< La moneta dell’inganno di  Attilio Negrini (TabulaFati)

Qui di seguito le recensioni di LaMonetaDellInganno raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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"La moneta dell’inganno" è un libro che normalmente avrebbe attirato la mia attenzione in libreria. Un po’ alla Dan Brown e alla Glenn Cooper, presenta sicuramente una tematica non nuova ma pur sempre accattivante per gli amanti del genere. Una lettura piacevole, a volte un po’ forzata.

Manuel Recchia

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Scritto bene e scorrevole. Simpatici i personaggi, ma un po’ scontata la storia. Di gialli che ruotano attorno a sette segrete o, come in questo caso alla Massoneria, ce ne sono diversi. Peccato per la poca originalità. Qualche forzatura...ma quale donna italiana ordinerebbe mai un doppio whisky?

Sara Biagioni

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Non mi ha entusiasmata, anzi a tratti mi ha annoiata. Trama non così coinvolgente.

Carlotta Guerra

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Mi dispiace molto ma mi è caduto dalle mani a neanche metà, quindi non posso recensirlo come vorrei. Uno dei diritti del lettore è anche questo, se no prendetevela con Pennac.

Irene Bert

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Circolo dei lettori
di Grottaferrata “Un libro al mese della biblioteca comunale”
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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Che dire! Sono rimasta molto sorpresa da questo giallo che e’ un’insieme di Don Camillo e Il Grande Fratello. C’e’ anche un po’ di Conte di Monte Cristo con il tunnell scavato da Mario per fuggire dalla prigionia. Se non bastasse incorriamo nell’affare "Grostein", medicinali sperimentati su civili usati come cavie all’ospedale dell’ipotetico paese. Speriamo che nella realta’ non accada mai .C’e’ troppa carne al fuoco. Troppi personaggi interessati ci si perde a srotolare questa matassa.

Giuliana Lombardi

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Un curato che si improvvisa detective, un vescovo nemico dei massoni scompaiono un medico e un paziente. Intrighi economici e finanziari e dietro le quinte la massoneria sostenuta da prelati corrotti e insoddisfatti. Un giallo che vorrebbe rappresentare la società moderna. Ma qualcosa va storto e il bene può infine trionfare!
Il detective improvvisato è il tranquillo curato di una località indefinita minacciato di morte. Aiutato e sostenuto dal vescovo e da una rete di amici arriverà naturalmente alla verità. Personaggi al potere vorrebbero destabilizzare una città non meglio identificata consacrandola niente meno che al diavolo. Ma la vita è piena di incognite e alla fine il bene trionferà!
I colpi di scena non mancano ma la scrittura sciatta e affrettata, disadorna e senza nerbo, i personaggi appena abbozzati, le situazioni talvolta al limite del grottesco se non del ridicolo ne fanno un thriller scialbo, non convincente e per nulla intrigante.

Cristina Patuzzi

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Le indagini di questo sacerdote e dei suoi sodali appaiono sempre assai improbabili e spesso paradossali. Il grande tema che affronta il testo è la contrapposizione della Chiesa Cattolica (il bene assoluto) contro la Massoneria (il male assoluto), spesso con un contorno di Chiesa poco allineata con i temi dell’attuale papato. Si incontrano personaggi che emuli del Conte di Montecristo e meglio allenati di un minatore, vanno e vengono dal sottosuolo. Poi, con uno schiocchio delle dita, si dissolve il grande progetto massone per conquistare una città. Viene cambiato il testo di un volantino … una trovata che se già non fosse così scialba tutta la trama, avrebbe dato il colpo di grazia.

Testa Mauro

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Strani ritrovamenti di oggetti simbolici in alcuni luoghi di culto, minacce, rapimenti e sparizioni. Niente è come sembra in questo thriller in cui i principali contendenti sono il potere massonico e la chiesa cattolica, pronti a sfidarsi in una lotta senza esclusione di colpi per la conquista del governo del mondo. L’idea iniziale era buona: trama estremamente scorrevole, coinvolgente e dal ritmo serrato che inserisce nel racconto scottanti episodi di attualità; peccato per alcune ingenuità nella costruzione dell’intreccio, in particolare alcune descrizioni di fatti assolutamente improbabili, irrealistici, al limite del paradossale che finiscono per penalizzarlo fortemente.

Silvagni Cinzia