< La favola mia di  Andrea Incerti (IlRio)

Qui di seguito le recensioni di LaFavolaMia raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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“La favola mia” è il racconto biografico di un consulente finanziario. Il titolo mi ha fatto subito pensare a uno stile troppo retorico per i miei gusti. L’uso della terza persona per descrivere la propria storia mi ha confermato l’utilizzo di un modo di scrivere che, forse al di là delle intenzioni dell’autore, è per me esageratamente autocelebrativo.
Al di là di queste considerazioni, ho compreso l’intento dell’autore che definisce il racconto come “una narrazione biografica, ma soprattutto un insieme di riflessioni e di situazioni in cui ogni lettore certamente potrà ritrovarsi, aiutando, al tempo stesso, quelle nuove generazioni che oggi nel mondo del lavoro incontrano infinite difficoltà” e mi è piaciuto l’inserimento di massime a sottolineare i vari passaggi della sua vita e la capacità di fare scelte azzeccate o di cambiare le condizioni per volgerle al meglio. Non mi sentirei di consigliarlo, se non per quelle belle citazioni che intercalano e sottolineano i passi più significativi della narrazione.

Mara Tamburini

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Interessante stimolo di crescita e per una autoanalisi della propria vita e dei propri obiettivi. Potrebbe essere un libro adatto a tutti se ci fosse qualche spiegazione in più sulle figure citate e sul tipo di lavoro che fanno (consulenti, manager di vario tipo, ecc).
Lineare e scorrevole per la maggior parte del tempo. Interessante e piacevole la scelta dei titoli dei capitoli.
Non mi è piaciuta la scelta di usare un continuo "lui" per nominare il protagonista e individuare il soggetto della frase: rende a volte troppo "distaccata" la storia.

Santina Ingorgia

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La favola mia
Questo testo mi è piaciuto decisamente meno.
La storia ripercorre la carriera di Andrea il protagonista che diventa un manager di successo grazie ad una innata capacità di comprensione del funzionamento del mondo della finanza.
Il libro è anche una storia di amicizia, ma resta sempre troppo “tecnico” per i miei gusti.
Il racconto di come si sia arrivati al progetto Castrolab è comunque incentrato sui dettagli del mondo del lavoro, dettagli per me poco entusiasmanti. Mi sono piaciute le varie citazioni hanno rappresentato un supporto valido per la comprensione della storia in generale.

Palma Ranzo

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Questo libro a parer mio è di difficile incasellazione: non è solo un racconto biografico, non è nemmeno un saggio/manuale economico.
Il protagonista, un promotore finanziario, parla della sua esperienza più professionale, che privata degli ultimi 40 anni.
Vengono ricordati i principali momenti neri della storia finanziaria mondiale: crollo di Wall Street del 1987, invasione del Kuwait 1990, crollo delle Torri Gemelle del 2001; fallimento Lehman Brother del 2008; rialzo tassi americani del 2018, per finire con la pandemia di
Coronavirus. I cambiamenti economici accompagnano in parte la crescita professionale di Andrea. La bravura, la forza, la tenacia, unite allo studio ed ad un lavoro indefesso gli fanno scalare i varii gradini per arrivare ad una posizione importante.
Interessanti le massime e citazioni di personaggi più o meno famosi che commentano i varii capitoli del libro.

Debora D’Ercole

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Rendiconto della vita, dall’età di leva fino ai giorni più recenti, di un consulente finanziario capace di costruire il proprio successo dal nulla con il suo puro talento, seguendo il proprio mentore e le proprie intuizioni.
La narrazione non sempre appare fluida, poiché l’autore per parlare di sé sceglie la terza persona (“lui disse… lui fece…”), la coniugazione verbale può trovarsi confusionaria quindi fra il protagonista e i coprotagonisti non femminili (gli altri "lui" della storia…).
I frequenti elementi tecnici della professione, di carattere economico-finanziario, appesantiscono a tratti la lettura, specie per i “non addetti ai lavori” che faticano -ahimè- a comprendere la materia. Buona invece la trovata di interrompere spesso la narrazione con frasi ad effetto e citazioni, che ravvivano la lettura e catturano il lettore.
Una lettura tutto sommato piacevole e, per fortuna, non troppo lunga.

Sara Volpini