< Mentre tutto cambia di  Fabio Guarnaccia (Manni)

Qui di seguito le recensioni di MentreTuttoCambia raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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"Mentre tutto cambia"- Un romanzo che ti porta indietro, a rivivere uno stato d’animo comune ad ogni ragazzə di ogni tempo e forse luogo. è il racconto di una formazione umana ed emotiva. Un romanzo che con delicatezza racconta la morte e la "colpa" che può provocare un dolore ancora più atroce, perché con la colpa è più difficile riuscire a farci i conti.
Nelle pagine del romanzo si ritrovano le sfumature dei rapporti umani vissuti in età adolescenziale, dai rapporti con la famiglia a quelli più importanti per un ragazzə, con gli amici.

Chiara Mazzucchi

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Mentre tutto cambia

Un romanzo di formazione che restituisce autenticità, il protagonista e i suoi comprimari descritti con immagini che si possono quasi toccare, un gruppo di ragazzi che convivono con un "tragico segreto" all’interno di un contesto di degrado urbano e sociale, e alla fine, lo struggente sguardo di pietà del protagonista ora adulto sul ragazzo di ieri. Davvero bello.

Gaetano Toro

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Libro molto scorrevole e piacevole. La storia ti cattura subito e lo leggi quasi tutto d’un fiato. Molto carino.

Valeria La Mantia

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Il testo è scorrevole e la lettura, nel complesso, risulta piacevole, ma la storia, nonostante l’inizio promettente, non è mai decollata. Se dovessi descriverlo con una sola parola userei superficiale, dal momento che né i personaggi né le vicende narrate vengono in alcun modo sviscerati e approfonditi. Peccato.

Ludovica Faina

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lanciano“Ex Libris”
 coordinato da Maria Rosaria La Morgia
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Un linguaggio duro, crudo, in alcuni tratti persino doloroso per raccontare il travaglio della sua adolescenza nell’estate torrida della periferia milanese con Ivan il Best e Paolino; adesso che la distanza di trent’anni lo rende “libero di scriverne e darle il ritmo, rallentarla e scomporla”.
Ti riporta ad emozioni antiche e profonde, all’urgenza  di una “casetta”, un luogo tutto tuo sicuro e impermeabile al mondo e al tempo. Senti nel tuo corpo il freddo di quella noia desolante e di quella immobilità delle lunghe ore estive sempre uguali e sempre da consumare. Quell’ambiguo desiderio di relazioni familiari di cui percepisci acuto il bisogno ma che non sono più della tua taglia. Quell’incomprensibile solitudine anche se sei con gli amici di sempre, anche dopo quel sesso bramato, insperato, goduto, lasciato.
E poi, come per loro la morte di un tossico, un’esperienza dirompente, che arriva “come uno schiaffo dal cielo che ci buttò a terra”,  ci segna nel profondo, inizia a cambiarci e lavora dentro per anni, fino a quando, per i più fortunati, arriva il momento di riconoscere “i mostri” e così poterli lasciare andare. “E finalmente avere pietà dei ragazzini che siamo stati”.

Paola Fasciani

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Grandi lettori
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È stato difficile scegliere: sono poco coinvolgenti entrambi anche se scorrevoli.
Mentre tutto cambia mi lascia perplessa. All’inizio ho provato interesse per questi ragazzi, adolescenti alla fine degli anni ‘80, quindi poco più giovani di me all’epoca. Li ho sentiti simili, nella ricerca dell’appartenenza al gruppo, nella spacconeria tipica dell’età, nel bisogno di autonomia da una famiglia che forse non è abbastanza presente. Ma l’apparizione del cadavere e i successivi eventi non mi hanno convinto. Non vedo una reale evoluzione nei ragazzi, intuisco un senso di colpa, un estraniamento, ma mentre tutto cambia io non capisco se e come cambiano i protagonisti, che ritrovo adulti nelle poche pagine finali.

Daria Corsini

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Empoli “Biblioteca di Empoli”
coordinato da Antonella Bertini
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Recensione Giurato 1 In uno stile molto simile a quello "pasoliniano", l’autore descrive un’estate del 1989 di quattro giovani appena adolescenti (nati nel 1975) dei sobborghi di Milano. Le loro avventure e disavventure, gli incontri e litigi si sviluppano con un unico evento che fa da filo conduttore nelle vicende di questi ragazzi ovvero l’ansia e la preoccupazione di aver nascosto il corpo, già morto, di un drogato trovato nel loro rifugio. Un romanzo più indicato per dei lettori della stessa età dei protagonisti che nulla offre a dei lettori un po’ più adulti, tranne uno stile di scrittura sobrio ma senza pregi.

