< In fondo al desiderio. Dieci storie di procreazione assistita di  Maddalena Vianello (Fandango)

Qui di seguito le recensioni di InFondoAlDesiderio raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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Un tema doloroso e complesso raccontato da donne diverse che mettono a nudo desiderio e sacrificio necessario per raggiungere un sogno, in alcuni casi mai realizzato.

Chiara Sannino

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Maddalena Vianello ci regala dieci storie di Procreazione medicalmente assistita, dieci donne che si raccontano mettendosi a nudo, affrontando un tema ancora oggi delicato.
Le donne danno voce ai loro corpi e alle loro emozioni, spesso percepiamo le difficoltà che queste donne hanno dovuto affrontare, ce le si immagina in stanze asettiche, grigie con la sola speranza di poter finalmente donare la vita e tornare alla vita. Si vive lo stesso stato di attesa, dello scorrere incessante del tempo fra ogni tentativo, ogni singola speranza riposta fra una cura ormonale e l’altra. Scopriamo le difficoltà che devono affrontare queste donne, il giudizio della società per una scelta alla quale “si poteva pensare prima”, donne che non hanno diritto ad accedere a questo delicato percorso perché non accompagnate da un compagno o da un marito o semplicemente perché il loro conto in banca non lo permette. Ho molto apprezzato questo libro perché porta alla luce una questione delicata come la procreazione assistita, una questione che ancora oggi si rivela un tabù, un’onta di cui è meglio non parlare.

Raffaella Bianco

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Lettura drammatica ed estremamente coinvolgente da un punto di vista emozionale, soprattutto per una donna. Nel mio caso la lettura è dolorosa per aver vissuto indirettamente un’esperienza simile. Le storie si somigliano tutte e anche le più felici portano con sé un inestimabile percorso di dolore e sofferenza.

Ludovica Verde

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Argomento trattato in modo discorsivo e fluido. Mi ha fatto scoprire alcune cose che non conoscevo e mi ha aperto una nuova prospettiva su esperienze così frequenti ma lontane dal mio vissuto

Loretta Ghidelli

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Non rientra nei miei interessi

Lalage Loni

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"Preceduta da una esauriente introduzione di Barbara Leda Kenny, Maddalena Vianello, prendendo spunto dalla sua personale esperienza, racconta le storie di 10 donne che hanno fatto ricorso alla PMA. Sono intensi racconti di 10 protagoniste che hanno voluto svelare la loro esperienza fatta di ansie, dolori, speranze, desideri, e che fanno luce su un fenomeno su cui poco si è scritto. Il titolo del libro restituisce la profondità di un desiderio di maternità che non si ferma davanti alla complessità, spesso alla sofferenza, che richiede coraggio ma genera tantissima gioia. E il racconto della psicologia delle protagoniste, ognuna con il suo fardello personale, è affascinante e rivelatore. L’autrice ritiene che la legge 40, che regola la PMA, pur migliorata, produca ancora disuguaglianze di classe (è costosa) e di orientamenti sessuali ed andrebbe riscritta anche per evitare il frequente ricorso a centri specializzati in Spagna.

Rosa Anna Coniglio

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Questo libro è come un mosaico: un insieme di tanti frammenti di vite di donna che, insieme, cercano di dare un quadro della difficoltà che essere donna comporta. Una narrazione profondamente femminista, ma che tratta un tema che al femminismo generalmente non viene associato: la maternità. Ne deriva un inno all’indipendenza femminile, alla libertà e alla difficoltà di scegliere, fra tutto, di essere madre.

Beatrice B.

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La prima sera che ho aperto il libro di Maddalena Vianello sono sprofondato nella lettura fin dalle prime pagine, facendo notte sul divano.
Maddalena Vianello spiega le ragioni che hanno mosso la sua ricerca: la diagnosi di sterilità, il percorso di procreazione medicalmente assistita. Si parte da un’esperienza che l’autrice stessa ha conosciuto sul suo corpo. L’introduzione di Barbara Leda Kenny fotografa come solo con i numeri si può fare l’entità del problema, chi è inclusa nel discorso e chi resta fuori dalla rosa degli aventi diritto.
Il libro poi si apre alle storie di dieci donne. Alcune di queste storie sono accompagnate da paesaggi più o meno distanti. Un fil rouge attraversa le dieci storie: si dicono tutte donne, e tutte hanno costruito vite differenti attorno a questa identità. Lasciano il segno, che la maternità, è una questione che riguarda tutte, anche chi sceglie e non sceglie , di non essere madre, e lasciano che sia il tempo a decidere, perché è una questione troppo grande.
I corpi che portano queste esperienze ci pongono interrogativi importanti, che poi è il terreno comune tra tutti : l’esperienza del limite. Che poi è quello che si frappone tra il desiderio di maternità e il corpo, tra la tecnologia e la sessualità, tra ciò che si tiene per sé e quello che può essere messo in condivisione.
Il dolore è ancora un sentimento.
E poi troviamo il piano delle possibilità, quelle dettate dalla tecnologia e dell’accesso restrittivo della Legge 40 che emerge devastante per la sua intromissione nelle vite di chi non conosce.
Infine, il piano del gesto politico, quello di raccontare, perché altre possano sentirsi libere di farlo e non “difettate”. ll tempo della costruzione del libro è sufficientemente presente da abbracciare il passaggio da quel mondo in cui la pandemia che ha tolto gli abbracci era lontana, e quello più recente in cui la distanza sociale ha segnato un confine di perdita, quella di ciò che può passare solo attraverso un contatto tra corpi.
Sullo sfondo, ma non troppo celate, le tante amiche, conoscenti, donatrici, dottoresse, e gli uomini, che con generosità, amicizia, vicinanza, coinvolgimento, limiti, increspature, intelligenza e competenza hanno offerto i loro sentimenti e il loro supporto.
Un libro di cui c’è davvero bisogno oggi., È presto detto, e un’immagine si fa nitida, è nella politica femminista, nel pensiero e nelle pratiche in relazione che trovo una risposta.
Una scrittrice cyborg, Maddalena Vianello, ch

Massimiliano Falcone

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Avere un figlio, ad un certo punto della vita di una donna, è considerato un evento ovvio quasi scontato. In questi racconti si comprende quanto questo non sia così semplice e quanto spesso bisogna combattere anche solo per sperare di diventare madri. La fecondazione assistita è un mezzo ma
queste donne desiderose di maternità sono costrette a sopportare grandi disagi e le sofferenze che non avrei mai immaginato se non avessi letto queste pagine.

Livia Tondo