< Il pugile ragazzo di  Pierluigi Amata (LaNaveDiTeseo)

Qui di seguito le recensioni di IlPugileRagazzo raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

* * *

 

Narrativa scorrevole, personaggi chiari, racconto fluido ma introspettivo. Ottimo risalto del periodo storico/sociale. Inteso il rapporto di amicizia adolescenziale e le relative problematiche di evoluzione dell’età sia con la società che la famiglia e la scuola.
Il libro pone molte questioni ed è spunto per un’ottima conversazione.

Isabella Fadini

* * *

 

In questo romanzo di formazione Jasper, ragazzo di borgata nella Roma degli anni sessanta, si ritrova a lottare sul ring della vita, vittima delle molestie del suo allenatore, un punto di riferimento per il giovane atleta. L’ amicizia con Andrea, un altro giovane pugile frequentante la stessa palestra e il senso di frustrazione, unito al desiderio di vandetta, accompagnano Jasper nell’ ultimo tratto dell’ adolescenza verso l’ età adulta.

Simone Salussolia

* * *

 

E’ un romanzo di formazione, una storia di forte impatto, l’inseguimento di un sogno, anzi due, il pugilato e una splendida ragazza, Flaminia. Jasper trova e perde un amico, forse la cosa più importante e pervasiva della sua vita, Andrea, e il dubbio che possa essersene andato per colpa di un passato di molestie lo attanaglia per sempre. Anche lui è stato molestato, dalla stessa persona, e ha trovato il coraggio di ribellarsi. Ma quel coraggio bisogna cercarlo e forse non è da tutti riuscire a trovarlo. Il racconto è lungo e le parole di genitori e amici accompagnano Jasper fino all’età adulta, fino alla sua realizzazione.

* * *

 

La trama sarebbe anche interessante, ma il linguaggio è inadeguato, così vecchio e prolisso, e molte volte ho trovato inverosimili i pensieri del protagonista.

Silvia Lombardi

* * *

 

Questo libro è come una macchina a motore diesel; parte lentamente quasi annaspando e poi scatena la sua potenza. L’inizio non era promettente, non mi ha entusiasmata, ho provato un senso di irritazione per il protagonista. Jasper è un adolescente qualunquista, poco interessato al mondo che lo circonda, poco incline a farne parte, a prendere una decisione, avere un’idea chiara, essere parte di un tutto; aspira alla felicità ma senza preoccuparsi di ciò che lo circonda, esiste lui, la sua passione per la boxe e per Flaminia.
Apparentemente non gli importa che di se stesso. Poi arriva Andrea. Disilluso, incerto, con un qualcosa di incompiuto. La nascita della loro amicizia è la spinta, la vera svolta del romanzo. Da questo momento i loro destini hanno cominciato a farsi breccia dentro di me, li ho accompagnati nella crescita così difficile, in quel mondo assurdo dove è così difficile trovare il proprio posto, dove la felicità sembra un miraggio. Finisco così per volere bene a questi due ragazzi, a rattristarmi per la loro malinconia, per quel male di vivere che se lasciato galoppare può essere devastante, a gioire per le loro risate scanzonate, a pensare quanto è incredibile complicato diventare adulti.

Francesca Cossu

* * *

 

Il meno brutto dei due, anche se la lotta è dura. I libri per ragazzi/bambini sono il classico esempio di qualcosa che sembra facile (che ci vuole, una tavoletta, un re, due illustrazioni) ma che risultano pesanti come una lezione di chimica alla 5° ora se si sbaglia il tono. Qui è quasi tutto fuori fuoco, mi stupisce che sia stato pubblicato.

Irene Bert