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 < La misteriosa morte delloscrittore Egisio Valdès di  Domenico Notari (NewtonCompton)

Qui di seguito le recensioni di LaMisteriosaMorteDelloScrittoreEgidioValdes raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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L’uso discreto dei termini dialettali, non eccessivo e quindi, non tale da obbligare a ricorrere spesso al glossario, le citazioni di classici e di frasi latine che risvegliano i ricordi di ex liceali insieme all’idea originale rendono molto interessante questo romanzo. Il carattere del protagonista è delineato con indizi che lo fanno scoprire a poco a poco destando curiosità. I personaggi minori sono descritti nei loro tratti essenziali che non appesantiscono la narrazione. Il finale non è scontato anche se delineato fin dalle prime pagine: tutto ruota intorno ai libri ed ai loro scrittori. Interessante, infine, la descrizione dei due volti di una città. L’ho letto con piacere.

Matilde Consales

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Un libro poco accattivante, il personaggio del commissario è quasi fastidioso nel suo tentativo di prendere una forma simile ad altri commissari letterari più famosi. Non sono riuscita a proseguirne la lettura.

Elisa Pasini

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Salerno contemporanea. Descrizione di ombre e borghesia in contrapposizione tra loro, le figure femminili, con doti e particolarità, che spiccano in mezzo a queste indagini ombrose e dai toni formali, un tono rosa su sfondo nero. Seguiamo le indagini tra le pagine dei libri fino ad arrivare ad una sola unica mano che ha tenuto insieme tutte queste pagine e descrizioni di persone che fanno da sfilata davanti alla morte. Per chi ama le mani che ancora preferiscono il tatto e non la vista dei libri. il delitto è ricamato intorno a loro.

Erika De Alessandri

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Discreto giallo, ha almeno l’ambizione di uno sforzo letterario tra continui riferimenti a libri, autori e librerie e una trama che si sforza di essere di qualità. Il personaggio principale si configura come un nuovo commissario campano , amante di cucina locale e osservatore di donne: ahinoi , De Giovanni è lontano anni luce e Camilleri è in galassie diverse. Tuttavia uno sforzo sincero c’è, a premiare una trama molto debole e poco probabile.

Martino introna , via panseri 8 24128 bergamo

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Sotto le carezze materne del piccolo pettine di tartaruga, le idee del commissario Donnarumma prendono pian piano forma. Accompagnato dalla “gitana” (chitarra) risolve il caso della morte dello scrittore Valdes, ambientato in una Salerno piena di misteri. La scrittura, densa di rimandi letterari, è semplice e accattivante; l’intreccio, forse un po’ troppo elementare, “prende” per la sua scorrevolezza. Fra i punti di forza la scelta horror della dita tagliate a mo’ di segnalibro.

Nadia Santi

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Troppi dialoghi, a volte un po’ banali. Ripetitiva la trama senza creare abbastanza pathos

marco muzzi

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Non mi ha appassionato, le cose in dialetto possono essere interessanti, ma a volte troppo criptiche, perdevo il senso della frase. Trama intrigante, ma non mi ha convinto. Vince comunque il turno per me tra i due che avevo, almeno il mondo in cui si svolge il romanzo, il mondo dei libri, mi è a dir poco familiare.

Chiara Marcucci

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Il libro si legge velocemente, la storia tuttavia non rappresenta una novità.
L’ambientazione del libro è molto bella, specie per la bella descrizione che fa della città
di Salerno.
Il personaggio di Donnarumma non mi è piaciuto molto, è il classico investigatore che ascolta musica
classica, legge molti libri e piace alle donne ormai inflazionato nel panorama dei romanzi gialli.
Le continue citazioni, per quanto apprezzabili, sembrano più un esercizio di stile dell’autore che un
qualcosa di utile per la storia.

A.L.

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Lo “scopritore di talenti femminili”, Filippo Donnarumma, commissario capo della Squadra Mobile di Salerno, è protagonista di un giallo che alletta il lettore sin dall’inizio: assente è il corpo del cadavere, mentre di questo sono solo presenti parti del suo corpo, falangi della mano, usate a mo’ di segnalibri in romanzi che vengono ritrovati in una Salerno deliziosamente descritta dal suo autore, Domenico Notari.
Arricchito anche da citazioni letterarie, da “pillole di storia borbonesche”, ci si immerge in un racconto colorito da espressioni dialettali semplici ma ironizzanti è da una scrittura chiara che definisce un romanzo di una lettura decisamente leggera.

Aurora Maglione