Mauro Moroni

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Un uomo adulto e già padre, ritorna con i ricordi a un’estate della sua adolescenza, segnata dal ritrovamento e dall’occultamento, insieme al gruppetto di amici, del cadavere di un ragazzo morto di overdose.
Questo sarà l’evento che segna il passaggio alla consapevolezza, frutto del senso di colpa e della paura di essere scoperti e denunciati.
È il tipico romanzo di formazione, scritto con sguardo tenero e venato dalla tristezza per la perdita dell’innocenza e per la morte di uno degli amici.

Carla Benedetti

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Ambientato agli inizi degli anni ’90 con una degradata periferia di Milano a fare da sfondo,  "mentre tutto cambia" è la storia di un gruppetto di adolescenti costretti a fare i conti con un evento più grande di loro: il ritrovamento di un ragazzo morto per overdose.  Lo nascondono e da quel momento dovranno fare i conti con il quinto componente del gruppo : la colpa e il peccato. E’ impossibile a 14 anni convivere con la colpa soprattutto in solitudine , in un contesto familiare patriarcale in cui non c’è dialogo. Con una scrittura fluida e evocativa Guarnaccia ci regala una storia di grande emotività. Quattro ragazzi colti nel momento più delicato della loro vita, in una Milano che con il suo incessante sviluppo urbano porta via anche la casetta della discarica, l’unico luogo dove i ragazzi si sentivano al sicuro.

Silvia Maggiorelli

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I mondi complicati degli adolescenti. Lo scrittore ci racconta di quest’età in modo originale e coinvolgente. Bellissima la descrizione della città che cambia e rimane uguale come i protagonisti.

Marta Marconi

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La mia opinione su questo romanzo- racconto ben scritto, crudo e partecipe non e’ del tutto positiva, perche’ non amo il romanzare sulle periferie, sugli adolescenti ed i loro drammi, forse perche’ credo che la narrativa non debba trattare temi che la sociologia e la psicologia sono in grado di esplicitare meglio.

Franca Bertini

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E’ la storia di quattro adolescenti in una afosa estate nella periferia di Milano, e passano il loro tempo in un rifugio diroccato che chiamano la loro " casetta " vicino a una discarica.
L’autore rende benissimo l’afa, il caldo che non da tregua, la periferia milanese , e questi ragazzi che di fronte a un evento traumatico si trovano di fronte a una scelta cruciale.
Quello che sceglieranno di fare o non fare li cambierà profondamente , cambierà il loro rapporto, la loro amicizia sembrerà non reggere.
Poi gli anni passano, i ragazzi prendono strade diverse, si allontanano per poi riavvicinarsi a causa di un lutto che tocca tutti loro.
Non è un romanzo di formazione, piuttosto è un romanzo che racconta i conflitti privati e emotivi di quattro adolescenti, le dinamiche familiari, le bocciatura, le prime esperienze sessuali e soprattutto la loro reazione di fronte alla morte e al senso di colpa.


Agostina Baudone

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Mi ha preso, pur provocandomi una piccola delusione come per una promessa solo in parte mantenuta. La storia del piccolo gruppo di adolescenti con un segreto più grande di loro è intrigante, pur se i personaggi sono abbozzati e non approfonditi; il rapporto tra il protagonista e il padre avrebbe potuto trovare un maggiore spazio. L’atmosfera delle giornate estive senza meta, la vitalità e gli sbandamenti, l’assenza di adulti di riferimento scandiscono la lettura. Ho amato le pagine dedicate alla relazione del protagonista con la nonna e tenerezza per i suoi turbamenti amorosi. 

Anna Maria Cannata

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Periferia di Milano. Un languido dolore di adolescenti, alla ricerca di un’età adulta più realizzata e compiuta di quella dei propri genitori. Una morte infelice di un giovane drogato segna il passaggio per un gruppo di ragazzi dalla strada alla maturità, con fatiche, incertezze e paure. Promettente.

