< L’equazione della colpa di  Arianna Lombardelli (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di LEquazioneDellaColpa raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Una storia difficile ma comune a tante altre, scritta con chiarezza e limpidezza, una protagonista altruista che si ritrova incastrata in un’esistenza in cui non si riconosce più. Mi é piaciuto per la sincerità con cui la storia viene raccontata.

Martina Varuzza

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Anna scava dentro sé stessa, ne seguiamo il cammino in parallelo al deteriorarsi del rapporto con il marito. La scrittura partecipe restituisce il disagio di Anna con i molti ruoli femminili: figlia, sorella, madre, moglie.
Soprattutto, Anna si interroga: le sue emozioni e i suoi pensieri disegnano un personaggio che dalla crisi fa emergere una ritrovata solidità.
Non tutti i nodi si sciolgono, ma la storia si segue con passione proprio per questo: per l’inesausto percorso dentro lo smarrimento che la vita a volte presenta e che bisogna attraversare con l’anima.

Anna Manzato

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Nettamente chiara la mia scelta su questo lavoro, che evidenzia la centralità del cuore nelle scelte che più contano, al netto di quanto i sentimenti insegnano ogni giorno. L’autrice lo fa con una scrittura profonda, intima, che trasporta e guida il lettore ad abbracciare una narrazione che convince e avvolge. E che fa luce sul senso da dare al complesso mondo dei sentimenti, mai chiaro fino in fondo.

Antonella Marzo

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"L’equazione della colpa" è quello che definirei un romanzo di formazione dell’età adulta, la storia di una vita intera rimessa in gioco, perché ormai stretta, tanto da non regalare più niente, un viaggio interiore che sa trasportare il lettore stesso, grazie (soprattutto) alle sue descrizioni, che scorrono calde sulle pagine.

Elena De Giorgi

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L’equazione della colpa ha avuto il vantaggio di essere stato letto per secondo. All’inizio mi ha preso per la capacità introspettiva dimostrata e per il tormento interiore che attanaglia la protagonista. Poi però mi è sembrato privo di spessore e abbastanza monotono. Sicuramente lo stile e il metodo di scrittura è buono e in grado di catturare il lettore. Però non regge a mio parere per tutta la lunghezza del libro.









Paola Paganelli

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Non ho amato particolarmente il romanzo della Lombardelli; durante la lettura, avrei voluto che l’autrice affrontasse le emozioni di Anna in maniera meno mediata, cercando di essere meno accondiscende verso un certo tipo di lettore ma più vera.
Mi è sembrato di leggere parole già scritte.
Sul tema della separazione, è stato inevitabile un parallelismo con I giorni dell’abbandono della Ferrante dove la separazione, la fine di un matrimonio ed il lutto che ne deriva viene trattato senza filtri, in tutta la sua disarmante bruttura.
In questo romanzo, al contrario, mi è sembrato che l’autrice si sia tenuta saldamente aggrappata al bordo delle emozioni e delle cose come se per paura, non abbia avuto il coraggio di guardare oltre, andando più a fondo e perché no, cercando di stanare i mostri che si possono dover combattere quando si prende consapevolezza degli errori fatti nella propria vita.

Sara Brambilla

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Un lungo, lunghissimo percorso di psicoterapia, descritto con continui flashback e balzi avanti e indietro nel tempo, con una narrazione che sembra seguire i salti illogici della mente. Leggendo si viene assorbiti nell’esperienza della protagonista e si entra in analisi con lei, ci si mette in gioco.

Maria Luisa Barbano

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Capace di dare voce alla protagonista, alla sua vicenda e ai pensieri di una vita con le sue "normali" fatiche. Apprezzabili lo stile e la varietà linguistica.

