< I momenti buoni di  Simone Perotti (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di IMomentiBuoni raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un inferno in cui niente sembra avere senso: famiglie indifferenti e dedite ad attività illegali, la scuola che non riesce a far fronte ai loro problemi, l’aggressività di spacciatori che li ricattano. In questo contesto vivono il Tranquillo e il Pratico, due ragazzini che, a causa di un’antica faida tra le loro famiglie, non dovrebbero neanche parlarsi; invece uniranno le loro forze per sfuggire allo squallore dell’esistenza a cui sembrano destinati. Si tratta di una storia raccontata con un linguaggio duro e tagliente, che rende molto bene sia il profondo disagio dei protagonisti, sia la loro volontà di riscatto.

Maria Luisa Montanella

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Moderno romanzo di formazione.Linguaggio volutamente ibrido , ruvido con utilizzo del "parlato" .Descrizione realistica della condizione minorile a tutto tondo e della moderna condizione sociale. Anche l’erotismo viene narrato frontalmente ,parte essenziale delle vite trattate. Un viaggio attraverso la frammentarietà della vita dei ragazzi dei nostri giorni e della nostra di adulti.

Meschiari Silvia

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La necessaria premessa a ciò che segue è che non amo particolarmente (direi per nulla) le storie troppo crude, ambientate in contesti di estremo disagio e legate alla criminalità italiana, temi secondo me ormai triti e ritriti, nella letteratura come nel cinema e nelle fiction.
Nonostante quindi la spiegazione fornita dall’autore stesso circa la scelta del tipo di storia, di linguaggio e di realtà raccontata, quasi non potesse fare diversamente, “condannato a sperimentare” un genere che non aveva mai affrontato prima, ho trovato veramente molto difficoltoso arrivare alla fine di “I momenti buoni” di Simone Perotti.
La storia dell’amicizia tra due adolescenti, il Tranquillo e il Pratico, si dipana tra adulti inetti e criminali, tutti esempi negativi che hanno dato vita ad una nuova generazione di disadattati, bulli, ragazzi che sanno rifugiarsi solo nel sesso e nella droga.
Alcune scene risultano veramente fastidiose, violente e assolutamente inutili ai fini dello svolgimento della storia.
La debole speranza per il protagonista di un riscatto dalla propria condizione che arriva alla fine del romanzo, non riesce purtroppo a lenire la sensazione di fastidio provata durante la lettura.
Se lo scopo era spiazzare il lettore, allora l’autore, almeno nel mio caso, ha perfettamente centrato il segno, ma non mi sentirei di consigliare la lettura di questo romanzo.

Silvia Mattiolo

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"Il mondo salvato da ragazzini" della Morante, sottotitolo perfetto per questo romanzo di formazione del XXI secolo. Il Tranquillo e il Pratico, i due adolescenti protagonisti, sono l’allegoria di un mondo nuovo, che gli adulti non capiscono più, che non vuole arrendersi.

Chiara Dell’Acqua

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Coloro che devono essere accuditi sono lasciati alla loro fortuna o sfortuna, a nascere dove sono nati, a crescere in famiglie infelici e disadattate e riescono ancora a sopravvivere. Affetto e sostegno nel nemico, abbandono e violenza nella culla stessa. Un libro per i giovani, per tutti noi che siamo stati sempre giovani e immaturi alle difficoltà della vita. Una fiaba aggiornata, cruda e reale. All’inizio non facile e non piacevole, poco a poco ci si abitua al linguaggio e alla durezza.

Renata Mele

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Non é stato facile entrare nel mondo del Tranquillo con scene frammentarie a scuola, casa e per strada. Pur essendo un valido romanzo di formazione purtroppo non é riuscito ad appassionarmi.

Antonio Brina

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Ho amato i protagonisti, in particolare il Tranquillo, alle prese coi problemi dell’adolescenza, come la scoperta del sesso, le difficoltà di sopravvivenza scolastica, il bullismo, forse perché mi parla un po’ anche dei miei figli. Ho apprezzato le descrizioni realistiche e precise dei personaggi e delle situazioni. Scrittura scorrevole, coinvolgente, non verbosa, appassionante.

Liuba Del Carlo