< Matto da morire. Un’indagine del colonnello Nicola Stauder di  Pier Mario Fasanotti (Oltre)

Qui di seguito le recensioni di MattoDaMorire raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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Lo stile di Fasanotti mi ha lasciato più volte con un’espressione di incertezza, nonostante il personaggio di Nicola Stauder sia molto carismatico. Diversamente dal noir made in Puglia di Di Monopoli, ho trovato in Matto da morire diversi refusi e imprecisioni.
Pier Mario Fasanotti
Matto da morire - Oltre edizioni-
In una calda giornata d’agosto, il matto Paolo Polacci viene ucciso con due colpi di arma da fuoco in pieno petto nella piazza del paese. A Pietrasanta si festeggia Sant’Ermete, e la folla che popola le strade è distratta da spettacoli, suoni e fuochi d’artificio. Il colonnello Nicola Stauder e la sua squadra di Carabinieri sono chiamati a indagare sull’accaduto e farsi strada tra i tasselli del piccolo mondo ossessivo di Paolo; la sua smania di precisione e la fissa per l’ordine pubblico gli guadagnarono il soprannome di assessore.
Tra i suoi beni personali rinvenuti nel giardino di casa, gli agenti troveranno la riproduzione di una località balneare, con tanto di stecchette di gelato, edifici neri casualmente bruciati come luoghi realmente esistenti e una spiaggia bianchissima. La spiaggia più ambita a quanto pare: sarà infatti quel luogo-non-luogo il crocevia di affari sporchi e malavita, il tutto celato dietro false identità, attività fittizie e interessi mafiosi. Tra gli indagati, una combriccola di burattinai talmente abituati a manipolare fantocci, da confondere la realtà con il teatrino e la carne con gli stracci.
Anche le donne nel romanzo di Fasanotti passano quasi tutte per una spiaggia, quella dove il carismatico Stauder ha bisogno di cullare a fior d’acqua i suoi pensieri, e dove riesce a sciogliere dubbi e trovare indizi. Madri, nane o puttane che siano, per ciascuna di loro esiste il tempo dell’ascolto, di una citazione del Bardo inglese e dei suoi scrittori preferiti, un tocco sulla pelle.
Ma il colonnello non è la sola figura interessante nella narrazione. I suoi 007 distribuiti in vari territori, che vanno dalla Versilia, al Polesine, dalla Toscana alla Capitale, fanno sì che il lettore compia -parallelamente alle indagini-, un viaggio nei luoghi e nella babele linguistica dei colleghi in incognito.

Tra citazioni colte e regionalismi, diversi profili psicologici si snodano in ben trentasette capitoli non sempre fluidi e avvincenti. Vi si scorge, comunque, l’amara realtà della cronaca nera e la solitudine che regna nella piccolezza umana, placabile solo da un appiglio ai valori più tradizionali della società.


Annalisa Concu

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Nicola stauder, 55 anni, affascinante colonnello dei carabinieri, numero uno tra gli investigatori del comando generale, di solito viene mandato, ufficialmente in incognito, a indagare su delitti che le forze locali trovano difficoltà a sbrogliare. Tutto comincia con l’omicidio di un povero matto di paese, in versi li a, dove il colonnello viene mandato e che tra pericolosi burattinai e donne facile abbordaggio, risolve il mistero non senza far cadere ai suoi piedi una bella vedova che l’ha ospitato nella sua pensione a due passi dal mare, troppo vicino per non chiederle di fare un bagno insieme

Arianna Pinto

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Circolo dei lettori
di Roma 2 “Passaparola”
coordinato da Giulia Alberico
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Una Versilia omertosa, che si arricchisce con la cocaina e gli affari immobiliari, fa da sfondo ad un caso di omicidio di provincia. L’evento criminale irrompe nelle prime righe del Romanzo accompagnato dalla descrizione esaustiva della vittima, il matto del titolo. La scrittura vivace,precisa nel lessico, diretta permette al lettore di visualizzare i personaggi,gli ambienti,i luoghi. In particolare l’ intuito sottile del protagonista Stauder,di cui conosciamo subito i suoi punti forti e le sue fragilità,accompagna il lettore nei meandri dell’indagine.
Un curioso aggancio all’attualità che stiamo vivendo, sicuramente non programmato, è offerto dalla colf di Leopoli e dal convolgimento nell’omicidio della malavita russa che, l’ Autore lamenta, imperversa in Versilia inquinando con i suoi comportamenti sguaiati e arroganti  il carattere esclusivo,la mondanità raffinata di quei luoghi.

