< Me di  Elton John (Mondadori)

 

Elton si racconta come se non avesse commesso alcuna nefandezza, ha un carisma e contemporaneamente una semplicità fanciullesca che ha dell’incredibile. Nasce in una famiglia che ha ben poco da insegnargli anche solo come esempi comportamentali, un padre irascibile e violento, una madre isterica e violenta. La vita passata a cercare un’autostima, alla ricerca del proprio io. La sua musica sempre stupenda. Genio e sregolatezza sono stati i suoi compagni di vita. Un fisico eccezionale se si considera tutto quello che ha raccontato di essersi fatto, poi il cambiamento, la dinsintossicazione e la paternità in una vita più regolata.

francesco*********@gmail.com

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L’autobiografia di Elton e J.  è molto coinvolgente, è scritta per far capire un personaggio particolare quale è il cantante, anche a coloro che all’inizio della sua carriera, per divario di età e di educazione, lo avevano giudicato uno" stravagante" a dir poco con delle belle canzoni.

mat***@tiscali.it

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In Me Elton John si racconta senza peli sulla lingua: dall’infanzia difficile all’incontro con il suo paroliere Bernie, dai primi successi al successo vero e proprio, senza tralasciare la vita sentimentale, l’amicizia con altri personaggi famosi, gli eccessi e le dipendenze. Quella del cantante è una vita sopra le righe e questa autobiografia ricca di aneddoti si rivela una lettura piacevole, scritta con molta autoironia da una persona consapevole dei propri difetti e dei propri eccessi. La sincerità e l’umorismo, tipicamente inglese, del cantante non mancano neanche quando racconta gli aspetti più bui e più tristi della propria vita, regalandoci un bell’autoritratto. Non si può fare a meno di concludere il libro pensando a quanto sia "folle" Elton John.

giulia.m********@universitadipavia.it

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Sorprendente è il primo aggettivo che trovo idoneo per descrivere il libro autobiografico di Elton John. A questo ne seguono molti altri, non altrettanto positivi, in quanto il racconto della vita della rockstar è in tutto e per tutto come lui: eccentrico, trasgressivo, esagerato, irriverente, scurrile. Ma anche entusiasticamente autentico nella descrizione di eventi che non molte persone al mondo hanno potuto vivere: ecco quindi l’amore per la musica, le amicizie, gli odii, il successo mondiale lungo molti decenni, gli amori, gli scandali, gli sconforti, le depressioni, le dipendenze. Sicuramente non un capolavoro letterario, tuttavia Me scorre piacevolmente ed è gradevole e divertente.

manfred*******@gmail.com

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Si tratta di una biografia lunga, molto dettagliata e intima, narrata in prima persona. Un buon libro scritto molto bene da Elton John con l’aiuto del giornalista Alexis Petridis.

Elton non si nasconde, mette a nudo le sue debolezze e insicurezze, gli errori commessi e con uno scavo psicologico ne ricerca le cause.

Racconta, senza reticenze, i problemi di dipendenza da droga e alcool avuti, lo shopping compulsivo, la bulimia, l’omosessualità, le difficoltà a mantenere una relazione stabile, l’impegno nella lotta contro l’AIDS e i lutti subiti.

Una vita solo apparentemente da sogno la sua. Come accade spesso, ricchezza e successo significano frequentemente infelicità, ma Elton ci dice che “vivo e ho vissuto una vita straordinaria, e onestamente non la cambierei, nemmeno le parti di cui mi pento, perché sono felicissimo di com’è oggi.”

cristiana*********@gmail.com

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È un lungo racconto in cui l’autore spiega la sua vita da quando percepisce che la musica sarà il suo futuro a quando la musica è diventata la sua essenza e il suo passato. Elton John racconta in maniera scorrevole e con riferimenti ben precisi la sua lunga carriera attraverso un flusso continuo di sensazioni, racconti ed incontri fortuiti e meno, riesce a segnare anche i momenti più alti e i brani da lui cantati che ne hanno segnato il successo. Ho apprezzato molto come nelle descrizioni della sua vita non si sia mai edulcorato nel raccontare la sua personale vicenda umana fatta di talento ma anche di ossessioni e dipendenze.

nicola******@gmail.com

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Non è semplice mettersi nei panni, a volte persino ricoperti di piume di marabù, di Elton John, ma la prova costume sembra esser perfettamente riuscita alla penna del The Guardian Alexis Petridis, che restituisce il gusto per l’eccesso e per il pettegolezzo del soggetto con la stessa autoironia che John avrebbe impiegato. Si ripercorre così la storia di un uomo che sembra aver fatto pace con sé stesso, passando attraverso i conflitti e le contraddizioni più intime, da record quanto il suo successo musicale: si incontra ad esempio la star che voleva cambiare il corso del vento davanti alla finestra della propria stanza d’albergo oppure la si ritrova, in una camera diversa, circondata da cocaina e dal suo stesso vomito. Poco conta se l’aspetto più propriamente musicale, da un punto di vista critico, viene quasi sommerso dalla moltitudine di episodi raccontati da Sir Elton John, perché il lettore vorrà soltanto sapere se Andy Wahrol ha bussato di nuovo alla sua porta per immortalarlo insieme ad un ospite come John Lennon durante un pasto estremo.

valeria.ba**********@gmail.com

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Biografia di un mito della musica rock, Elton John. Il racconto della sua vita, dall’infanzia timida e complicata a causa dei difficili rapporti familiari, di un ragazzino con la passione per la musica e il sogno di diventare una celebrità del rock attraverso trasgressioni di ogni genere, cadute e rinascite fino alla vetta delle classifiche. Ne esce anche una fotografia del “jet set” internazionale (musicale e non) credo abbastanza realistica degli anni in cui l’AIDS ha fatto vittime illustri.

