< Il Principio dell’Obbedienza di  Daniele Mariano Pietravalle (Robin)

Qui di seguito le recensioni di IlPrincipioDellObbedienza raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Lungo racconto che di un periodo della nostra storia italiana, incentrato in particolare su gruppi(nuclei) para-politici-militari di una certa tendenza.Il protagonista Giordano Mussini broker finanziario di giorno, militante di notte, non riesce ad interessarmi più di tanto. La fine del libro è stata anche la fine del mio interesse.

Giudi Sura

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Il Principio dell’Obbedienza
Valutazione 2 stelle.
E’ un romanzo dalla trama scorrevole e ricca di colpi di scena ma banale e dall’ideologia fascista. Il personaggio principale è romano, si chiama Giordano M. E’ un impiegato single di 40 anni, annoiato dalla monotonia del suo lavoro e della sua vita. Ha buon gusto nel cibo, nel vino e nelle automobili. Per amore, della donna con le mani tatuate, dalle molteplici identità, che non può possedere del tutto, subisce un duplice cambiamento da criminale a pentito.

Maria Flora Pitini

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Grandi lettori
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La vita di un quarantenne intrappolato nella sua quotidianità può risultare monotona, la sua narrazione – però – nel tentativo probabilmente di rendere l’idea di questa sua “gabbia” - non può rischiarare la medesima lentezza. Una partenza narrativa un po’ ritmicamente in sordina posticipa l’arrivo stravolgente di Lyda, la donna che innesca un meccanismo reazionario nel protagonista Giordano Mussini che sconvolge parte della sua esistenza. La “fatica”, a quel punto, rende però la rivelazione dell’intreccio un po’ tardiva e al bivio con la sua coscienza di “impiegato-squadrista” resta difficile “obbedire” al finale.

Antonia De Francesco

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La storia dell’impiegato insoddisfatto che cova un sentimento di rivalsa è sempre attuale, ma altrettanto abusata. Se si mescola poi alla storia d’amore impossibile diventa un vero e proprio dejàvue. Un libro banale e piuttosto stereotipato che ha la pretesa di essere innovativo.

Irene Bianchi

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Libro nevrotico, troppo. Sarà un effetto voluto, ma manca l’empatia verso i protagonisti da parte di chi legge, è tutto così freddo, nero ( non a caso), quasi asettico. Mi ha lasciato perplesso, effetto di una curiosità mancata che tarda ad arrivare scorrendo le pagine.

Alessandro Musco

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“Il principio dell’obbedienza” di Pietravalle è un romanzo il cui protagonista è insopportabile: proprio qui sta la furbizia dello scrittore e la forza della sua opera. Giordano Mussini, impiegato quarant’enne insoddisfatto entra a far parte dello squadrismo romano. Seguendo le sue riflessioni ciniche, oltre che spesso razziste e maschiliste (“la donna … adora chi le è superiore - e di ciò Giordano ne era convinto”), conosciamo la vita di quest’uomo e le sue sofferte relazioni (come quella con la giovane Lyda), scopriamo la sua interiorità e spesso vorremmo prenderlo a calci per fargli cambiare strada. Il libro è anche un sincero specchio della mentalità fascista contemporanea, dei pensieri più oscuri, che emergono incensurati direttamente dalle parole dei personaggi.


Eleonora Simula