Antonia Santilli

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Sullo sfondo di una Versilia omertosa ed intenta a fare soldi attraverso lo spaccio di coca e affarismo immobiliare ad opera di un clan mafioso russo si snoda il caso dell’ uccisione de la " il matto di Forte dei Marmi", Paolino, un trentenne stravagante ed innocuo . Nicola Strauder, colonnello dei carabinieri, romano, e’ inviato a risolvere il caso. L’ indagine e’ descritta n maniera lineare ,nono il lavorio cerebrale di scandagliare i meccanismi mentali dell’ assassino e nello scovare pulsioni contorte. La lingua è colta e virtuosa e ricorda, per certi versi, quella de " Il pasticciaccio" di Gadda , ma non inficia minimamente lo scorrere piacevole della narrazione.

Carmelina Viggiano

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Il protagonista, Nicola Stauder, è un colonnello dei carabinieri che opera con sagacia nelle trame di ingarbugliati delitti che e’chiamato a risolvere. In questa occasione la vittima è ’il matto del villaggio’. Paolino, questo è il suo nome, è molto conosciuto a Forte dei Marmi, luogo dell’evento omicidiario e niente farebbe presupporre che intorno a lui si accanisse tanta violenza. L’ambiente comunque, rivela all’acuto investigatore un intreccio perverso di avidi interessi legati al commercio di droga e affari immobiliari. Con pazienza e costante  tensione,Stauder dipana le intricate vicende e viene a capo del mistero.La tensione narrativa riesce sempre a tenere desta l’attenzione del lettore  e il timbro espressivo è elegante , dotato di ironia e talvolta soffuso di delicata malinconia .Il registro linguistico è colto , fluente e non privo di appezzabili virtuosismi espressivi.

Rosa Maria Giuffrè

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Sono una assidua lettrice di libri gialli e il libro di Pier Mario Fasanotti “Matto da morire” mi ha appassionato sin dalle prime pagine. Protagonista è Nicola Stauder un colonnello dei carabinieri, pronto   a   indagare   su   delitti   complicati,   uomo   dal   carattere   sfaccettato, intrigante e coinvolgente, ma anche umano e malinconico. Chi ha ucciso a fucilate Paolino “il matto di Forte dei Marmi”, un giovane trentenne inerme e innocuo?  L’indagine si dipana seguendo un filo logico ben costruito, serrato, mai prolisso o banale. Lo stile è fluido, colto, i temi narrativi affrontati sono molteplici, la disabilità, il decadimento morale, i rapporti familiari   anomali.      
I   personaggi   che   entrano   tra   i   sospettati   sono   tutti   interessanti   e accuratamente   delineati,   gli   strani   burattinai   che   organizzano   uno   spettacolino  in occasione della festa di sant’Ermete, la padrona del piccolo albergo dove alloggia il colonello Stauder che spera in un amore impossibile, la nana intelligente, arguta, ma arrabbiata con la vita che l’ha resa diversa, la dolente madre della vittima che fornisce importanti e determinanti dettagli della vita del figlio. Stauder, si avvicina con grande intuizione e perseveranza alla risoluzione del caso, penetrando nei meccanismi mentali che hanno armato la mano dell’assassino.

Marcella Mottolese

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Sondrio "I Robinson di Sondrio"
coordinato da Maria Grazia Carrara e Lucia Carboni
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La struttura del giallo è ineccepibile, con i giusti colpi di scena e i giusti indiziati ma c’è qualcosa che mi ha lasciato perplesso. Un po’ la figura del colonnello Nicola Stauder, la cui analisi psicologica mi sembra solo abbozzata, per non parlare dei collaboratori. Non ho trovato né la vivacità né il gusto di narrare. E poi quel finale, con quel “doppio” assolutamente improponibile. Non mi ha soddisfatto

Luisa Tassano

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Circolo dei lettori del torneo di Robinson
di Castano Primo “Biblioteca comunale”
coordinato da Paola Lauritano e Maria Rosa Gambacorta
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Riguardo a libro “matto da morire” la costruzione della trama è un po’ debole e rende forzata la storia, a volte in modo inverosimilmente le cose “accadono” troppo per caso rendendo meno credibili le capacità investigative e l’intuito del protagonista.

Anna Ciammaricone