lo sconfigge ad ogni passo e che lo mette di fronte all’impossibilità di raggiungere il suo sogno (o di capire il grande inganno) e cioè coniugare il suo impegno ambientale/sociale con la quotidianità. Angelo Di Carlo per il suo essere uomo di principi e di giustizia pur non smettendo mai di “provarci” raramente riesce ad integrarsi con la società omologata. Il suo individualismo lo rende poco elastico gli impedisce di raggiungere equilibrio nei rapporti forse di chiedere aiuto e lo porta a distruggerli in un momento dove la crisi del lavoro lo fa scivolare fuori da tutto. Nel racconto il narratore in qualche modo si identifica in questo senso di disagio e cerca di ridare dignità al personaggio e al suo gesto estremo.

Mario Festa

* * *

 

Mio marito chiede "Di che parla questo libro del Torneo Robinson?" e io "Parla di Angelo Di Carlo" "E chi é" "Ma dai, non ti ricordi di quel disoccupato che si diede fuoco davanti a Montecitorio nel mese di agosto 2012?" "No".
Ecco per questo motivo si deve leggere questo libro perché racconta l’archetipo del militante smarrito della sinistra italiana. Mi sembra quasi un dovere leggerlo per scoprire un episodio che subito fu cancellato dai giornali e dai politici forse perché ad agosto fa caldo ed eravamo tutti al mare e quindi fu più giusto nascondere questa storia sotto il tappeto! Ma lo scrittore coraggiosamente ha alzato il tappeto e con grande bravura e delicatezza racconta questa storia.

Anifares Geek

* * *

 

Il libro narra la storia di un attivista ambientale che si è si dato alle fiamme davanti a Montecitorio nel 2012. Lo scrittore decide di ricostruirne la storia intrecciandola con la propria dagli anni 60 fino ad oggi.

Ho trovato che a volte la scrittura non era di facile comprensione. Il libro in sé non mi è piaciuto molto, forse anche perché faccio parte della generazione successiva dei "bambini della luna".

Giada Grassi

* * *

 

Un reportage che è anche una sorta di romanzo di formazione. Attraverso la ricostruzione della vita di Angelo Di Carlo l’autore toglie finalmente il velo anche sul proprio passato, sul lutto che gli ha impedito di andare veramente avanti nella vita.

Valeria Rago