Nicoletta De Angelis

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Marostica “Insieme per leggere”
coordinato da Liliana Contin
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Molto interessante, per me, questo romanzo legato ai luoghi in cui si svolge, Milano e le sue periferie, dunque dentro a una geografia precisa di territori, e dentro a un tempo storico, il 1989.
Protagonisti quattro adolescenti quattordicenni, carichi di inquietudini, ragazzi ai margini di una città, ma anche di una generazione rappresentata dal padre di Vela, irriducibile marxista/leninista; la caduta del muro di Berlino è alle porte.
Nell’immobilità dell’estate i ragazzi continuano a ritrovarsi nella " casetta " dietro alla vecchia scuola, di fianco alla discarica. Quel luogo diventa rifugio, sede, territorio loro, fuori dagli occhi degli adulti, dove decidono chi far entrare.
Vela, il narratore vive e osserva molto la periferia che è il suo mondo, riuscirà a varcarne i confini solo dopo una grave scoperta, arriverà in centro a Milano, prima non ne sentiva il bisogno....
La prima volta che vede la morte così da vicino, rimane sconvolto, più passano i giorni e più rimane addosso, rimane l’odore, non riesce a liberarsene, il senso di colpa rimane anche dopo il loro funerale. Questo varcare una frontiera lo porterà a uscire dall’infanzia, alla ricerca di quel punto di non ritorno per andare nell’accettazione di un cambiamento...
L’autore è bravissimo a raccontare quel punto di contatto fra presente e passato, un tempo che i ragazzi non hanno completamente in mano e nemmeno possono capire fino in fondo perché è in transizione, appunto è un tempo che sta cambiando.
Pagine molto coinvolgenti, probabilmente una storia personale, ma viva e vera, di portata universale.
Ai margini di una città fatta di cantieri in continua espansione, mentre tutto cambia a Milano e in periferia, così avviene nella vita dei quattro amici e questa ultima avventura segna il passaggio di cambiamento nel diventare grandi.
Un libro che consiglierò volentieri.

Teresa Santini

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C’è della sostanza in questo romanzo di formazione del milanese Guarnaccia, gente reale, famiglie che lavorano, personaggi ben disegnati. Le pagine scorrono agilmente attorno ad una vicenda (la morte di un tossico e il suo occultamento) che non viene mai però scavata nel profondo, tutto resta come irrisolto, privo di colpi di scena e si spegne in un finale anonimo. Comunque credo che l’autore meriti un’altra possibilità.

Carlo Bonato

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Storia di un’estate passata fra adolescenti concentrata sulla scoperta di un uomo morto per droga nel posto di ritrovo del gruppo. Non mi è piaciuto come vengono visti i rapporti all’interno del gruppo maschile, in cui è sempre latente la paura di incappare in storie con altri uomini, e dove le donne sono comparse occasionali sopportate giusto per fare sesso. Tutto questo a prescindere dalla scrittura che riesce ad essere avvincente e crea tensione anche senza reali motivi.
Come lettrice mi chiedo dove le case editrici vogliono orientare i lettori.


Irma Dionese

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Ho sempre amato i libri che indagano l’adolescenza: con questo però ho fatto fatica.
Nell’interrogarmi sul perché della cosa, penso ci stia il mio ultimo periodo professionale post pandemia in cui il mio Servizio di NPI (ma è successo e sta succedendo ovunque) dagli adolescenti è stato invaso.
Il libro è buono. Come sempre dando voce ad adolescenti si incontrano molte “prime volte”, molte scoperte, ma anche molte fragilità e in questo caso è il sentimento della colpa a non essere retto e contenuto.
Mi ha ricordato IL GIARDINO DI CEMENTO di McEwan…e questo è un pregio.

Laura De Marchi

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Complice il caldo di questi giorni a meglio comprendere quell’estate del 1989 in cui 4 quattordicenni perdono la loro innocenza. Occultare un cadavere nel timore di perdere il proprio luogo d’incontri segreti non è più cosa da ragazzi, anche se nel fondo si è ancora adolescenti e si vorrebbe riavvolgere il filo per cancellare ciò che è accaduto.
Però tutto cambia, indietro non si torna, tutto ha un prezzo e l’amicizia dell’adolescenza si disperde nei rivoli del tempo che passa.
A volte s’avverte il peso di quel caldo afoso anche in senso psicologico tanto che si vorrebbe uscirne e respirare aria fresca e pulita. Ma forse è proprio questo l’intento dell’autore, farci tornare a quell’adolescenza magica, ma ormai perduta.

