< Il ragazzo morto e le comete di  Goffredo Parise (Adelphi)

 

Due personaggi , Nuto ed Anguilla , attraverso memorie e ricordi, mantengono viva la narrazione della storia.

Anguilla, emigrato in America, ritorna dopo tanti anni nel proprio paese natio. Un ritorno che mette in risalto l’estraneità e l’amarezza del personaggio  (“Ma non mi ero aspettato di non trovare più i noccioli . Voleva dire c’era tutto finito”... “Capii lì per lì cosa vuol dire non essere nato in un posto, non averlo nel sangue, non starci già mezzo sepolto insieme ai vecchi ). Un uomo inquieto, alla ricerca del passato che non riesce a fermarsi in un posto per mettere le sue radici.

La narrazione continua con le storie dei tanti personaggi che fanno parte dei suoi ricordi  o che sono entrati in rapporto con lui. Ci sono le storie di Cinto (in lui Anguilla rivede se stesso bambino ), le storie delle due figlie del sor Matteo ( in loro Anguilla rivive l’educazione sentimentale ed evidenzia le differenze di ceto sociale ), la storia di Nuto ( un mito per Anguilla ) che al contrario di Anguilla era conosciuto e stimato  e veniva invitato a tutte le feste e che alla fine ha deciso di lasciare la musica per continuare il lavoro del padre. Ci sono tante narrazioni, tante storie che girano intorno ad una frase ( Era strano come tutto fosse cambiato eppure uguale ), che mette in risalto il pensiero di sentirsi estraneo in ogni terra ( la ricerca di un origine che nonostante il suo continuo viaggiare  e peregrinare lo riportava al suo tragico punto di partenza : la ricerca continua di un origine ). Bellissimo il contesto storico del racconto , un periodo che portava i segni del fascismo, della guerra e del periodo della resistenza.

domif*****@gmail.com

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Il testo ha uno svolgimento caotico e altalenante. Anche in questo caso lo sviluppo della storia è legato a un epoca troppo lontana per essere compresa completamente. Si percepisce un costante senso di rassegnazione alla vita, di accettazione delle difficoltà e del dolore, che alla lunga rendono la lettura opprimente.

Fiore e Antoine sono personaggi moderni e al contempo passati, creature effimere che non potrebbero sopravvivere in un mondo diverso da quello narrativo.

Non avevo mai letto questo libro e devo ammettere che non è stato semplice rimanere concentrati sulla storia, spesso mi perdevo nelle divagazioni senza riuscire a mantenere il filo narrative.

monteo******@yahoo.it

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Hanno entrambi una forte tensione poetica, questi due libri.

Ma Pavese è asciugato e straziato, Parise è gorgogliante, come se stesse sempre lievitando.

Pavese dice “Fa un sole su questi bricchi, un riverbero di grillaia e di tufi” e senti immediato il calore.

Parise racconta come marciscono i morti. E ne provi un macabro fastidio.

Pavese ha già trovato, senza speranza, solo strazio e nessun futuro.

Parise la ricerca l’ha iniziata e il sogno entra dentro, ma in modo grottesco, anche ripugnante.

Vince, stravince Pavese. (*)

Perché è necessario. E bellissimo.


(*) in fondo rispettando la situazione scaffali in libreria: lui almeno 4 titoli e varie copie, Parise uno solo. E certe volte neppure quello.


laura.p*******@gmail.com

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Ho letto i due libri che mi avete indicato, La Luna e i Falò di Cesare Pavese e Il ragazzo morto e le comete di Goffredo Parise. Li ho letti in ordine inverso, lasciando Il romanzo di Pavese per ultimo.

Lo avevo già letto, mentre non avevo mai letto nulla di Parise. Tutti e due i libri li ho trovati in casa, Pavese nell’edizione di Repubblica, di facile lettura, Parise nell’edizione un po’ più ostica dei Meridiani. 

Ho trovato Il ragazzo morto e le comete molto faticoso da leggere e da digerire. Ho pensato e mi sono chiesto più volte se fossi ancora in grado di leggere libri di uno spessore un po’ più profondo della narrativa che mastico abitualmente. Poi ho iniziato a leggere (ri-leggere) La Luna e i Falò ed ho ritrovato la poesia e la narrazione di uno scrittore fluido, forse un po’ scarno ma reale e poetico al tempo stesso. 

I due libri hanno la peculiarità di descrivere un piccolo mondo e di farne l’universo centrale della narrazione. Se trovo la tecnica di Pavese nettamente superiore, ed anche lo sviluppo della trama, la poetica ed il triste messaggio che accompagna la narrazione, credo che il mondo descritto da Goffredo Parise con i suoi lampi fantastici, lasci qualche margine di speranza in più al lettore di oggi. 

Quindi, a malincuore, se devo scegliere fra i due libri, la mia scelta ricade su Il ragazzo morto e le comete di Goffredo Parise.

marco*****@tiscali.it

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Tra i due libri proposti (la luna e i falò di Pavese e Il ragazzo morto e le comete di Goffredo Parise) ho apprezzato di più il primo che racconta le vicende di “anguilla”, un ragazzo, abbandonato in fasce dai suoi genitori, cresciuto da una povera e onesta famiglia di contadini, che fa fortuna emigrando in America.

Entrambi i libri si propongono come narrazione, più lucida il primo e più paradossale il secondo, del vissuto dei protagonisti durante la guerra.

A mio avviso, però, il libro di Pavese si presta anche a una lettura più attuale: in un tempo in cui la nostra vita è scandita dai messaggi e dal caos urbano, riconcilia con la nostra natura “animale” facendoci apprezzare lo scorrere del tempo come un susseguirsi di stagioni, scandite dal ciclo ricorsivo di colori e odori, riportandomi alla mia fanciullezza.

Anche il continuo senso di inadeguatezza dell’Anguilla rispetto alla sua mancanza di origini, il continuo ricercare le proprie radici, sopraffatto dal derivante senso di vuoto, sembra fare da eco al senso di precarietà che oggi accumuna tante persone che vivono con la valigia sempre pronta o che sono stati costretti a lasciare la propria terra per essere considerati ovunque “bastardi” o minacce.

In conclusione, a mio avviso, più che come romanzo storico, ”La luna e i falò” và letto come una parafrasi dei giorni nostri, con lo sguardo puro e i sensi desti a cogliere colori e odori che ormai si annidano solo nella nostra memoria.

svo***@gmail.com

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