< L’altra metà delle note di  Laura Marzadori (HarperAndCollins)

Qui di seguito le recensioni di LAltraMetaDelleNote raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Ho avuto difficoltà a finire questo libro, sembra un young adult e non è il genere che amo. Il personaggio principale, Tina, sembra che non abbia nessun potere decisionale, tutto gli accade per caso, senza che debba impegnarsi, sembra che tutto le riesce. Mancano le narrazioni sugli sforzi per ottenere i mirabolanti risultati, se non un “oggi ho studiato” due ore. Tutti la reputano bravissima ma non sono riuscita a capire il perché, dato che tutto le riesce alla perfezione ogni volta, non si può generare empatia così, ed è anche poco interessante da leggere, perché è tutto scontato. I rapporti di Tina con gli altri sembrano caderle dal cielo, si formano tutti amicizie profonde da semplici scambi di messaggi; lo trovo poco realistico e adolescenziale. I dialoghi a mio gusto son un pò forzati, non si parla così nella realtà, sembra quasi una caricatura. La punteggiatura è un pò infantile, si può parlare in modo giovane senza abbondare di punti interrogativi. Ci son molte descrizioni e dettagli non funzionali al racconto, che rischiano di creare un mare dove è difficile captare i passaggi funzionali alla trama. Il crescendo dei problemi con il cibo è forse la parte più strutturata. Però personalmente, ho trovato un pò veloce il modo in cui si è parlato di questi problemi.Un finale rapido e confuso chiude il libro: lei dopo aver concluso il concerto, ha un attacco di panico/ansia che magicamente risolve tutti i suoi problemi.

Ambra Vannoli

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Il problema di questo libro è soprattutto il tono: la voce della protagonista non ha nulla di interessante e soprattutto la scrittura è molto ingenua. Non l’ho trovato particolarmente interessante né a livello di trama, né a livello di stile.

Francesca Rossi

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La storia di Tina scorre via veloce e porta le lancette dell’orologio indietro: tornare ai propri diciotto anni e alle prime scoperte legate all’indipendenza, allo studio e alla cura delle proprie passioni, alle ansie e paure di costruire il proprio futuro fa bene al cuore. I riferimenti alla musica e agli artisti fanno da contrappunto e riescono a trasmettere la passione di chi scrive, che viene subito condivisa dal lettore, anche dal meno esperto. Da leggere ascoltando la musica che racconta.

Serena Corsale

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Quando arrivo a pagina 43 del libro, mi domando come farò a reggere fino alla fine. Ma continuo eh! E’ la prima volta che leggo per Robinson, lo voglio fare per bene. Passano le pagine ed è vergognoso pensare che questo filare di parole possa essere definito libro. Un materiale illeggibile, di una pochezza disarmante. Mi chiedo se davvero sia stato scritto da questa Laura Marzadori, che ho scoperto essere una violinista, o non sia l’esperimento mal riuscito di una qualche intelligenza artificiale. Se lo ha scritto lei spero che rinunci a qualsivoglia velleità letteraria. Se lo ha scritto un ghost writer si dia all’ippica. Inclassificabile.

Silvia Giusti

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Libro troppo lungo x la vicenda narrata e troppo tecnico nelle parti descrittive della musica. Un po’ noioso. Ben fatto nella descrizione degli stati d’animo che portano verso l’anoressia.

Marina Sandrini

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Apprezzabile struttura narrativa lineare, seppur ripetitiva. La descrizione del binomio musica alta/alta moda, al di là se testimonianza autobiografica dell’autrice, vale all’età giusta della protagonista come acquisizione faticosa del pensiero critico nel confronto con una realtà un po’ ferragnez e si presta ad un uso anche manualistico da parte dei coetanei, sia in un senso (adesione) che nell’altro (rigetto). Il tema crescente dell’alimentazione giustamente si costruisce come fondante e si intreccia con quello dell’innamoramento, peraltro sorprendentemente poco sviluppato vista l’età della protagonista.
Trovo retorico l’uso insistito delle iniziali maiuscole.

VALDEMARO PELLEGRINI