< La quercia di Bruegel di  Alessandro Zaccuri (Aboca)

Qui di seguito le recensioni di LaQuerciaDiBruegel raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un libro molto complesso, dai significati non immediatamente percepibili ad un lettore non preparato a coglierli. Avvincente l’inizio, un po’ deludente la parte finale.

Francesca Trevisani

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L’ho trovato un libro molto elegante nella stesura e nella scelta delle parole che portano a comporre le frasi.
Un miscuglio di arte e charme che non tutti gli scrittori hanno.
Molto ben dettagliati i particolari dell’arte di Bruegel, dona tantissimi spunti di riflessione anche, inaspettatamente, sull’aspetto introspettivo del proprio io più profondo.

Alice Borgonovo

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Il protagonista di questo romanzo è in cerca di informazioni su un pittore che chiama il "Vecchio", ma tale lavoro sembra non dare buoni frutti, finché non incontra, per pura casualità, una donna che sta facendo ricerche sullo stesso autore. Le descrizioni dei quadri sono state rese in modo piuttosto realistico, anche se a volte eccessivamente lunghe. Ho apprezzato i capitoli riguardanti la malattia di Massimo, è interessante il collegamento di una malattia mentale ai quadri di un solo particolare pittore, ma fino in fondo mi sono chiesta dove si volesse arrivare con questa storia, ed è come se il finale mi avesse lasciato la voglia di saperne di più.

Chiara Menichetti

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Grottaferrata “Un libro al mese della biblioteca comunale”
coordinato da Lucia Zenobi e Cinzia Silvagni
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In un giorno di terrore a Bruxelles, uno scrittore con mille pseudonimi, si trova bloccato in un hotel. Egli ha scelto questa città per valutare la possibilità di un nuovo filone di racconti con protagonisti grandi pittori,in questo caso Breugel. Questa forzata sosta lo porta conoscere Matilde,una dottoressa specializzata in neuroscienze.
Lei gli racconta la storia di un suo paziente, Massimo Egli non ha più la capacità spaziale,non ha memoria breve e tante altre limitazioni. Però lei era riuscita ad intravedere,sotto gli strali della tremenda malattia, l’essenza dell’uomo che diventerà poi suo marito.! Il disturbo di Massimo è piuttosto complesso e, solo grazie alla recente lettura di ’L’uomo che scambio’ sua moglie per un cappello’ di Oliver Sparcks, mi è stato più comprensibile..

Mambrini Donatella

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Uno scrittore italiano si trova da poche ore in un albergo di Bruxelles il 22 marzo 2016, il giorno dell’attentato terroristico. E’  la voce narrante del racconto di pochi ed emozionanti giorni, un racconto in cui la violenza è oscurata da una competizione collaborativa tra  letteratura,  pittura e medicina. E la cronaca di pochi giorni è nello stesso tempo un collegamento con il passato e un lasciapassare per il futuro. Alleata in quest’impresa è Matilde, un medico ricercatore, anche lei ospite e ostaggio nell’albergo belga, ma soprattutto alleata è la cultura. Non conosciamo il nome dello scrittore ma conosciamo il suo stile accattivante, ironico, efficace, mai superficiale o scontato.
I personaggi sono ben delineati, ‘verosimili’, i dialoghi stimolanti anche se  a volte l’argomento trattato richiederebbe da parte del lettore competenze pregresse. Rileggero’ questo testo  dopo aver approfondito le mie conoscenze di storia dell’arte e dopo aver chiarito con un medico specialista alcuni dubbi. E’ d’altronde Alessandro Zaccuri a corredare il suo testo di alcune note bibliografiche e quindi di alcuni suggerimenti al lettore!

Ceccotti Maria Luigia

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Uno scrittore mediocre cerca di dare una svolta alla propria carriera di letterato dedicandosi alla redazione di biografie romanzate di artisti famosi, nello specifico la storia dei Bruegel. Per poter studiare con dovizia la pittura fiamminga si reca dunque a Bruxelles, ma durante il suo soggiorno rimane intrappolato nell’albergo in seguito all’attentato terroristico del 22 marzo 2016. Durante la sua permanenza forzata, conosce una neurologa anch’essa ospite dello stesso residence, che sta studiando Bruegel allo scopo di curare i suoi pazienti attraverso dei test redatti con l’ausilio di immagini artistiche. Due ricercatori che perseguono la stessa ricerca anche se per motivi diversi; due fatti di cronaca che hanno segnato i nostri tempi: il terrorismo e la pandemia. Il romanzo affascina e stimola il lettore, ma è al tempo stesso complesso, soprattutto per chi non possieda competenze medico-psicologiche.

Cinzia Silvagni

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Grandi lettori
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Zaccuri ha qualità narrativa ma non prende. Non prende. Il tema sarà anche  affascinante ma non cattura l’occhio curioso del lettore, e non rende impaziente il susseguirsi delle pagine. Non ci siamo, proprio no.

Giovanni Francesco Piccinno