< Lady Constance Lloyd. L’importanza di chiamarsi Wilde di  Laura Guglielmi (Morellini)

Qui di seguito le recensioni di LadyConstance raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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La protagonista è una donna meravigliosamente libera e coraggiosa, capace, non senza grandi difficoltà, di mettere se stessa al centro della sua vita e soprattutto dei suoi tempi. Non è solo la moglie di Oscar Wilde, ruolo che comunque la definisce in gran parte; è una donna intelligente e colta che non teme di esporsi e di comportarsi come la sua testa, e il suo cuore, le dicono. All’autrice il merito di aver usato un linguaggio fresco e diretto, al quale l’uso della prima persona singolare (prevalentemente Costance, con poche incursioni di Oscar) assicura grande immediatezza e simpatia.

Benedetta Lenci

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È ufficialmente uno dei libri più belli e appassionanti che abbia mai letto in tutta la mia vita. La vita di Constance viene raccontata con dolcezza e rispetto, gli aneddoti romanzati si integrano alla perfezione con i fatti reali e se non si conoscesse il contesto storico si potrebbe benissimo pensare che ci troviamo nel 2022 e non a fine ’800. È diviso in tre atti, il racconto parte da una piccola Constance fino ad arrivare ai suoi ultimi pensieri. Molto apprezzata anche la sintesi finale sulle altre figure della vita che vengono citate nel libro. Entusiasmante!

Giulia A. Cordasco

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Biografia romanzata di un personaggio che, conosciuto per essere la moglie di Oscar Wilde, si rivela una donna di grande carattere ed importanza per il riscatto della figura della donna nell’Inghilterra Vittoriana. Nella narrazione in prima persona, assistiamo alla sofferenza a causa delle costrizioni imposte dalla società, con il paradosso per cui nella tetta in cui grandi donne, la regina Vittoria e secoli prima Elisabetta, sono a capo dell’impero più grande del mondo, le donne non possono studiare all’università e vengono relegate al ruolo di mogli. Constance è una donna che ama leggere, ed è proprio sentendola recitare Dante che Wilde se ne innamora, e le piace scrivere fin dalla tenera età in cui analizza l’opera (Frankenstein) di una scrittrice che diventerà anche un modello da seguire per l’emancipazione delle donne, Mary Shelley. L’arte Preraffaelita viene vissuta come liberazione dalle imposizioni esterne, consentendo abiti più comodi al posto degli odiosi corsetti. Vorrebbe trovarsi un lavoro e rendersi indipendente ma deve per forza trovare un marito, col quale condividerà le sue idee, contribuendo alla nascita delle sue opere più famose e al quale resterà accanto sostenendolo anche nelle situazioni più tristi della fine del loro matrimonio. La scrittura di Laura Guglielmi è scorrevole e lineare e sa inserire bene lo stile epistolare all’interno della coinvolgente narrazione.

Fabrizio Amato

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Un libro appassionante, Lady Costance una precorritrice dei tempi. Un libro che con una scrittura scorrevole ci fa conoscere una donna tenace che non rinuncia ai suoi principi, e ci mostra Oscar Wilde da un punto di vista nuovo, quello della donna che l’ha sposato.

Maria Rita Marino

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Circolo dei lettori
di Palermo “Eutropia”
Coordinato da Rosana Rizzo
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L’importanza di chiamarsi Wilde: Laura Guglielmi in questa biografia romanzata punta i riflettori su Constance Lloyd Wilde, nota ai più per essere stata la moglie dell’artista più eccentrico e controverso dell’Inghilterra vittoriana. Attraverso una narrazione in prima persona, la scrittrice dà voce ai pensieri della protagonista e ripercorre le vicissitudini della sua tormentata relazione con Oscar Wilde. Ne emerge una figura tutt’altro che passiva: Constance è una donna colta, ambiziosa, indipendente, determinata e rivoluzionaria per i suoi tempi. Corteggiata da molti, verrà conquistata dal dandy più celebre dell’epoca. La loro unione finirà sulle prime pagine dei giornali e alimenterà non pochi pettegolezzi, soprattutto dopo la scandalosa relazione tra Wilde e il giovane Bosie che porterà il celebre scrittore a un processo per sodomia e alla condanna a due anni di lavori forzati. Anni difficili che Constance affronterà con coraggio, andando contro il pensiero comune bigotto, sostenendo il marito anche quando in tanti lo abbandoneranno. Una coppia fin troppo moderna per quell’epoca. Una storia avvincente la loro, tuttavia delude lo stile narrativo dell’autrice, a tratti un po’ troppo semplice e ripetitivo.

Laura Guercio

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Un racconto romanzato di quella che è stata la vita della moglie di Oscar Wilde. Forse in alcuni punti un po’ troppo romanzato, per i miei gusti. Ma è stato bello scoprire la vita di Constance, femminista, artista e moglie molto paziente.

Elena Piccinin

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Circolo di lettori e lettrici del torneo letterario di Robinson
di Ponte Buggianese “rivista Vitamine vaganti”
coordinato da Laura Candiani
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Romanzo piacevole nella lettura, grazie ad una scrittura liscia che consente di leggere senza fatica, ma a mio avviso noioso nei contenuti e nello sviluppo della storia, che racconta della esperienza di vita della moglie del dandy per eccellenza Oscar Wilde. Probabilmente la mia è una diffidenza personale verso storie di donne che sono state un poco ‘vittime’ di una famiglia con un maschio protagonista, vuoi per il contesto storico vuoi per una concatenazione di eventi poco favorevoli, anche se poi ne sono uscite con determinazione, coraggio e non poca determinazione. Diffidenza e forse fastidio perché purtroppo queste situazioni si realizzano anche ora, nonostante il progresso socio-culturale del nostro tempo.

Anna Maria Baccan

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La scelta questa volta è stata difficile perché questa biografia è tutt’altro che da scartare. Constance ha mantenuto una sua individualità nonostante fosse sposata con un uomo geniale e discusso come Oscar Wilde e la sua vita merita sicuramente di non cadere nell’oblìo.

Marina Antonelli