< La bambina dagli occhi d’oliva di  Davide Grittani (Arkadia)

Qui di seguito le recensioni di LaBambinaDagliOcchiDOliva raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Ho apprezzato soprattutto lo stile e le riflessioni dell’autore. Il libro si legge velocemente e con la continua curiosità del seguito. I temi e le vicende trattare mi sono sembrate però più complesse e serie di come in effetti vengono trasposte nel racconto. In alcuni passaggi, infatti, ho avuto l’impressione che quanto scritto avrebbe avuto più senso se la stessa scena fosse stata inserita in un quadro comico piuttosto che in un contesto così impegnativo.

Bianca Scirè

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una storia che a tratti ti prende. Il libro si legge, anche velocemente, ma non ti lascia niente.
non lo consiglierei

Dora Romano

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Questo libro l’ho preferito di più perché sono riuscita ad immedisimata un po’ nel protagonista ma non del tutto perché in alcune parti l’ho trovato troppo egoista (ma sono impressioni personali).

Hansye Catherine Sogra

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La Bambina dagli occhi di oliva.
Una storia molto dura raccontata con uno stile intenso, ma che non risulta pesante.
Il ritmo della narrazione incalzante ed appassionante, forse si perde leggermente nella seconda parte. Un libro a tratti brutale ma necessario. Ho molto apprezzato la penna di Grittani: libro davvero ben scritto.

Ilaria Quattrociocchi

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Circolo dei lettori
di Palermo “Eutropia”
Coordinato da Rosana Rizzo
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In questo bel libro, in un miscuglio di noir, giallo, romanzo psicologico e sociale, condotti dall’incredibile storia dei protagonisti principali, Sandro e Angelica, ci si immerge in un mondo di disagio cupo ed impenetrabile, un ambiente permeato da forti dubbi esistenziali, popolato dai fantasmi del passato e fortemente condizionato dai segreti frutto dell’oppressiva e deviata condotta morale degli esseri umani.
Centro e spunto della vicenda è il ritrovamento, in un appartamento del centro, di un disegno celato sotto la carta da parati, dimenticato per trent’anni e riscoperto durante i lavori di ristrutturazione che la nuova inquilina (Angelica Capone) ha commissionato al fine di andarlo ad abitare.
Sarà Sandro Tanzi a indagare sul motivo per cui quel disegno chiami in causa i genitori e sia collegato alla nuova inquilina. Nell’intreccio narrativo, con una prosa gradevole e scorrevole, la “bambina dagli occhi d’oliva” racconta le colpe degli innocenti ed i delitti dei giusti che, spesso, sono colpevoli quanto chi viola questa innocenza, per omesso intervento, prendendo spunto dai fatti narrati per raccontare questa violenza sempre si parla poco e male.

Salvatore Balsamo

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Troppo involuto

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Un libro che ti rimane dentro per un po’. All’inizio non te ne accorgi, leggi e cerchi di capire i personaggi e le loro vite...e a poco a poco sei dentro quelle vite, tra i non detti, tra i silenzi, tra la tristezza di famiglie disfunzionali.

Doriana Meloni

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Cassina De’ Pecchi “Cassichelegge”
coordinato da Maddalena Della Casa
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Il libro è corto ma tratta un tema pesante, ragione per cui ho trovato la lunghezza adatta. Tuttavia, anche ragionandoci a freddo, non riesco ancora a comprendere se mi sia piaciuto o meno. Lo stile non l’ho trovato consistente, ci sono dei pezzi scritti molto diretti e senza fronzoli, e dei pezzi con uno stile pomposo e pieno di metafore. Inoltre non ho compreso il finale, il motivo per il quale la protagonista venga uccisa. Ho apprezzato dei passaggi, ho trovato l’autore capace di gestire le descrizioni di una situazione estremamente brutta come quella trattata, ma nel complesso il mio giudizio tende più al negativo.

Vera Verri

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Questo libro mi è piaciuto moltissimo per come è scritto e per la trama che, sebbene tratti un argomento pesante, la pedofilia, mi ha catturato subito. Racconta di un disegno venuto fuori da un muro dopo aver tolto la carta da parati dove si scorge una bambina seminuda con accanto un uomo adulto e una richiesta infantile di aiuto, la scritta “signora maestra”. Il figlio di questa maestra che ha sempre abitato nell’appartamento sotto a quello del disegno viene a scoprire una realtà molto dura: suo padre era un pedofilo, la bambina autrice di quel disegno è la nuova inquilina e la maestra sapeva del male fatto dal marito ma ha sempre taciuto e ha preferito fingersi malata di Alzhaimer fino al giorno in cui riconosce la vittima del marito e si suicida. Il figlio è sconvolto da queste rivelazioni. 

Maddalena Dellacasa

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Castano Primo “Biblioteca comunale”
coordinato da Paola Lauritano e Maria Rosa Gambacorta
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Racconto giallo che tratta un tema molto spinoso quale la pedofilia. Io ho apprezzato la modalità dell’autore di trattare e di raccontare un tema così delicato che coinvolge le persone più fragili, i bambini, con parole per niente eccessive e volgari, con molta sapienza l’autore coinvolge il lettore fino alle lacrime, a me è successo così. Racconta le vicende di una famiglia per bene, dove il non detto e l’apparenza portano, tutta la famiglia, a vivere nelle convenzioni, vergognandosi di quello che il capofamiglia ha compiuto. Un figlio che si lascia coinvolgere da poco raccomandabili personaggi , che lo hanno in pugno, accollandosi alla fine un delitto non commesso e scegliendo la “pace” del carcere, piuttosto che il dramma personale di far parte di una famiglia in cui la verità non è mai stata detta.

Daniela Colombo

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L’autore ci fa sapere di essersi ispirato alla storia di Dolores O’Riordan, leader dei Cranberries, agli abusi subiti, alla sua morte. Tutta la storia parte da un disegno ritrovato sotto una vecchia carta da parati tolta da una parete in un appartamento in ristrutturazione. Il protagonista cerca di capire cosa è successo in quell’appartamento circa trent’anni prima. Scopre una storia di abusi su una bambina che coinvolge direttamente i propri genitori. E’ una storia dura di abusi, di silenzi. L’autore cerca di dare voce a chi non ne ha come i bambini che chiedono aiuto nell’indifferenza degli adulti. Il protagonista dice che quello che facciamo ai bambini resta per sempre. Provano continuamente a dirci cosa gli è successo con le parole, con i gesti e con i disegni, attraverso i loro strani comportamenti, ma preferiamo ignorarlo perché dovremmo chiederci noi dov’eravamo, cosa stavamo facendo mentre supplicavano il nostro aiuto. Scritto molto bene, non c’è un lieto fine 

Maria Rosa Gambacorta