Laura Primon

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Il protagonista del racconto, adulto e padre di un figlio, ritorna nei luoghi della sua infanzia ormai cambiati e fa i conti con il suo passato di ragazzo vissuto in periferia, di famiglia modesta. L’ambientazione è realistica e la storia è descritta con il sentire e il linguaggio del ragazzo che era. Rivive in particolare un’estate vissuta fra la noia, le ragazzate, l’incontro con l’altro sesso, ma soprattutto l’approccio con la morte, prima di un ragazzo trovato privo di vita a causa di un’overdose proprio nel loro ritrovo e di cui concorreranno ad occultare il ritrovamento del corpo per non avere a che fare con le forze dell’ordine, poi di uno di loro, rimasto sfortunatamente sepolto sotto il crollo della sua casa.
Proprio questo corpo occultato, l’ “intruso” che chiameranno il “Troisi” sarà la causa di un profondo turbamento che segnerà il protagonista e fa riflettere il lettore.

Maria Mabilia

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Ho scelto questo racconto perché narra una storia plausibile o quanto veramente verosimile. Questi ragazzi, amici fra loro in modo profondo, anche se ruvido, si allontanano e ritornano come fa la vota, e intanto diventano grandi misurandosi con avvenimenti drammatici. L’incubo che opprime il protagonista per aver, tutti insieme, occultato mil cadavere di un “tossico” trovato morto nel rifugio di fortuna dove si raduna il gruppetto, sembra sciogliersi solo per un avvenimento ancora più tragico: la morte per crollo della sua casa di uno dei ragazzi. Il più fragile del gruppo, forse il più amato dal protagonista. Il dolore suscita riflessioni che indicano una crescita di consapevolezza umana.

Rosanna Tasca

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Tutto inizia con il ritrovamento del cadavere di un giovane, probabilmente morto di overdose, e quindi il lettore si prepara ad affrontare la lettura di un giallo. Ma non è così.
Si scopre un po’ alla volta che si tratta di un romanzo di formazione, i protagonisti sono adolescenti, il Vela e i suoi amici, che vivono in una periferia malfamata di Milano e che passano il tempo in un rifugio ai margini di una discarica. Nella loro “tana” passano il tempo ad ascoltare musica, a fumare, a leggere giornalini e proprio per paura di perdere il loro rifugio nascondono il cadavere in un campo lì vicino. Così agli odori della discarica si unirà quello terribile del cadavere in putrefazione che aumenterà giorno dopo giorno come quel segreto che li unisce ancor più. A chi pensava di risolvere il mistero del cadavere, resta un po’ l’amaro in bocca.

Liliana Contin

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Si tratta di un romanzo di formazione i protagonisti sono dei ragazzi che vivono nella periferia di Milano. La presenza del cadavere del giovane tossico è solo un elemento in più che si inserisce nei rapporti tra i ragazzini, tutti presi dai propri problemi personali, dai rapporti con le rispettive famiglie, il Vela ha a che fare con un padre rabbioso, una madre assente, una nonna con cui deve condividere il divano letto.
Ognuno vive la propria vita con l’inquietudine propria dell’età, acuita da situazioni spesso ai margini in una grande città che continua a crescere. Nel gruppo nasce una sorta di solidarietà e in questo, se ricordiamo la nostra adolescenza, ci possiamo tutti riconoscere.

Mario Guderzo

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È un racconto di crescita adolescenziale, ambientato nella periferia milanese, dove la scoperta del cadavere di un ragazzo poco più grande di loro, morto per overdose, segna la fine dell’adolescenza e il rimorso per averlo occultato per non avere problemi. Struttura scorrevole.

Maristella Drago

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È un romanzo scritto con delicatezza, ma forse per l’età dei protagonisti non mi ha coinvolto ed entusiasmato, anche se ho apprezzato il racconto costruito tra conflitti privati ed emotivi, tra quotidianità ed evasione.

