< La stagione più crudele di  Chiara Deiana (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di LaStagionePiuCrudele raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Un mix tra romanzo di formazione e horror. I temi trattati sono delicati e profondi, forse andavano affrontati in modo diverso senza voler per forza aggiungere souspance.

Silvia Milanese

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“La stagione più crudele” fa riferimento alla crescita di una bambina, il salto dall’infanzia alle prime incrinature dell’adolescenza. Un passaggio crudele, appunto. Chiara Deiana è riuscita a unire la complessità umana del thriller al romanzo di formazione classico. I toni ricordano molto Stand by me, non a caso è proprio Stephen King a introdurre il lettore nella selvaggia estate. La stagione che, definitivamente, segna il passaggio fondamentale verso l’immaturità.

Serena Votano

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Un romanzo di formazione che riesce a restituire l’atmosfera della profonda provincia italiana degli anni ottanta e di certe estati immote e sonnolenti a cui fanno da contrappunto i sobbalzi del cuore, le intrepide fantasie e le avventurose gesta proprie di quell’età sospesa tra la tarda infanzia e la prima adolescenza. Una ragazzina s’imbatte in un cadavere nel bosco che circonda il paesino in cui trascorre le vacanze estive.Condividera’ il segreto con la sua amica del cuore ma l’esperienza precoce della morte - a cui si sommeranno altre rivelazioni, per lei non meno perturnanti- la traghetterà al di là dell’invisibile confine entro cui si muove e si dissolve l’innocenza e l’onnipotenza dell’infanzia.Una storia non banale irrobustita da una scrittura a tratti davvero evocativa ma che a volte si dilunga, perdendo in incisività

Alessandra Cavalieri

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Asia, la protagonista, vive le sue vacanze estive con la nonna il padre in montagna, le sue emozioni e le avventure tipiche dell’adolescenza. Il tema è l’amicizia con i coetanei, Matilde e Mattia e le inquietudini tipiche dei giovanissimi. Una scoperta improvvisa cambia la monotonia della vacanza. Il linguaggio adolescenziale della protagonista non riesce a coinvolgere il lettore, quasi a volerlo escludere dalle sue personalissime emozioni. L’epilogo del romanzo non sortisce l’effetto sperato.

Sanzaro Milena