< La tatuatrice gentile di  Lucille Ninivaggi (Mondadori)

Qui di seguito le recensioni di LaTatuatriceGentile raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Il libro, simil autobiografico e ambientato in un’anonima periferia di Milano, è uno struggente racconto della vita di una ragazza divenuta tatuatrice.
L’autrice ripercorre le tappe, spesso crudeli, della sua vita.
Le figure femminili sono alla ribalta: oltre a Lara, la protagonista, la nonna, punto di riferimento e fonte di ispirazione e la madre, insostituibile pur con i suoi difetti e le sue mancanze.
Le sofferenze che forgiano Lara, unite alla passione per il disegno, la rendono in breve tempo un’eccellente tatuatrice.
I suoi clienti, prima che un tatuaggio, hanno bisogno di essere ascoltati e compresi. Il tatuaggio diventa l’emblema di quei sentimenti che per tanto, troppo tempo, avevano represso.
Lara, che conosce bene i sacrifici e la sofferenza, è la loro angelo custode.
L’apertura di un proprio locale, dove dare spazio alla sua fantasia, è la vittoria di una ragazza che ha avuto poco dalla vita e il lieto fine di una storia triste.

Niccolò Querci

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Una storia di storie che si intrecciano all’interno di un negozio di tatuaggi la cui titolare, la protagonista, ripercorre la sua vita dall’età infantile alla piena maturità di donna. Finalmente appagata dal suo lavoro di tatuatrice, che le permette di conoscere la storia e il vissuto di tante persone, si apre al racconto dei fatti che hanno caratterizzato la sua vita prendendo spunto dalle storie dei personaggi (soprattutto donne) che si affidano a lei per un tatuaggio. Un racconto coniugato al femminile dove gli uomini – pochi - sono violenti, gelosi e spesso insignificanti a parte l’amico gay che è la sua famiglia. Il ritratto più bello è quello della nonna Ada, consigliera e sostenitrice a prescindere.

Roberto Becattini

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Libro semplice, tocca e sfiora temi difficili come la pedofilia. Non il mio genere. Carino, nulla di più.

Simona

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Molto apprezzato, sia la trama che lo stile narrativo. Se piace il genere, si legge in un attimo.
Ho amato molto la parte introspettiva del romanzo, il dispiegarsi delle vite delle figure femminili che si alternano sul lettino della tatuatrice. Uno splendido messaggio corale di cura, guarigione e rinascita.

Mariachiara Mastrangelo

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È un romanzo femminile. Probabilmente come tutti i romanzi femminili non sarà molto apprezzato dagli uomini. Colpisce per la sua semplicità (attraverso le storie dei clienti, l’autore racconta la storia della tatuatrice) e per il fatto che le storie possono davvero essere comuni a molti lettori. Con la stessa semplicità, poi, vengono affrontate tematiche drammatiche ma colpisce la capacità che ha l’autrice di lasciarci immedesimare nelle sue "temporanee protagoniste" colpendoci e allo stesso modo offrendoci una soluzione al dolore.
Mi sono emozionata quasi subito ma allo stesso tempo mi sono sentita rinfrancata anche io grazie alla sensibilità e all’empatia della giovane tatuatrice che ascolta e partecipa ad ogni doloroso racconto liberando le sue nuove amiche e amici dal dolore,restituendo loro nuovo vigore.

Chiara Angioletti

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Palermo “Eutropia”
coordinato da Rosana Rizzo
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Protagonista della storia è Lara, una fanciulla che ha sempre amato disegnare per esorcizzare il dolore rifugiandosi nel mondo della fantasia. Divenuta grande è riuscita a svincolarsi da un’occupazione che non la gratificava
 e la imprigionava come un bozzolo per fare del disegno un lavoro da svolgere con gioia, passione e sensibilità: è diventata tatuatrice. La tecnica per lei non è un fine ma un mezzo e ogni tatuaggio rivela una storia una storia che lei ascolta e condivide con attenzione e rispetto. Il  tatuaggio diventa così emotivamente un caleidoscopio,colori ed emozioni vibrano insieme, il dolore diventa bellezza,forza come se, a tatuaggio realizzato, la donna che l’ha chiesto riuscisse ad iniziare una nuova vita e Lara,nel dare alle clienti serenità, diventasse lei stessa più ricca, più forte, disposta ancora una volta a credere nei sogni.
La letture delle storie mi ha fatto pensare ad un oggetto che un amico mi ha portato da un suo viaggio,alla matrioska,una storia contiene un’altra,in una prosa bella e scorrevole.Garbate sono le riflessioni,una certa misura regola la tensione,si legge con piacere e con altrettanto piacere si ricorda

Gemma Alfano

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Sin dall’inizio della lettura mi è apparso un romanzo adatto ad un pubblico di adolescenti. La storia di una giovane tatuatrice che non si limita ad accontentare i propri clienti, ma ne raccoglie anche le confessioni private. Non si limita, infatti, a imprimere il suo tratto sulla pelle delle persone, ma, ascoltandole, riesce ad elaborare dei disegni che possano rappresentare, per loro una rinascita. Si scopre quindi che questo suo tratto di empatia deriva principalmente da un trauma, una violenza subita, che l’ha segnata. E la sua storia personale si intreccia, nella narrazione, con le storie dei suoi clienti. E ogni volta si ripete un piccolo miracolo che trasforma il dolore in bellezza e realizza quanto le ripeteva, in passato, la nonna Ada :“ci sono volte in cui fare qualcosa per gli altri equivale a farlo per se stessi”. Si tratta di un romanzo gradevole e ben scritto ma troppo “gentile” (per richiamare il titolo) per i miei gusti.

Viviana Conti

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La gradevolezza delle storie non riesce a dare consistenza alle stesse. Lettura piacevole , ma il racconto sembra rimanere alla superficie .


Marco Beccali