< La Calabria della meraviglie di  Arcangelo Badolati (Pellegrini)

Qui di seguito le recensioni di LaCalabriaDelleMeraviglie raccolte col torneo 'sag' (sino alla fase T12. / finale)

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Ho amato particolarmente la scrittura appassionata, il tono urgente e torrenziale con cui l’autore - amico di persone vicine poiché anche io, non calabrese d’origine, vivo in Calabria da molti anni e ne conosco gli abissi e le vette - intende sconfiggere la narrazione peggiorativa e denigratoria che solitamente accompagna la Calabria e i suoi abitanti. Nessuno nega l’esistenza e la pervasività del fenomeno criminale - il cui modello è stato esportato con gran successo in Italia e nel mondo! - ma questo schiaccia l’eredità storica e la possibilità di creare una narrazione diversa e da questa costruire un nuovo modo di pensare di agire e di vivere. Tanti vanno via e portano la ricchezza di questa terra altrove, magari sentendosi anche discriminati per questa provenienza. Ma è per chi resta che la riduzione della Calabria alle negatività del fenomeno ’ndranghetistico diventa un insopportabile e ingiusto fardello, perché paralizza ogni tentativo di rinnovamento e di recupero del glorioso passato che circonda ogni calabrese. Grazie all’autore per questo suo contributo "meraviglioso" e anche a Robinson che ha riscoperto i racconti del mito come modalità di accesso alla realtà.

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Ridare valore a un luogo sporcato e offeso è il grande pregio di questo testo. Ne riemerge la bellezza, antica e ammantata di storia.

Lavinia Anzalone

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Mi ha commossa la partecipazione viscerale dell’autore nell’elencare tutto ciò che di bello e di buono possiede la Calabria. Traspare in ogni dettaglio l’amore per la propria terra e la volontà di emanciparla dai fatti di cronaca che la rendono tristemente nota. Come se l’autore avvertisse un senso di colpa, forse a causa della sua attività che lo ha portato a occuparsi diffusamente di ’ndrangheta.
Il testo è scorrevole, comprensibile da una vasta fascia di lettori. Ma non ho gradito lo stile, che trovo enfatico e celebrativo. Secondo me, poi, vengono messe troppo in evidenza delle notizie che non trovo così rilevanti, non sempre supportate da fonti certe.
Mi fa piacere abbinare a questo testo il brano di Haendel Royal Fireworks Music HWV 351.

Anita Fiorin

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In realtà non mi sono piaciuti entrambi,ammetto che i saggi non sono la.mia passione,e questo nonostante è definito il mio preferito non mi ha presa

Roberta castriota

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Saggio che si dipana attraverso la lettura parallela della storia della Calabria, quella antica e ricchissima nata dalla civiltà della Magna Grecia e quella contemporanea tristemente nota per la presenza pervasiva della ndrangheta che ha ostacolato la crescita civile, economica e sociale della regione.
Sembra impossibile che da una regione così ricca di risorse naturali, storiche, culturali sia nato un fenomeno devastante come quello della criminalità organizzata. Nel libro si coglie tuttavia un messaggio ottimistico sulla possibilità di riscatto della Calabria e l’invito ad uscire dagli stereotipi che condizionano il giudizio su questa bellissima regione.

Orazio Palazzolo

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Amare un territorio, una Regione, un luogo dell’anima è troppo facile. Lo sanno fare in tanti. Saper raccontare questo amore in parole, storie e approfondimenti, saperlo descrivere con l’accortezza ai dettagli storici e il fascino della narrazione è un’opera d’arte, che forse non sa d’esserlo, perché semplicemente chi l’ha messa su, con studio e con perizia, l’ha fatto anche con passione (e si sa, i manuali dicono che bisogna essere distaccati per essere più scientifici!!!!!...).
La terra di Pitagora la conoscevamo ma dopo questo libro la Calabria sarà sempre anche quella di Saro Naca, pescatore un po’ Achab un po’ I lunedì al sole. O Giuditta Levato, donna coraggiosa dalla forza dell’esempio poderosa.
Inizia con una carrellata dei luoghi. Della loro profonda e misconosciuta ricchezza di storia e bellezza. Carrellata legata, non sempre in modo efficace, ad una altrettanto ricca e parallela distesa di nomi di cosche, famiglie, ‘ndrine e faide il cui protagonista è la ‘ndrangheta, cancro della società, ombra nera di una malattia interna e esterna al corpo complicato della punta dello stivale.
Il tema è mostrare l’altra faccia dei luoghi, dare informazioni che ne facciano ricordare altre dimensioni, oltre la cronaca nera o il racconto giudiziario che spesso prevale.
Da Omero, agli artisti contemporanei, dai contadini del ‘500 che sfidano l’ordine costituito a politici locali più o meno famosi dei nostri giorni.
Il ritmo non è omogeneo perché i temi sono vari: i luoghi, i santi, la lingua, le donne e il potere, le mitologie dei personaggi e tante altre sezioni. Quello che tiene insieme il tutto è il grande amore per la Calabria che si sente vibrare, e quell’amore ha portato anche un grande studio su aspetti che affascinano e fanno incuriosire.
Non è una guida, non è un’enciclopedia, non è un saggio. E’ una galoppata nei secoli, nei luoghi, la natura e la storia di un lembo di terra che ha dato molto al mondo. Per raccontare la complessità, senza pretendere di non vedere il nero che c’è.

Olmo Gazzarri

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L’autore dell’opera racconta la Calabria a chi probabilmente non ha mai avuto occasione di visitarla ma anche a chi la conosce mostrando come dice il titolo tutti i miti e le leggende racchiusi in questa terra, i personaggi storici che l’hanno attraversata e che sono stati coinvolti in alcune vicende. Il lettore è trascinato così nella storia immaginando (se non ha avuto modo di visitarla) e scoprendo la Calabria in ogni suo aspetto.
Una lettura piacevole, leggera e molto coinvolgente.

Chiara Malavolta

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Il saggio è uno strumento interessante per scoprire ed approfondire una meravigliosa terra e la sua cultura

Luigina Luzi