< Il popolo dei bambini di  Margherita Rimi (Marietti)

Qui di seguito le recensioni di IlPopoloDeiBambini raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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Il popolo dei bambini è decisamente un libro interessante, tante nozioni importanti e tante cose nuove rispetto a quando mia figlia.. oggi ormai giovane donna era una bambina, la lettura è scorrevole e gradevole, lo consiglierei decisamente alle future mamme,;
Dai bambini si impara sempre tanto,tra genitori e figli esiste sempre una crescita parallela, e abbiamo sempre tanto da migliorare! Nel complesso Una importante lettura

Roberta Spedicato

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"I bambini sono un gruppo umano che costituisce un popolo a tutti gli effetti."
E’ la frase iniziale del saggio, ed inizia la ricerca del significato della parola popolo fin dall’antichità : il latino "populus", il greco "ethnos", "ochlos", "demos", "laos".
Si affronta poi la civiltà dei bambini e si dà largo spazio a gioco e giocattoli. Il gioco è la lingua universale del popolo dei bambini, una peculiarità dell’ infanzia, lo strumento della creatività.
Scrivere dei bambini non è facile, ma il mondo dei bambini è da conoscere meglio , da imparare.
Il popolo dei bambini è soggetto a "squalifica" ; la stessa definizione giuridica di "minori" appare insufficiente in quanto tradisce una mentalità che reputa i bambini come inferiori.
"Piangi come un bambino", "ti comporti come un bambino", "hai paura come un bambino", "sei puerile", è un corredo di frasi che mira alla squalifica.
C’è poi l’idealizzazione: l’infanzia è vista ancora romanticamente come una terra dell’Eden, della felicità del candore; anche qui luoghi comuni del linguaggio ed un pensiero deformato sul bambino : "sei come un angelo", " sei innocente", "sei puro come un bambino".
I bambini vanno compresi con equilibrio, magari ripercorrendo in noi ciò che ci ha attraversati nell’infanzia, i fatti piacevoli e le cose sgradevoli.
Il capitolo terminale è dedicato agli abusi , all’adultizzazione che non riguarda solo la pedofilia, ma anche lo spettacolo e la pubblicità.

Saggio interessante, non semplice per chi non conoosce la problematica; è comunque poco scorrevole e non fa nulla per venire incontro al lettore.

Francesco Manzo

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Esprimo la mia preferenza per “Il popolo dei bambini” poiché ritengo questo saggio molto ricco di argomenti e citazioni e molto curato nella scrittura. L’autrice affronta il mondo dell’infanzia, presentandolo nelle sue varie sfaccettature. I bambini vengono appunto identificati come un popolo che ha i suoi valori universali e una propria specificità. Compito degli adulti é cercare di preservare e proteggere questi valori e non fare del bambino un adulto in miniatura. Non sempre questo avviene, trovo molto appropriata la descrizione della società odierna che tende ad annullare la distanza tra genitori in cerca di una eterna giovinezza e bambini sempre più “adultizzati”, privati dei giusti ritmi di crescita, molto spesso sviliti, se non maltrattati e addirittura abusati. Anche la letteratura per l’ infanzia non rispetta molto il popolo dei bambini, gran parte dei libri usano un linguaggio che non mostra conoscenza degli stessi, un linguaggio artefatto che non corrisponde alla realtà. Sono d’accordo con l’autrice, è necessario riconsiderare il mondo dell’infanzia, approfondirne la conoscenza e attribuirgli il giusto valore, solo così potremo sperare in una società migliore.

Donatella Deriu

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Sorprendente analisi sui bambini e su come gli adulti ne tarpano le potenzialità.
Ogni genitore dovrebbe leggere questo libro

Gabriele Calamelli

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«Il popolo di bambini»

Il libro, come dice il sottotitolo, si propone di «ripensare la civiltà dell’infanzia». I bambini sono visti come un vero e proprio "popolo", portatori di un patrimonio umano, di un cambiamento sociale, di una speranza per un futuro migliore: «un popolo guida per una civiltà nuova».
Il libro è scritto sulla base di un’ampia e accurata informazione, ma anche con appassionata informazione.

Armando Maglione

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Saggio scorrevole ed interessante che fa soffermare il lettore sull’importanze dell’infanzia, di quello che si definisce "il popolo dei bambini", spesso vittima di indifferenza se non di maltrattamento da parte del mondo adulto. Il confronto tra infanzia e adultità vi appare necessario ed imprescindibile.