Graziella Pivotto

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Più che un romanzo un racconto lungo. In esso viene descritta la vita di un gruppo di giovani della periferia est di Milano la cui storia comune fa perno intorno alla morte di un tossico, pur non essendo quest’ultima fondamentale nello sviluppo narrativo  Pur riuscendo a delineare i personaggi piuttosto bene, la trama non decolla, non si sviluppa, lasciando un senso d’incompiutezza al termine della lettura.
Voto: 6 d’incoraggiamento

Denis Dal Farra

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L’autore è bavo nel fermare in un fotogramma un passaggio cruciale di ogni uomo, l’adolescenza
Mentre tutto cambia è la foto di quel punto di svolta che ciascuno di noi ha vissuto  da adolescente, uno sguardo a ciò che eravamo e ciò che siamo diventati. Alla fine guardare quella foto ci riposta indietro nel tempo, un tempo andato e che ci ha formati, un tempo che vorremmo rivivere con il senno di oggi per fare, probabilmente, scelte diverse.

Antolini Nunzio

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Storia banale, senza spessore narrativo. Sembra la sceneggiatura di un film già visto, l’ennesima storia di ragazzi cresciuti nella periferia di una grande città, adolescenze consumata tra amicizie sbagliate e apatia per la vita propria e altrui. I personaggi non ispirano simpatia, il racconto fatica a catturare l’attenzione, non c’è tensione, né partecipazione emotiva. Perfino il linguaggio e le espressioni usate dai personaggi non riescono a restituire forza al racconto, risultando a tratti solo volgari. Una lettura noiosa e davvero poco coinvolgente.

Rossana Landini

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Guarnaccia si confronta in modo autentico con il topos consolidato della rimembranza dell’età dell’adolescenza e dei suoi riti di passaggio attraverso un cortocircuito prospettico con "Il corpo” di S. King. Vela ormai adulto rievoca con tono malinconico e delicato la monotona e torrida estate del 1989, quando con i suoi tre amici ciondolando nella degradata periferia di Milano fa una lugubre scoperta che segnerà il definitivo passaggio della linea d’ombra: i quattro trovano il cadavere di un ragazzo morto di overdose. Decidono di seppellirlo tra i rifiuti, sarà il loro segreto ma “i segreti, quelli veri, non avvicinano le persone, corrompono il contatto e creano silenzi”: il senso di colpa non dà tregua e mentre tutto cambia per Vela arriva il momento di riconoscere il proprio orso e di lasciarlo andare una volta per tutte. La narrazione è disseminata di immagini realisticamente vivide e bei dialoghi: Guarnaccia scrive piuttosto bene e ci consegna una storia di scoperta e di conoscenza.

Daniela Melone

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Questo libro racconta l’estate dei quattordici anni del protagonista (siamo nel 1985) vissuta in un’afosa provincia milanese. Quattro amici , molto diversi tra loro per carattere e ceto, trascorrono le loro giornate in simbiosi all’interno di una casetta , intorno alla quale gravita quasi l’intera storia.
Sarà un’estate di crescita, di cambiamenti, quasi un passaggio all’età adulta.
Se è vero che non esistono libri da maschi e libri da femmine, è anche vero che questo è un libro declinato tutto al maschile: i quattro ragazzi, i padri poco affettivi e assenti, l’unica ragazza viene raccontata con superficialità e solo come oggetto del desiderio.
L’argomento trattato, in effetti, è un pò inflazionato (giovane adolescente  tormentato che si confronta con il mondo ed i suoi amici  e che presenta difficoltà nell’esprimere i propri sentimenti).
Mi ha vagamente ricordato il film stand by me (purtroppo non ho letto il libro) ambientato però in una  provincia italiana e con la stessa presenza di un cadavere che focalizza le attenzioni di tutti.
Se dovessi dare un voto a questo libro, sarebbe 6 * perchè la lettura è stata molto scorrevole ( si legge davvero velocemente ) ma la storia appare come già sentita.

Arianna Ughi

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La prima cosa che colpisce di “Mentre tutto cambia” è senza dubbio il prologo. E la descrizione di immagini vivide ed espressive che sin dalle prime pagine ti fa capire che ti immergerai in un piccolo capolavoro di scrittura. Fabio Guarnaccia regala un romanzo nostalgico e intriso di emozioni ed esperienze che ogni essere umano ha vissuto nel periodo bello e misterioso dell’adolescenza. Un gruppo di amici, il posto diroccato che diventa luogo di ritrovo, il timore della bocciatura, la prima volta, i conflitti personali, la famiglia, anche la morte. “Sono salito sulla scala del cimitero, alta con le ruote, tenendomi stretto al corrimano ghiacciato in ferro e ho infilato la mia rosa bianca nel vaso […] Mi sono acceso una sigaretta sulla pedana della scala a pochi centimetri dalla foto, e gli ho parlato di me”. Sullo sfondo la periferia di Milano, nella mente del lettore, ne sono certo, il posto dove è cresciuto.

