< Il primo bambino del mondo di  Paola Capriolo (Bompiani)

Qui di seguito le recensioni di IlPrimoBambinoDelMondo raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Superficiale nelle tematiche. Scrittura veloce che non lascia emozioni. Personaggi poco intesi.
Caino lo avrei preferito con una coscienza più profonda. Manca descrizione particolareggiata ovunque sia fisica che emotiva.

Isabella Fadini

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Questo bel libro intriso di umanità ci racconta della fuga di Caino dalla verità. Come noi Caino si trova a fare i conti, suo malgrado, con il suo passato e con le azioni che lo hanno segnato in modo netto, in una spirale di eventi che lo porteranno a diventare l’uomo che forse temeva di essere. Assolutamente consigliato.

Simone Salussolia

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Il primo bambino del mondo è Caino. E’ lui che vive felice con i genitori fino a che non lo affianca Abele, il fratello migliore. Caino ne soffre, non lo sopporta, forse non vuole, ma un giorno lo uccide. Si dipana da quel momento una storia che è la storia degli uomini, una storia di dolore e di menzogna, ma anche di feroci rimorsi e di colpe espiate. La scrittura è coinvolgente e limpida, punta dritto alla testa di chi legge e lo tiene incollato alla pagina, fino al finale di speranza, che dà respiro.

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A differenza dell’altro libro, ho letto “Il primo bambino del mondo” in una giornata. Essendo cresciuta in una famiglia cattolica cristiana sono riuscita a capirlo meglio, ma trovo irritante che si voglia trovare un po’ di buono in Caino mentre Abele, con la sua “finta innocenza” (secondo Caino) in fondo non era così buono come voleva far credere ed è descritto come il fratello debole e servile. Non mi è piaciuta la descrizione dei personaggi un po’ antiquata e banale. Personalmente da un’autrice donna mi sarei aspettata un’interpretazione più coraggiosa. Eva è descritta come una madre lagnosa, anche se la colpa della cacciata del Paradiso non è imputata solo a lei (e meno male!). E Azura è la sposa destinata a Caino, lei lo ama e lo perdona anche se è un assassino, non lo mette in discussione, non lo consiglia, perché “così era scritto da sempre” (pagina 91).

Ilaria Scotti Rinaldi

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Caino è l’esempio lampante di come ognuno sia artefice del proprio destino.
Il primo bambino venuto al mondo, questo, lo scopre fin da piccolo, prima attraverso i racconti di Adamo ed Eva, cacciati dall’Eden per aver mangiato il frutto proibito, poi, direttamente sulla propria pelle.
Superbia? Gelosia?
Quale emozione, stato d’animo può indurre un uomo a porre fine alla vita del fratello?
Nella versione di Paola Capriolo, la storia dell’uomo è indissolubilmente legata al peccato commesso da Caino, peccato che lo condanna a vagare in eterno, costretto a rivivere e constatare ogni giorno l’impatto del suo gesto sulla Terra, governata da discordia, diseguaglianze, rabbia e gelosia.
è una storia avvincente, che pone l’attenzione sulla responsabilità, sulle conseguenze delle personali scelte quotidiane.
La Scrittrice non si limita alla mera rappresentazione della debolezza umana, sceglie invece di fare di Caino un personaggio che cresce e matura, che cerca di espiare le proprie colpe.

Noemi Vignati

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Brillante, intelligente, si fa leggere senza fatica.

Daniele Messina

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Uno strano pubblico ministero è un romanzo abbastanza accattivante, scritto con uno stile a volte fin troppo spigliato e combina una quantità di temi attuali forse persino eccessiva. Manca di sfumature.
Il protagonista, parente stretto di quelli dei romanzi di Carofiglio o Manzini, rispetto ai modelli è delineato un po’ sommariamente, senza chiaroscuri. Le sue questioni di cuore occupano molte pagine mentre resta inspiegabile dove si nascondano tutte queste belle ragazze negli uffici giudiziari.

Maria Maddalena Maiocco

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Noioso.

Maria Angela Occhiuto