Raffaele Fiantanese

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argomento di mio interesse che mi ha fato riflette sul mondo ancora sconosciuto dei bambini come popolazione a se stante con leggi, regole ed esigenze proprie. qualcosa che ho sempre saputo in modo indistinto ma leggere questo testo mi ha chiarito e definito al meglio le idee

Maria Ornella mele

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Il libro contiene paragrafi estremamente interessanti. segnali il III Gioco e giocattoli, il IV Lingua e linguaggio, il V Squalifica e idealizzazione. Dove si indaga attraverso fonti autorevoli e interdisciplinari gli aspetti salienti dell’infanzia. L’autrice propone una particolare tesi di fondo dell’infanzia identificandola attraverso due parole: quella di popolo e di bambini. Sostiene cioè che i bambini rappresenterebbero un popolo a sé stante, capace di esprimere una civiltà, ovvero una cultura autonoma. Trovo tale interpretazione del tutto fuorviante e in netto contrasto con quanto il pensiero più avanzato in campo psicopedagogico ha espresso negli ultimi cinquant’anni. Pensiero che comunque ella indaga approfonditamente e pare condividere nella parte interna, e più interessante, del saggio. Ritengo che all’infanzia tutta vada riconosciuta la cittadinanza, ovvero il diritto di essere individui aventi non solo la necessità di tutela da parte degli adulti, ma una capacità senziente di autocostruzione e autodeterminazione in divenire, al pari di qualsiasi altro individuo, il diritto di essere, non popolo, ma cittadino appunto.

Alessandro Guaitoli

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E’ un testo che presenta una visione d’insieme sui vari aspetti dell’infanzia. Si lascia apprezzare per l’attenzione puntuale all’etimologia di alcune parole. L’aspetto del gioco viene analizzato in tutte le sue sfaccettature chiamando a supporto pagine letterarie di straordinaria efficacia anche per quanto riguarda il contesto cronologico e spaziale. L’autrice spera nella nascita di una nuova umanità che assegni il giusto posto ai bambini che con i loro giochi-assumendo la prospettiva dell’altro- rappresentano il migliore esempio di inclusività. Il gioco, essendo come dice l’autrice uno scambio continuo tra l’operare della fantasia dei piccoli e il mondo degli adulti, è un ponte che può costituire la base di rapporti più consapevoli e rispettosi dei ritmi di crescita.

Anna Milici

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Saggio apprezzabile per la scorrevolezza stilistica, la ricchezza di fonti perfettamente inserite nel contesto comunicativo e, soprattutto, la chiarezza con cui si espongono concetti e teorie, rendendoli comprensibili e accessibili anche ai non addetti ai lavori. Interessanti e stimolanti le tesi espresse (ad es. i pericoli della società contemporanea nei confronti del bambino, la sottovalutazione da parte degli adulti dell’immaginario mentale infantile...), mediante le quali il lettore è sottoposto ad una riflessione sul nostro presente. L’unico appunto critico è che non sempre nei capitoli si trova una precisa argomentazione alla tesi principale proposta - la civiltà dei bambini -

Massimo Armaroli

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Saggio interessante sulla sfera dell’infanzia e tutto ciò che ruota intorno al bambino:educazione,gioco, sviluppo.Ben affrontato il tema dell’abuso infantile.A tratti un pochino forse più adatto agli addetti ai lavori comunque risulta essere interessante

Francesca Leoni

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L’autrice affronta un argomento di rilievo: l’autonomia e la dignità del mondo infantile. I bambini hanno codici di comportamento, linguaggio, espressioni artistiche e culturali propri, che gli adulti dovrebbero conoscere e rispettare e questo è tanto più importante nei casi di abbandono, disabilità o abuso. La struttura del testo, il linguaggio, lo stile non sembrano però sempre all’altezza di un tema di tale complessità ed il libro rimane così irrisolto: un saggio nè specialistico nè divulgativo, tanto che è difficile capire a quale pubblico voglia rivolgersi. Per migliorare questi aspetti sarebbe stato necessario un intervento editoriale, che evidentemente è mancato.

Barbara Molteni

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Questo secondo libro sul "popolo dei bambini" mi è piaciuto meno ,l’ho trovato un po’ ripetitivo nell’analizzare il mondo dei bambini . La lettura comunque è stata interessante anche se non così coinvolgente.

Valeria Gili

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Il popolo dei bambini comincia in modo un po’ superficiale; in alcuni punti sembra quasi che il solo parlare di bambini lo renda un libro riuscito. Poi migliora andando avanti, restando di facile comprensione anche per i non addetti ai lavori.

Francesca Podda

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L’autrice tratta il tema dell’infanzia dando una definizione di popolo di bambini con una propria cultura, linguaggio, dignità civile e giuridica. Le implicazioni vanno aldilà dell’ambito pedagocico e offrono una chiave di lettura motlo interessante per una maggiore presa di responsabilità da parte degli adulti.

Scritto in maniera semplice e chiara, corredato da ampia bibliografia, ne risulta un’argomentazione assolutamente autorevole.

Fabio Messina

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Il Popolo dei Bambini è un libro bellissimo ed affascinante che propone un modo diverso e mai sperimentato di guardare all’universo dell’infanzia. Però poi si ferma lì, non va oltre, non ti dice o suggerisce un modo per avvicinarsi a questo piccolo Popolo senza fargli del male. Ho letto questo libro con molto entusiasmo, ma la fine mi ha lasciato senza parole, avrei voluto qualche piccola dritta. Voglio rileggerlo, per vedere se riesco a trovarla da sola.

Letizia Buccini

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Una prospettiva interessante, a volte un po’ retorico, ma agile e pieno di spunti per approfondire. Fa pensare.

chiara marotta