Matteo D’Amico

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Romanzo scorrevole, storia dagli spunti interessanti, ma che non riesce mai a decollare, rimane ancorata a dettagli che sembrano essere eccessivamente pruriginosi, tanto da sembrare falsi. L’adolescenza nella periferia milanese negli anni ottanta non può essere solo quello.

Elisabetta Zampiceni

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Il libro racconta uno spaccato di vita di un gruppetto di ragazzi delle superiori adolescenti, nei dintorni di Milano, fine anni ’80.
I buoni propositi per un buon libro ci sono tutti, ma in definitiva non riesce a coinvolgere e convincere.
Il colpo di scena con cui si pareli romanzo, e su cui si ripongono - per cosi dire - grandi speranze per tutto il romanzo, rimane disatteso: non viene sfruttato come dovrebbe e lascia un senso di incompiuto nel lettore, come se lo scrittore si fosse dimenticato di raccontarci un capitolo ulteriore alla storia.
Il romanzo a tratti è crudo, nelle dinamiche della guerra fra bande, o di gesti dettati da un’estate afosa e pigra; a tratti invece è molto tenero, come possono essere le emozioni, anche nuove, vissute da ragazzini così giovani.
Il libro, pur non avendomi fatto vibrare e volare in alto, comunque si lascia leggere in un attimo, senza risultare noioso.

Cleo (sì, solo il nome, senza cognome, cosi come M

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Nel solco del tradizionale racconto di formazione il romanzo di Guarnaccia si presenta con le caratteristiche del ragazzo della via Gluck per il periodo, l’ambientazione, il tono. La storia della gang di quartiere evoca altre storie parallele, quelle raccontate nei brani di alcune canzoni dell’epoca e che si riassumono nel titolo di un disco degli anni ottanta dal titolo:the age of consent (Bronski Beat),  e cioè il momento di passaggio dall’infanzia all’adolescenza in un contesto che è l’epopea del boomer. Così è definita la generazione che vive i ricordi di un tempo lontanissimo e i risultati dei cambiamenti occorsi.  Il romanzo affida alla voce, talvolta querula, del protagonista il racconto delle vicende vissute che non si distaccano dal sentire coinvolto di chi affronta il proprio tempo del vivere. Traspare il tentativo di dare voce alle ragioni di ciascuno proprio per la necessità lasciare espressione della dignità individuale. Non c’è però la conoscenza onnisciente del narratore che è sempre nel tono del ragazzo protagonista, Velardi o Vela per semplificare. Il finale adulto del padre che non dialoga con il figlio è affidato all’ultimo rigo che risolve anche il titolo e consegna all’oggi la storia di molti decenni.Nel solco del tradizionale racconto di formazione il romanzo di Guarnaccia si presenta con le caratteristiche del ragazzo della via Gluck per il periodo, l’ambientazione, il tono. La storia della gang di quartiere evoca altre storie parallele, quelle raccontate nei brani di alcune canzoni dell’epoca e che si riassumono nel titolo di un disco degli anni ottanta dal titolo:the age of consent (Bronski Beat),  e cioè il momento di passaggio dall’infanzia all’adolescenza in un contesto che è l’epopea del boomer. Così è definita la generazione che vive i ricordi di un tempo lontanissimo e i risultati dei cambiamenti occorsi.  Il romanzo affida alla voce, talvolta querula, del protagonista il racconto delle vicende vissute che non si distaccano dal sentire coinvolto di chi affronta il proprio tempo del vivere. Traspare il tentativo di dare voce alle ragioni di ciascuno proprio per la necessità lasciare espressione della dignità individuale. Non c’è però la conoscenza onnisciente del narratore che è sempre nel tono del ragazzo protagonista, Velardi o Vela per semplificare. Il finale adulto del padre che non dialoga con il figlio è affidato all’ultimo rigo che risolve anche il titolo e consegna all’oggi la storia di molti decenni.

