< La vita anteriore di  Mirko Sabatino (Nottetempo)

Qui di seguito le recensioni di LaVitaAnteriore raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Ettore, il protagonista, traccia, in una dimensione poetica, la sua vita intensa e lunga anche e soprattutto per i nove mesi “in più” di cui è consapevole. Il romanzo abbraccia con il cuore la ricerca e il compimento dell’identità di un’intera famiglia e di un’altra che forse si sarebbe potuta ricomporre… La prosa è fluida e suscita continuamente emozioni. E’ il tipico racconto che vorresti non finisse mai. Complimenti all’autore!

Anna Milici

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Un testo rumorosamente delicato, che scava nelle paure di uno, ciascuno, tutti. Guardi un bambino che non voleva crescere, ma che in realtà aveva già più risposte di un adulto. E poi un adulto che non riesce a lasciare andare quel bambino, nato due volte - o forse più -, e con tutta l’immaginazione del mondo. Dono di una promessa.
Una lettura amabile perché spietatamente sincera, come la vita che ti accarezza quotidianamente, ma allo stesso tempo ti ruba il tempo. Il tuo tempo. Forse proprio per questo cerchiamo disperatamente l’eredità di vite precedenti, che non ci appartengono, ma che potrebbero, vorremmo fossero tali: per avere quante risposte possibili e continuare ad andare.

Pamela Valerio

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Circolo dei lettori
di Milano 2 “Lettori temerari”
coordinato da Patrizia Ferragina
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Una famiglia, tre amici, tante vite ritratte con profondità, mantenendo un ritmo vivace di scrittura che invoglia il lettore, crea aspettative e le soddisfa, permette di entrare nei personaggi, conoscerli, empatizzare con loro. Anche se verso la fine si aggroviglia un po’ troppo (è vero, esistono i casi della vita, ma qui si forza un po’ il destino), resta un buon esempio di romanzo che, senza pretendere di essere un capolavoro, si legge bene e con piacere, immergendo il lettore in una realtà ricca di sentimenti profondi e descrizioni vivide che permettono di osservare il mondo di Sabatino proprio come fossimo lì, di fianco a lui, sull’uscio della sua storia.

Barbara Monteverdi

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Libro scritto bene, con uno stile non banale anche se convenzionale. È la storia di un’amicizia, nata sui banchi delle elementari, tra tre ragazzi, profondamente diversi tra loro, che da bimbi diventano adulti. Sono tre bambini che hanno una cosa in comune: tutti e tre hanno perso il padre fin da piccoli. Chi per l’abbandono al momento della nascita, chi per un incidente e chi per malattia. Per i due maschietti però, nonostante l’amore delle famiglie che li circondano, l’assenza del padre per uno e per il secondo anche della madre, diventerà un grosso problema, psicologico e esistenziale. La vita dei ragazzi sarà funestata da lutti, da incidenti, da crisi vitali da cui si ripiglieranno grazie all’amicizia e al forte sentimento di amore che li lega uno agli altri. Secondo me una pecca è data nel disegno della trama: a volte scontata e quasi da romanzo d’appendice che lo fa scivolare nella qualità.

Maria Luisa Albizzati

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Un uomo molto anziano seduto ad un tavolo di legno su cui è posata una candela, che è l’unica fonte luminosa nella stanza, racconta ad un’anonima sagoma che sembra un bambino seduto nella poltrona al limitare della bolla illuminata dalla candela, la propria storia.
Una storia di nascite, di perdite, di amori e di ricerca.
Una esaltazione della casualità della vita, che si avviluppa su sé stessa e fa sì che l’uomo sia fatto di andare e tornare, lasciare e trovare.

ELISA BENNI

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Titolo e trama ricercati

Barbara iemmolo

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Non c’è nulla di inatteso in questo romanzo di Sabatino se ci fermiamo a considerare che i temi di fondo sono amicizia, legami familiari, formazione dei protagonisti. Quello che, però, Sabatino è capace di fare bene è dipanare questi temi in un continuo contatto tra la vita e la morte, lungo le esistenze di personaggi che occupano bene sia lo spazio delle descrizioni che quello dei dialoghi dove il loro modo di esprimersi, magari con un cenno della testa, è scevro da fronzoli. Una lettura piacevolissima.

Silvia Berzetta

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Storia di.legami forti, di famiglie allargate, di una ricerca di identità , ambientata nella terra di Puglia, tra ulivi e masserie che sembra vedere attraverso gli occhi di Ettore e degli altri protagonisti. Mi sono un po’ persa nella seconda parte, troppo contorta.

Liuba Del Carlo