< Le ammaliatrici di  Carlo Silini (GabrieleCapelli)

Qui di seguito le recensioni di LeAmmaliatrici raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Le Ammaliatrici è un romanzo storico, il terzo della trilogia di questo scrittore, inerente alla caccia alle streghe del 1600.
Tematica interessante ma scrittura a tratti prolissa, non in linea con il mio gusto.
Non avendo letto gli altri due, il giudizio su questo rimane parziale, ma ad ogni modo non mi ha convinta.

cristina terenzio

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La narrazione dal ritmo sostenuto è elegante e coinvolgente, costellata di termini desueti e dal sapore seicentesco per ricreare le atmosfere del tempo e dei luoghi. I dialoghi sono rapidi, la lingua dei personaggi curata nel dialetto. La lettura è fruibile anche per chi non ha letto i volumi precedenti della trilogia e la trama è avvincente, tuttavia avrei preferito leggerlo dopo gli altri volumi.

Ginevra S.

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Le ammaliatrici è un romanzo storico che si muove tra la Vallemaggia svizzera, il Ticino, le campagne del comasco e il Ducato di Milano (a quel tempo dominato dagli spagnoli). Storia e thriller si mescolano a una trama magica e a tratti esoterica, fatta di stregoneria, strani racconti e vicissitudini tormentate. Siamo nel Seicento e l’epoca è sia quella “luminosa” della rivoluzione scientifica e culturale sia quella “oscura” della censura; anni ricchi di complessità e contraddizioni. Questo è il contesto in cui vengono narrate le storie di Maddalena de Buziis e Maria del Maté, “ovunque siano finite”: a raccontarle è un condannato a morte, il Bargniff, che prima di ricevere il colpo fatale del Boia decide di ricordare - e quindi donare al lettore - le due donne che ha sia amato sia odiato («Una era una santa, l’altra una strega»). Le parti in cui è scandito il testo danno alla narrazione un ritmo avvincente e incalzante mentre il modo di scrivere, - perlopiù lineare, esaltato dall’uso di “dialettismi” - veste dei temi all’apparenza contrastanti (maledizioni e stregonerie) con tocchi familiari, vicini. Il testo di Carlo Silini è una storia che viaggia tra paradiso e inferno, e che sorprendentemente riesce a rendere più affascinante la sfera del profano; non mancano riferimenti religiosi (ai Cavalieri dell’Apocalisse, alla Maddalena, a San Giorgio), ma a questi prevalgono quelli un po’ più intrisi di mistero e suggestione. Sebbene alcune parti siano state decisamente prolisse e cariche di elementi, i saliscendi della narrazione vengono messi in secondo piano dalla grande attenzione rivolta alle figure femminili, in particolare a quelle donne che su di sé portano i segni delle lotte e delle parole spesso ingiuste che sono costrette a subire (soprattutto a causa di cristallizzate convinzioni). Nella trama c’è tanta fantasia, ma anche tanta Storia: una “solidità” che affonda le radici in documenti e sfondi realmente esistiti. A tal proposito, da apprezzare sono anche le “note storiche” riportate alla fine del romanzo: piccoli contributi che permettono al lettore di fare un tuffo in un passato lontanissimo e di coglierne leggende e particolari che altrimenti rischiano di essere dimenticati. Il libro si compone anche di un primo e un secondo volume, che sicuramente sono da leggere. In tre parole: complesso, misterioso e femminile.

Valentina Zanotto