Mariantonia Grasso

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Estate 1989. Un gruppo di quattro quattordicenni al termine del primo anno di scuole superiori trascorre le vacanze nella periferia milanese, nel “loro posto” affianco ad una discarica. La scoperta di un cadavere li metterà di fronte alla scelta sul da farsi e alla fedeltà che si giurano l’un l’altro.
Un romanzo dal forte carattere autobiografico, avendo i protagonisti l’età dell’autore, dove un fatto particolare viene corredato da una serie di elementi estremamente condivisibili sulle estati degli anni ‘90 nelle periferie italiane.
Non è un libro brutto, la scrittura è tutto sommato scorrevole, ma non lo definirei nemmeno un libro necessario. Si inserisce nell’immenso filone di storie maschili adolescenziali, tra “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” e il finalista premio strega di quest’anno “Randagi”, ma senza riuscire ad acquisire valore universale o di romanzo generazionale. Complessivamente un libro piacevole, ma superfluo, non mi sento di aver perso tempo a leggerlo, ma neanche che mi abbia segnata in qualche modo.

Beatrice Marola

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Inizialmente sembra il tipico libro adolescenziale: siamo nel 1989, estate, fine della scuola. Seguiamo le avventure di quattro ragazzi quattordicenni, l’interagire con le ragazze, con le prime esperienze sessuali; i risultati scolastici (la bocciatura del protagonista); le varie situazioni familiari, ecc.
Vela, Best, Paolino ed Ivan, i quattro amici, non più bambini, ma ancora immaturi ed inesperti, passano le giornate in una casetta diroccata vicino ad una discarica, é il loro rifugio, in fuga dal caldo estivo e dalle loro vite imperfette. Ma, improvvisamente, un evento tragico interrompe questa banale routine:  nel loro rifugio trovano un ragazzo morto di overdose e tutto cambia.....
Decidendo di nascondere il corpo danno inizio ad un calvario personale; questo segreto, troppo pesante da sopportare per dei ragazzi giovani ed insicuri, crea un senso di colpa che non li lascia più. Si dividono, ed ognuno con le proprie inquietudini, cercano di dimenticare, ma la loro spensieratezza è svanita. Nulla sarà più come prima.

Debora D’Ercole

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Romanzo intimo che segna il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Gli hanno ottanta descritti  magistralmente attraverso la Milano e la musica dell’epoca. Un omaggio all’amore per la vita e all’amicizia tra ragazzi. Intenso e autentico. Racconta quanto è difficile confrontarsi con le paure e con i mostri interiori, inventati e reali. La forza delle battaglie interiori del protagonista è descritta con delicatezza ed onestà. Le brutture del mondo creano strappi nell’anima di un ragazzo che solo il perdono a se stessi può lenire. Da leggere, più volte.

Barbara Fionda

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Il libro, asciutto e sincero, è molto bello. Non conosco bene Milano, vivendo a Roma non fatico a pensare a un gruppetto di ragazzi con gli stessi atteggiamenti e addirittura “corpi” per come li ho immaginati i frequentatori della “casetta”. L’episodio del “lago” emerso durante un cantiere (come è successo a Roma negli spazi della EX SNIA) avvicina ancora di più le storie di periferie nelle due città. Si legge bene, lo scrittore ci tiene molto a fare bella figura e in ogni frase inserisce un’idea. Secondo me è un libro molto pensato. Ho letto poche storie di adolescenti maschi (le ragazze appaiono solo come oggetto sessuale) ma questo libro mi ha fatto pensare a TRE di Valérie Perrin. I protagonisti (ragazzi e ragazze) attraversano insieme soprattutto l’adolescenza per poi arrivare all’età adulta con alle spalle tantissime storie e episodi dirompenti.
Non condivido per niente il titolo.

Nicoletta Valente

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Il secondo romanzo "Mentre tutto cambia" di  Fabio Guarnaccia edito da Manni non è riuscito a prendermi.  Dopo averlo letto mi è parso un romanzo appena abbozzato, un racconto incompleto. Una storia  frammentaria di un’amicizia appena espressa. Forse è da consigliare perché è un frammento di scrittura, un romanzo essenziale scamo fatto di poche parole e di poche pagine da leggere come esercizio. E’ per me un modello di scrittura appena immaginata ed espressa che non vive del giusto equilibrio tra prolissità ed essenzailità.

Domenico Costa