Scrittura scorrevole ed accattivante, piena di lacrime ma anche di episodi improbabili e divertenti. Traspare sincerità che mantiene viva la curiosità, anche se a tratti appare quasi forzata e incline ad abbellire il ritratto.

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Sono un cultore della musica italiana e non ti nascondo di essere cresciuto con la musica di Vasco (un suo concerto in un campo sportivo a Prato la sera prima dell’esame di stato è forse causa del misero 36 ottenuto meritatamente) e “Siamo solo noi” non è solo la canzone ma anche il manifesto della mia adolescenza. Elton John ovviamente non mi era sconosciuto (ho spesso pensato che alcune sue canzoni fossero piccoli miracoli) ma ne conoscevo la biografia molto approssimativamente. Questo libro mi ha fatto scoprire una bellissima persona al di là del lato artistico, soprattutto un uomo onesto. Quanta onestà (e coraggio) ci vuole, per esempio, a confessare non solo gli errori della vita ma anche situazioni imbarazzanti come l’incontinenza alla fine di un concerto! Nell’altro libro una delle cose più oneste è l’ammissione (ma non ce n’era bisogno) del co-autore Michele Monina di essere diventato, nel tempo, accanito fan di Vasco (pag.141). Mi prometto di leggere il suo precedente libro sulla rock star di Zocca, sperando di non trovarci certe bestialità che ho letto in Vasco Non stop. Ne cito alcune: la convinzione che Generale sia (ma per chi?!) considerata adesso una canzone di Rossi e non di De Gregori (pag.119), le imbarazzanti adulazioni culminate (pag.121) da una spocchiosa presunzione di paragonare Vasco alla squadra più forte del mondo che per non umiliare gli avversari sceglie di snobbarli per non infierire ecc.. Viene da chiedersi come l’ufficio stampa dell’artista abbia permesso la pubblicazione di certe cadute di stile, per me, tra l’altro, lesive all’immagine dell’artista anche se, per carità, Vasco questa volta “innocente” non lo è neppure lui! Dispiace (parlando di tour e band) leggere le pagine (112-113) dove si liquida la Steve Rogers Band come un gruppo di “ubriachi o fatti che continuavano a comportarsi come dilettanti allo sbaraglio” come se non fosse stato lui ad “educarli” così perché alla fine faceva comodo alla sua immagine ed ai concerti (o almeno questa è l’impressione che mi deriva da quegli anni). E non dimentichiamo che “un certo” Massimo Riva ci ha rimesso pure la vita in quella “spericolarità”. Che amarezza alla luce del rispetto verso Vasco che la sorella Claudia esprime in un libro, quello si!, sincero ed onesto (“Massimo Riva vive!”) che vorrei davvero facesse parte di questa sfida letteraria 8o almeno che fosse fatto conoscere).

 

 

Scusa Giorgio, io ne so poco e niente delle 1200 battute. Forse sono stato eccessivamente lungo ma mi piaceva farti parte dei miei pensieri dopo la lettura di questi due libri che mi hai inviato, di cui ti ringrazio insieme all’onore di aver potuto far parte di questa bellissima iniziativa di Repubblica e del suo/tuo prezioso supplemento settimanale.

alessandr*********@virgilio.it

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Per essere sincera trovo che sia solo meno peggio, ma in realtà qualche parte che si legge con curiosità e piacere c’è. La prima parte, gli anni di crescita e formazione in ambiente working class britannica, le prime esperienze come suonatore di piano al pub e i primissimi passi nell’ambiente musicale con il fidato Bernie. E poi molto più avanti il racconto della fatica per disintossicarsi. E le difficoltà per mettere su famiglia, per una coppia gay, anche se uno dei due è Elton John. La parte centrale, tutta sex and drugs and rock’n’roll per la mia generazione è un terribile rivedere cose già viste, anche se i protagonisti sono quelli che abbiamo conosciuto nei nostri migliori anni e ci hanno accompagnato (quasi) tutta la vita. Il testo corre veloce. Una biografia secondo canoni classici. Peccato non vedere le foto.

giuliaalb*********@gmail.com

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L’autobiografia di questo famosissimo musicista inglese, che confesso, non avrei mai comprato, è stata una piacevole lettura.

