< Indelebile di  Luca Brunoni (GabrieleCapelli)

Qui di seguito le recensioni di Indelebile raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Questo romanzo, per me, è stato un tornado di emozioni ed è principalmente per questo motivo che l’ho scelto. Credo che molti libri possano piacere, trasportare il lettore ed affascinare, ma pochissimi sono in grado di commuovere veramente: inutile dire che questa storia mi ha fatto versare lacrime amare. Purtroppo, il tema del lutto è difficilissimo da trattare senza trasformare il libro in un "piagnisteo a capitoli". Nonostante, soprattutto l’ultima parte, sia molto drammatica, non è affatto pedante, ma mantiene sempre una certa scorrevolezza. Da persona che, purtroppo, sta attraversando un lutto, posso dire di ritrovarmi molto nel mondo che Brunoni costruisce per il suo Gionata: attacchi di panico, senso di inadeguatezza, voluttà autodistruttiva e isolamento. Ancora più gradito ai miei occhi è stato lo schema narrativo: personalmente, mi piace molto quando il romanzo presenta due "narrazioni parallele" che si sovrappongono e interrompono l’una con l’altra, trovo che la lettura sia più riposante ed incalzante allo stesso tempo. È stata davvero una fortuna scoprire questo romanzo perchè, al contrario di Capolavoro d’Amore, non ne avevo mai sentito parlare ed effettivamente merita molto. Lo consiglierei senza dubbio a chi sta attraversando un lutto e vuole sentirsi capito: è un’altra dimostrazione del fatto che i libri risolvono, o perlomeno, aiutano in tutto.

Camilla Porcella

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dinamico e intrigante. Ti invoglia a continuare a leggerlo per capire meglio il protagonista

Veruscka Milanesi

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Nonostante la tecnica narrativa un po’ troppo "cinematografica", la storia mi è piaciuta, anche se il protagonista è "per bene" in misura improbabile. E poi perché precisare sempre la marca delle scarpe, dell’auto, di questo e di quello? Serve alla storia?

Roberto Petracco

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Il ricordo angoscioso dell’incidente in cui ha perso la vita l’amico del cuore , Federico, di cui Gionata, il protagonista del romanzo, si sente colpevole, è inciso indelebilmente nel suo cuore e nella sua mente come i tatuaggi e i tagli che incide lui stesso sulla sua pelle e come il ricordo della mamma tanto amata morta troppo giovane.
Ambientato in Svizzera negli anni ottanta/duemila,
il romanzo è il racconto della vita di Gionata gettata via fra spaccio, droga, amori inconsistenti e ricordi ossessivi.

Rosalba Scavia

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Trama molto scialba, debole, l’ombra di un peccato di gioventù - assai poco credibile - che si scioglie alla fine, la redenzione attraverso il salvataggio della sorella dell’amico ucciso, un alone di mistero che regge fin là. A ogni modo apprezzabile la complessità strutturale, i diversi punti di vista tratteggiati, i livelli della narrazione. Vengono trattati temi forti, quello delle dipendenze in primis, ma pure entrano in gioco i problemi familiari più diversi, le morti improvvise di figure importanti, l’amicizia, la ricerca di se stessi e del proprio posto nel mondo. Un romanzo di formazione che ha un suo tratto, peccato si perda in passaggi un po’ forzati, che gli conferiscono un ritmo spezzato e molto costruito.

Jessica Cardaioli

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Lo scrittore si muove tra le spire di un noir esistenziale, legato all’introspezione . Con grande capacità di scrittura permette di allontanarsi dalla trama per confrontarsi sui drammi esistenziali, in un percorso introspettivo che, permetterà di fare luce su alcune trame oscure. Sicuramente interessante, anche se qualche lettore potrebbe avvertire la mancanza di un maggior approfondimento dei risvolti psicologici.

GIOVANNA RICCARDO