< Nessuno sotto il letto di  Paola Musa (Arkadia)

Qui di seguito le recensioni di NessunoSottoilLetto raccolte col torneo 'nar' (tutte le fasi)

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mi è piaciuto tantissimo, non conoscevo l’autrice, Paola Musa, una piacevole scoperta. La citazione tratta da "A Christmas Carol" anticipa che il peccato capitale ad essere indagato sarà l’avarizia, accumulare beni e denaro. Il libro ha un bel ritmo e scorre tra humor nero e descrizioni minuziose sui tanti personaggi che affollano le varie vicende.

Pina Pes

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Il meno peggio dei due. Una storiella banale e scritta con uno stile un po’ elementare. Per fortuna abbastanza breve.

Amelia

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Protagonista del racconto lungo della scrittrice sarda è un quarantenne, titolare di una agenzia di pompe funebri ereditata dal padre, forzatamente scapolo, di nome Arnaldo Trombetta, il cui mondo si esaurisce nel paese dove vive e lavora. Conduce una vita metodica, monotona, scandita dai tristi ritmi lavorativi, finalizzata unicamente ad accumulare danaro in ossequio agli insegnamenti di un padre padrone, uomo inflessibile e tirannico, che lo aveva educato rigidamente, condizionandolo negli affetti e nelle relazioni sociali e facendone un pavido, un uomo che “guardare davvero qualcun altro non era pratica che conoscesse e non immaginava fosse un’attività terribilmente faticosa, dolorosamente reale e perfino deludente”. Una sera, però, uno sconosciuto bussa alla sua porta e si intrufola nella sua casa e nella sua vita, rivoluzionando quella di Arnaldo e quella dell’intero borgo.
Una morte (apparente) con relativo ritorno in vita ed un violento terremoto daranno, infatti, una svolta alla vita del protagonista. Come in ogni commedia l’happy end riconcilia tutti.
I protagonisti sono descritti con maestria, il linguaggio piano e colto rende godibile la lettura del testo che, a mio avviso, è da preferire al “Bosco dei castagni”.

Pasquale Renda

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Preferisco Nessuno sotto il letto di Paola Musa .Ispirato a Canto di Natale di C.Dickens e ambientato presumibilmente in un paesino sardo.Il paranoico signor Arnaldo Trombetta traumatizzato in passato da un egoista padre padrone, nel mezzo della sua vita , decide di prendere in mano il suo destino e di darle una svolta .Il futuro andrà descritto in un prossimo libro.

Giovanni Vincenzo DAPRILE

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Circolo dei lettori del torneo letterario di Robinson
di Lanciano“Ex Libris”
 coordinato da Maria Rosaria La Morgia
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Arnaldo Trombetta è un rispettabile impresario funebre di mezza età, forse piuttosto gretto ed arido ma fondamentalmente non dissimile dagli altri abitanti del Borgo di Santa Donata al Vento dove continua ad esercitare, senza punto discostarsi, la proficua attività di suo padre e suo nonno.
Il buon uomo trova rassicurazione al turbinare vorticoso della vita, quel vento costante e  scombinante che dà anche il nome al suo paese,  nella certezza del suo denaro e nella quotidiana verifica che tutto è in ordine, non c’è nessuno sotto il letto!
E invece, una notte, quell’uomo con l’ombrello, che con disinvolta arroganza picchia alla sua porta,  una ad una scompagina le regole del suo copione di vita e manda in frantumi tutte le sue sicurezze.
Nella rigida corazza, che proteggeva e imprigionava la sua esistenza, cominciano a comparire fessure e strappi sempre più grandi da cui affiorano le sue fragilità e i suoi punti vulnerabili.
Non è più l’uomo tutto d’un pezzo, è forse più esposto e indifeso ma può iniziare il suo cammino di liberazione.

Paola Fasciani

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Circolo di lettori e lettrici del torneo letterario di Robinson
di Ponte Buggianese “rivista Vitamine vaganti”
coordinato da Laura Candiani
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Storia davvero curiosa, quella del signor Trombetta, proprietario di una agenzia funebre in un paesino spopolato e ventoso; uomo solitario e abitudinario, in continuo confronto con l’incombente figura paterna di cui conserva acuta memoria, ha tutti i suoi riti, le sue piccole innocenti manie, i suoi pensieri di modesto (ma socialmente utile) imprenditore, ormai quasi del tutto privo di concorrenza, ma in continua attesa di nuovi "clienti".Finché gli piomba in casa uno sconosciuto che travolgerà la sua triste esistenza. Lettura leggera e divertente.

Laura Candiani

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Anche questo libro non si distingue per originalità, ma questa non è tutto e, secondo me, si lascia almeno leggere fino all’epilogo non del tutto scontato. Ho apprezzato la trovata dell’ospite inatteso e autovitato che destabilizza il protagonista, Arnaldo Trombetta, nella sua rigida routine. Mi ha fatto pensare, e mi scuso per il paragone se inappropriato, a un racconto di Natale di Charles Dickens. Rimane un romanzo che non avrei scelto di leggere ma infine non me ne dispiaccio.

Laura Bertolotti