Più di 400 pagine scritte in una prosa arguta e divertente, con apprezzabile autoironia, e, credo, sincerità. Racconta di una famiglia disastrata, padre assente e ostile, madre dura ed egocentrica, di un bambino timido e insicuro che, grazie al suo precoce talento musicale, diventa uno dei più eccentrici e famosi artisti rock del suo tempo. Tutto il mondo che ha fatto la storia della musica rock/pop del XX sec. è nel libro; tanti artisti, discografici, agenti, ecc. un rutilare di nomi, fatti, episodi ed eventi. Elton è al centro di tutto questo, ricco e acclamato ma anche insaziabile consumatore di alcool, droghe e sesso. Diventa un ingordo, seriale compratore di oggetti d’arte, abiti, gioielli che accumula nelle sue numerose residenze. Sir  Elton John vanta amicizie illustri: Lady Diana, la principessa Margaret persino la regina Madre. Dall’abisso della droga lo salva una lunga e dolorosa disintossicazione, e soprattutto un profondo desiderio di vivere.

A 67 anni sposa il suo David, diventa padre di 2 bambini da madre surrogata e spera di essere per loro il padre che non ha mai avuto. Una vita “spericolata”, spesso drammatica con un lieto fine.

rita****@gmail.com

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Un Elton John che si confessa gay sfrenato e cocainomane. Dal primo contratto con i Bluesology fino al tour mondiale in America. Narrando, con sé, la storia del rock dai ’60 agli ’80, con i suoi tanti amici, come Peter Sellers, Michael Jackson, la Principessa Diana. Ed il lieto fine. La disintossicazione da stupefacenti, le nozze e due figli.

ugobe*****@gmail.com

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Me è la parabola di Reg Dwight che è Elton John e poi è ancora Reg Dwight. Tutto si apre e si chiude con una dichiarazione di impotenza che è quanto di più lontano da una sconfitta: quella che nel Prologo dà inizio all’emancipazione del goffo ragazzo dei sobborghi londinesi, insensibile al sesso e alle risse durante le sue esibizioni al Northwood Hills pub, intento a girarsi i pollici sul palco mentre il frontman della sua prima band cantava l’unico singolo di successo accompagnandosi con musica registrata su nastro, nell’Epilogo diventa l’addio a quello stesso palco che per sessant’anni è stato lo specchio della sua personalità poliedrica e il salvavita quando la vita si allontanava pericolosamente dall’esserlo. Nel mezzo, un’antologia di luoghi, brani e figure straordinarie di un’avventura che è anche accettazione e conoscenza di sé e della quale l’addio ai tour e il romanzo rappresentano nient’altro che un nuovo inizio.

veronic*******@gmail.com

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Siamo fatti di immagini e di ricordi, pezzi di storia che al rumore del mondo, forse, non interessano ma per noi sono la linfa, ciò che ci ha fatto diventare quello che siamo. Elton John nella sua autobiografia ha messo in fila immagini e ricordi: con una scrittura genuina, onesta e penetrante, ci ha consegnato il suo testamento letterario non come un’opera che sancisce una fine ma come un un’opera che apre la porta su nuovi orizzonti. "Voglio passare il tempo a essere..." scrive nelle sue memorie. Non è questo il miglior modo di vivere intensamente?

s.dur*****@labbit.it

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Me è un romanzo di Elton John su Elton John. L’autobiografia  lascia presto spazio al romanzo di formazione in un incessante flusso continuo di fatti, pensieri ed emozioni. Aneddoti, eventi, ricordi diventano il pretesto per un continuo dialogo dell’autore con se stesso nell’ossessiva ricerca di un equilibrio emotivo forse mai raggiunto. Con caustica ironia, Elton John compie un’analisi sottile e penetrante della propria vita offrendo al lettore uno spaccato di storia musicale contemporanea in un irrefrenabile susseguirsi di eventi che procedono dalla periferia londinese degli anni ’50 fino al cosmopolitismo odierno. Emerge l’artista eclettico e l’uomo che, con sorprendente sarcasmo, svela anche i momenti di estrema debolezza e smarrimento. Dal tentato suicidio alla consapevolezza di essere omosessuale, dalla dipendenza alla droga e all’alcol agli atteggiamenti ossessivo-compulsivi: Elton John, un’insaziabile fagogitatore di emozioni in cerca di razionalità.

silviaco********@gmail.com

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Mi è piaciuto molto.

Il libro è molto scorrevole, tratta con ironia e con un certo distaccato divertimento anche momenti difficili della vita di Elton come i tentativi di suicidio (molto “scenici”), le sue dipendenze e una certa immaturità sentimentale.

Parla di grandi temi senza essere pesante né dare lezioni: il rapporto con la famiglia, il matrimonio e l’adozione gay ma l’apice lo raggiunge nel descrivere l’incontinenza sul palco di Las Vegas dovuta al cancro alla prostata, ossia come spolverare di ridicolo un momento drammatico.

Lato negativo? Ci sarebbero volute le note di Gianni Rossi di Vacanze in America per tutti i musicisti (a me) sconosciuti nominati nel libro.

ilr***@hotmail.com

Il torneo letterario di Robinson è un'iniziativa curata da Giorgio Dell'Arti per conto di GEDI Gruppo Editoriale S.p.A.
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