Michele Airoldi

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Formia “"I lettori della libreria Tuttilibri"”
coordinato da Enza Campino ed Eleonora Ortolani
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" La mia aurora e il mio crepuscolo, due luci diverse.E io il mare che raccoglie il suo riflesso". Il mondo di Anna e le sue contraddizioni, un matrimonio che naufraga e a cui lei non riesce a trovare una risposta del perchè sia accaduto. Il racconto si snoda attraverso un caleidoscopio di situazioni familiari e personali,analizzate nella quotidianità attraverso emozioni e stati d’animo vissuti e rielaborati in una sorta di "Coscienza di Zeno", anche se il rapporto col medico "della mente" le scioglie i nodi per raggiungere la chiave di accesso alla sua capacità di trovare una equazione come un modello matematico. Dopo le sue scelte e le nuove situazioni che affronta, riuscirà Anna a trovare la giusta soluzione? Non avrà più bisogno di veder trascorrere il tempo per togliersi dal "viso un’altra giornata senza amore", ma la consapevolezza che il suo mondo è quello che vuole vivere con le sue incognite e i suoi fattori di X e Y.
Una lettura che riscopre gli aspetti più nascosti nelle pieghe dell’animo, che possono far male ma aiutano a capire che non sempre la scelta tra il cambiamento e rinnovamento e la tradizione sia scontata.
Mi è piaciuto molto.

Maria Pica

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Circolo dei lettori
di Roma 6 "Barbara Cosentino"
coordinato da Cecilia Gabrielli
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Libro molto intenso: l’autrice scava nella vita di Anna attraverso la descrizione del percorso interiore durante gli anni di analisi, con il quale acquista la consapevolezza del senso di colpa che la opprime, delle ragioni della scelta di lasciare la famiglia di origine e la città dove è nata, di sposarsi con Alessandro e di entrare in crisi. Il libro ci mostra la sofferenza che comporta il decriptare i condizionamenti che all’interno della famiglia ci rendono quello che siamo, la difficoltà di accettare i nostri limiti (temi irrisolti) e allo stesso tempo andare avanti (senza blocchi alle caviglie).
La capacità dell’autrice di cogliere i pensieri più intimi della protagonista rende Anna lo specchio di molte donne, per le quali è ancora oggi molto difficile risolvere l’equazione del “senso della colpa”, portando alla luce le “incognite” e trovare la “soluzione”.

Simonetta Rosa

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Bologna 8 “103”
coordinato da Anna Maria Cappelli
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Una coppia in crisi, due ragazzini infelici, una relazione consolatoria, uno psichiatra che fa lo psichiatra e ci spiega perché a volte lecoppie non si sopportano più.Sono gli in gredienti di base dj una storia già sentita e scritta con capacità e competenze diverse in altre epoche e luoghi. Davvero, non ne sentivamo la mancanza.
E lui dov’è in tutta la vicenda? Cosa vuole, cosa pensa? La sua voce non c’è mai, solo filtrata dal racconto di Anna. Sarà il principale colpevole di tutto, dalla fine del matrimonio al rapporto malato con la madre, ma sarebbe stato interessante sentirlo dalle sue parole. La scrittura pulita e corretta non riscatta la banalità della vicenda.

Anna Mantovani

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Ho cominciato a leggere il libro con determinazione, pensavo potesse piacermi, anche se credo che l’argomento cominci ad essere abusato, poteva essere un altro punto di vista. Mi sono resa conto dopo poche pagine che la scrittura non mi piaceva, l’uso della prima persona mi sembra riservato a scrittori molto bravi e non ritengo sia questo il caso.Per un po’ sono andata avanti per capire che risvolto poteva prendere la storia, ma alla fine ho abbandonato. Leggere un libro deve ssere una cosa piacevole e non una tortura.

Mara Boschi

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Ho trovato questo libro veramente brutto. Scrittura più che banale, fastidiosa. Averlo letto subito dopo aver terminato di leggere Tutti i racconti dell’immensa Grace Paley mi aiuta certo a capire la differenza tra buona e pessima letteratura. Per dirla con un paragone: leggere Paley è come ascoltare partecipe le confidenze di una amica carissima davanti a una tazza di the; leggere la Lombardelli è come subire impotenti lo sfogo lamentoso di una sconosciuta in una sala d’attesa.

Anna Maria Cappelli