< La ragazza dei colori di  Cristina Caboni (Garzanti)

Qui di seguito le recensioni di LaRagazzaDeiColori raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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“La ragazza dei colori” è un romanzo che mi ha arricchita di emozioni che solo i colori riescono a farti provare. La Caboni ci racconta una storia sul passato e su quanto possa essere doloroso ricordare. Ma solo l’accettazione del passato ci porta a vivere il presente e sperare nel futuro migliore per noi e chi ci sta intorno. Questa è la storia di Stella che con i suoi colori, i suoi vestiti variopinti e la sua determinazione riuscirà a scuotere l’anima dell’intera cittadina che la ospita.

Aurelia Marra Campanale

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Anche in questo caso ho trovato una lettura lontano dalle mie corde. L’ho trovato poco coinvolgente salvo poche parti. Ho apprezzato il fatto che la storia si sviluppasse su diversi piani temporali. Mi è piaciuto anche il valore attribuito all’arte come condivisione e memoria. Non ho apprezzato la scrittura né la storia di per sé. Non un libro per me.

Luciano Napoli

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Una sorpresa l’utilizzo della tavola cromatica, ossia dei vari colori, per condurci a vicende, sentimenti, passioni che ogni color sa di dare, una donna in viaggio o in fuga alla ricerca di un cambiamento della sua vita ed interiore, scopre nei ricordi di un’infanzia e nel passato della zia un evento storico legato alla persecuzione ebraica, tragico e commovente; mai dimenticare che alla fine della tempesta vi è sempre l’arcobaleno, consigliato.

M. & M.

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La ragazza dei colori di Cristina Caboni

Il libro sembra scritto in modo da catturare una tipologia di lettore romantico. Si tratta di una storia gradevole e non impegnativa. Nel leggerlo, ho avuto la sensazione di percorrere una strada conosciuta dove tutto appare noto, prima ancora di svoltare dopo ogni curva. Riassumo la trama: il talento e la curiosità, obbligano la protagonista, a fare i conti con se stessa, mettendola di fronte a pezzi di storia familiare, rimasti celati per troppo tempo. La (vera) storia di solidarietà del paese di Nonantola, che salvò dalla deportazione molti bambini ebrei, è solo un pretesto per raccontare una storia d’amore, anzi due. Concludo: la Caboni è una solida elaboratrice di storie tutte al femminile, ma la teoria dei colori, illumina e salva il racconto.

Rosa Giaimo